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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

25 luglio 2012 alle ore 18:22

Deserto

"Ditemi, ditemi, ve ne prego... Dite alla mia testa di smettere di esplodere. Brandelli di cervello esplosi sotto al soffitto del dolore mio dentro. Ditemi, oh si, ditemi! Ditemi cosa fare e io lo farò! Nutrisco la mia anima di parole e poesia, mentre il corpo è messo al bando! No, ne un cibo ingerisce avidamente, ne voglia di dolore spinge il corpo a nutrirsi di splendore! Il mio pane è la mia arte, il mio calice di vino il sangue e le lacrime! Non c'è verso che tenga felicità armoniche di coraggio! No, perchè niente i miei occhi vedono se non il non sentire il rumore dei tuoi passi andati! Oh! pozzo di lacrime in cui ogni notte mi affaccio, non c'è sonno per chi piano deraglia, perchè intrepido alla luna raglia, oh asino qual sono! Oh mia amata luce che non vedo, musica che non sento, corpo che non tocco! Conto il tempo con avido rimorso! Oh Dio sto morendo! Vivo morendo ogni giorno! Quali ancora atroci pene dovrò portare, io che son servo d'amore e che d'amore potrei morire! Il corpo mi sta punendo, m'infiamma le vene ed il cervello, se ancora uno me ne sia rimasto senza indugio io mi canto! Ho la vita nella mano ma se non ci sei non ho che un pugno di sabbia ardente che semino lungo il sentiero, come molliche di pane per farmi seguire che cibano gli uccelli aridi del non sentire."

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