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in archivio dal 25 nov 2011

Daniele Miglio

11 marzo 1985, Novara - Italia
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  • 25 novembre 2011 alle ore 20:57
    Sei tenera quando ti vuoi bene

    I tuoi polpastrelli
    sfiorano delicatamente
    la lingua del sesso,
    dopo che sei stata a letto
    tutta la giornata.
    Ti sei abbassata
    i morbidi
    calzoni felpati
    e le mutandine
    a mezza coscia
    per sentire
    l’aria sulla pelle,
    l’odore di te.
    Le dita cercano
    la sinfonia
    sbramando tasti di carne
    che pizzicano le corde
    del piacere.
    Se fossi in te
    sposerei un pianista,
    e potrai fare l’amore
    con gli occhiali
    e i denti da lavare.
    Nel giardino
    c’è una lumaca,
    c’è una lumaca gigante.
    Fai pure con calma
    hai tutto il tempo
    per vederla.
    Lascia la scia
    sul lenzuolo.
    Lascia la scia
    sulle tue chiuse palpebre
    che si bagnano di sogni.
    Non tremare ora,
    non aprire la bocca …
    No … proprio ora, no.
    Odore di te,
    sì,
    tutta la stanza
    profuma,
    e non mi fai entrare
    perché si scivola.
    Io scivolo lo stesso,
    scivolo, scivolo, lontano.
    (da Dei cani dell'amore - Arduino Sacco Editore)

     
  • 25 novembre 2011 alle ore 20:53
    Dalla Russia con amore

    Ho mal di fegato
    e non mi curo.
    Dostoevskij nel comò.
    Chiudo il primo capitolo
    dei sotterranei,
    con la stessa carta da parati,
    apparati di cartone, fogli di giornale
    e ritratti di ombre.
    Da solo non mi curo,
    ve lo rinfaccio,
    Cristo nel silenzio.
    Isolamenti,
    sola menti,
    lamenti
    nell’Essere il nulla,
    Angeli della disperazione
    persi e violati
    da gretti sordi lesi.
    Trova te stesso
    per rimanere allo stesso punto.
    Io
    m’incorono con l’ego.
    Cercati negli occhi degli altri
    e ti fermerai
    al banchetto dell’affetto.
    Posati in Lei,
    avrai un posto nel mondo.
    Sono solo a pensarla così.
    La solitudine
    ti fa voltare
    con questo baccano.
    (da Dino e Sibilla - Ed. il Papavero)

     
  • 25 novembre 2011 alle ore 20:50
    La mia giacca imbottita

    Sotto la camicia da notte
    la sua pelle ha la febbre.
    Brancola per strade di vetro
    sporcate dal freddo dell’inverno
    che sta per arrivare.
    Ho bisogno pene per il mio cuore,
    ho bisogno un cuore per il mio sesso.
    Nudi e sudati
    ci stringeremo
    tu con la carne
    io con il resto.
    Qui non c’è nessuno,
    qui non c’è proprio nessuno.
    Ho perso la rotta
    fin dal primo passo,
    troverò un mondo nuovo
    fatto di spiriti esclusi,
    sarò vivo solamente
    nell’amore che bacia i pazzi.
    Non parlo di scimmie
    ma di occhi che non guardano
    e sentono per tutto il corpo
    il vento che chiama tempesta.
    (da Dino e Sibilla - Ed. il Papavero)