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Poesie di Daniela Sulas

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  • 19 aprile 2013 alle ore 12:51
    Rammendo d'orlo d'onda

    Abito che vento increspa
    Indossa il mare
    Incastonato di corallo
    Il fondale cristallino
    Il fondale cristallino
    Lente d'ingrandimento
    Sotto il ceruleo occhio
    Del cielo.

  • 19 aprile 2013 alle ore 12:50
    Destiny of love

    Serrata dalla malinconia
    questa voce che non ascolti
    che non è piume
    per esserti cuscino
    e spingere il volo dei tuoi sogni.

  • 19 aprile 2013 alle ore 12:47
    In vece tua la voce

    In vece tua la voce amata,
    bramata, attesa, sperata
    entra e fugge come folgore
    a ciel sereno e sconvolge
    l'ora umida del risveglio,
    le mani annaspano l'aria
    inseguendo ali azzurre

    ed invece la tua voce
    si manifesta solo in sogno
    circolare giro d'indice
    sul bordo del cristallo puro
    a farsi suono in note ipnotiche
    ed incorporee.

    Se tu fossi fatto d'abbraccio,
    se tu non fossi solo del sogno la lingua,
    il senso, l'archetto ma strumento e fiato,
    tasti e corde, in vece tua la voce
    si farebbe corpo a divenirmi [in]canto.

  • 19 aprile 2013 alle ore 12:40
    Profumo

    Evoca sui polsi
    la voce dei mattini
    il respiro tuo
    lasciatomi inghiottire,
    noi languide gole, nastri
    che non s'annodarono
    e desiderare ora
    di strapparmi la pelle.

  • 19 aprile 2013 alle ore 12:39
    Essere d(')istanti

    Si chiudono mute le feritoie sulla latitanza
    egemonia di una distanza
    e libertà negata alla fuga.
    Un disegno dissipato nell'effimero risvolto
    di un gioco esperto di specchi
    noi riflessi d'istanti ritratti distanti.

  • 19 aprile 2013 alle ore 12:35
    Cuore di cane

    Nuvole senza cielo dirottano un corpo mobile
    sollevato d'arti sempre aperti
    in bellezza d'abbraccio.
    Sarebbe forse stato più lieve
    circumnavigare in quel tempo
    fra decollo e ritorno e lasciare che la scia
    tracciasse la rotta che invece si dissolse
    nel grigio piombo specchiato di pozzanghera
    odorosa di piscio e umori bastardi
    e sono stata io
    ad incoraggiare l'errare randagio
    di un cuore di cane senza padrone.