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Autore

Daniela Iodice

in archivio dal 19 gen 2012

04 maggio 1991, Napoli - Italia

mi descrivo così:
​Siamo attori di noi stessi e ci perdiamo tra i riflessi di una falsa ambizione costruita sulla notte.

[​Arthur Rimbaud]

19 gennaio 2012 alle ore 13:44

Note Rosso Vivo

Il racconto

Aveva una sua poesia quell'uomo seduto in terra.Suonava con la tristezza nelle note.Note dolci,un pò malinconiche,tinte d'amarezza cruda.Co gl'occhi chiusi cantava il suo animo umano senza cercar gente che l'udisse.Era seduto sul ciglio della strada e suonava per se stesso,per i suoi sentimenti nascosti e pudici,con un fiore scarlatto tinto di passione ai suoi sporchi nudi piedi.Cosa pensa un uomo nel medesimo istante in cui ci si perde in ciò che più amiamo? Quell'uomo cosa avrebbe mai potuto pensare mentre la musica prodotta dalle sue mani scorreva nel suo animo,forse,in tumulto?Un uomo di strada,mal visto dagli stessi uomini,si abbandonava al suo talento creando un rifugio per gl'occhi,per la mente,per il cuore.Il dolce suono della sua fisarmonica riempì di poesia la piazza che scorreva veloce,dai soliti movimenti meccanici di chi l'attraversa giorno e notte con l'unica cosa che restava viva e ferma,la musica,come se non avesse avuto tempo,prodotta dall'uomo sporco in terra,senza stracci sui quali poggiarvi monete,un pò per pigrizia o,forse,un pò per la volontà di non ricevere alcunchè ma solo di suonare per se stesso.Sarebbe stato forse uno zingaro o un semplice mendicante se solo,in quell'istante,si fosse andati oltre a ciò ch'era semplice apparenza.La sua rosa,tinta di un rosso vivo,la teneva ben stretta accanto a se per timore,forse,di vedersela scappar via come se fosse stata una bella donna,o la sua,tenendola lontano da chi,magari,avrebbe potuto far si che andasse perduta.Una rosa per lui tanto rara,rara come la gioia dipinta sui volti di chi,per strada,scivola,scorre e si perde senza fermarsi mai.Non è solo,l'uomo,poco distante da lui appoggiata ad una lastra di vetro,una prostituta cinese,bassa,poco più che giovane guarda il muoversi delle persone attizzando l'orecchio verso la melodia del mendicante.Sola con se stessa,pensa o attende qualcosa o qualcuno.Poco appariscente dai capelli corti e scuri.Nella sua solitudine fa compagnia all'uomo che suona,partecipe della piazza,persa,forse,nel suo acuto e silenzioso dolore.

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