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Autore

Davide Vomisa

in archivio dal 11 feb 2008

09 agosto 1974, Napoli

segni particolari:
Un foruncolo ben nascosto

mi descrivo così:
Anarchico incoerente, coccio disperso, un lombrico che va in giro col suo grigio pullover.

11 febbraio 2008

Senza Fine

E' una danza che si alza
su quei silenzi che non vestono massa,
sull’utopia dei respiri che veleggiano
tra stille di emozioni stinte,
sulle funi annodate dai pigli de’ volti rapiti,
sui limiti astratti di vampe stuprate dal soffio,
sulle pieghe del vecchio che dice di sapere,
sui miei nati, sul mio pianto.
è una parola che ispira timore
nel cuore del valoroso,
è la foglia che non cede al fiato autunnale,
il frutto padre di tutti i peccatori,
il dardo letale che scioglie l'antidoto.
è il cristallo spezzato orfano di imperfezioni,
il nero dietro la porta che non vuole aprirsi,
il secchio forato colmo d'acqua viva
che vaga nel deserto,
è il tocco delle dita di un neonato,
il borlotto cucinato,
l'insulto rigirato,
vomitato e rimangiato.
è il succo del discorso
sul concentrato avvilito,
la randa vergata dall'anticiclone impazzito,
il ratto sotto scorta svelto sotto vento,
è il piede dell'Achille,
il tallone dell'atleta,
il fulmine fissato in un fotogramma incantatore.
è l'ostinato fortuito colpo di coda dell'uomo sceso dalla culla,
sfacciato amante di quell'incertezza che nutre gli dei,
che partorisce senza fine scaglie impazzite,
in un mosaico di sensazioni criptate
dal magico codice della proporzione divina,
spigolato ritratto di un universo spoglio d’emozione.
è l'amore che sento per te,
l'infinito che mi perde nel tuo nome.

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