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Autore

Daniela Montella

in archivio dal 13 feb 2008

22 novembre 1985, Napoli

10 luglio 2008

Domani nella battaglia pensa a me

Intro: Drammatico, ossessivo racconto che si snoda tra realtà e immaginario: quotidianità apparentemente vissuta con leggerezza, che lascia, invece, dato l'epilogo, uno squarcio profondo laddove il dubbio, le paure e le incertezze si sovrappongono, per un casuale intreccio di destini accomunati dalla percezione dei propri sentimenti traditi.

Il racconto

"Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori"
William Shakespeare, “Riccardo III” (Canto V)

 

Aspetto questo momento da così tanto tempo: la resa dei conti, finalmente.
Domani nella battaglia pensa a me, quando dovrai scegliere fra la vita e la morte, quando sarai davanti ai tuoi nemici con la pistola puntata. Tu, mia indomita santa e guerriera.
Fatti colpire, amore mio, scegli la morte.
Scegli la morte.
Scegli me. 
Aspetto fremente la battaglia.
Se avessi un cuore, batterebbe impazzito fra le mie costole dilaniate.
Conterò i secondi che ci separano come fossero barriere, stati, continenti interi. I minuti sembrano oceani.
Ogni mio pensiero, ogni mio ricordo è una tortura.
Fra di noi ormai si frappone il mondo intero, ma non è bastato morire per farmi smettere di pensare a te.
La vita e la morte sono diventate il nostro tormento; lo scorrere lento dei giorni sgocciola via senza avere senso.
Piango tutto il tempo che non passo a guardarti, a baciarti, a toccarti, a parlarti.
Quanto è inutile la mia pace eterna, senza di te!
Che tragico spreco, la mia morte senza te.
Domani nella battaglia pensa a me.
Pensa a quando mi tradisti, sperando che uccidessero solo mia moglie e non me. Sapevi che non la amavo; sapevi che mi era stata imposta, ma non riuscivi a fartene una ragione. L'amore, la nostra rovina e la nostra incoscienza.
Che assurda e vana gelosia, la tua.
Solo con la mia morte ho capito quanto fossi disperata.
Ho dovuto essere seppellito per vedere il vuoto che ti ristagnava nel petto, da quando ho scelto lei.
È bastato poco per vedere la tua anima in lacrime.
E con la vita mi è scivolato via il rancore.
Come ho potuto odiarti, anche per un solo istante, quando ho capito quello che avevi fatto? 
Sei passata dalla loro parte, maledetta!
Non avevo capito niente: ma adesso sono qui.
Ti amo.
In morte più che in vita.
Quando verrai colpita, la tua anima cadrà lieve fra le mie braccia. 
Domani nella battaglia pensa a me, e scegli la morte.

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