username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 25 nov 2006

Eli Curc

04 marzo 1978, Luce
Mi descrivo così: La poesia... meraviglia! l'arte... insegue la vita. La vita... è vita

elementi per pagina
  • 12 agosto 2008
    Un assillo

    Cos'è un respiro
    una vita
    un assillo che mi tormenta
    che ogni volta si affaccia per deridermi
    cos'è questa volta
    lo squarcio che interrompe i miei sogni
    vivere
    la realtà
    cruda e dolorosa
    che fa male ad ogni singhiozzo
    che ferma il cuore e poi lo accellera
    penso
    sto male ho bisogno di un dottore
    e invece vorrei solo continuare a sognare
    quello dal mondo vorrei
    una corsa una carezza
    un attimo eterno di spensieratezza

     
  • 21 agosto 2007
    Sull'amore

    Mi inizio all'amore
    con l'incertezza costante
    di dire o fare
    anche dell'odio
    Tutto è ammesso
    nell'arte dell'amore
    tranne il compromesso
    Non ha un nome
    questo amore?
    Chi sei?
    Ed esso risponde...
    Amore Fedele Elevato
    Tradisco l'amore
    mi è permesso
    per arrivare
    attraverso le spine
    di questo giardino
    incolto
    alle infinite dimensioni
    del tuo volto
    per giungere a te
    A.F.E.
    Tu non esisti
    lontana la tua origine
    lontana la tua destinazione
    non esisti più
    Sono nel centro dell'amore
    e tu non scorgi un mio segnale
    un mio sussulto
    Tu non esisti
    In questi occhi si affaccia
    la via dove è attesa la tua venuta
    Mentre questi occhi
    puntano il mondo
    io attendo

     
  • 21 agosto 2007
    Mi manca

    Mi manca una mattina di sole
    con te felice accanto
    che mi abbracci e dici...
    è bellissimo conoscerti
    Bello
    Non solo tu
    Ascolto
    La ragione è caduta
    nella ricerca della coerenza
    Bello
    Non solo tu
    L'attenzione unisce la contraddizione
    Esisto nell'inverso
    Esisto nel contrario
    Esisto nel rovescio
    Non importa trovare una logica
    sempre non è possibile
    Bello
    Tu e ogni altro
    Che spavento
    Tu sei ogni altro
    e in ognuno ti trovo
    Così ti ho perso
    Non sono stata molto attenta
    Ogni giorno è un altro giorno
    Ogni giorno è come un altro
    Bello
    Come il sole
    Bello
    Come un giorno senza sole
    Nessuno può resistere all'ignoranza
    Al fallimento
    Alla perdita
    Nessuno giunge alla bellezza

     

     
  • 21 agosto 2007
    Oltre i confini

    Oltre i confini del corpo
    potremmo spingerci
    L'universo è nostro
    sull'amore voliamo
    è ovunque
    in ogni cosa
    Potremmo elevarci
    scoprendo nuove fonti
    nuove sfere nuove forme
    Siamo fatti di amore
    come noi le stelle
    Siamo fatti di amore
    è dentro la pelle
    Giù nel profondo
    la qualità è la stessa
    la quantità cambia tra noi
    una stella e un uomo sveglio

     
  • 20 agosto 2007
    Ora splende il giorno

    Finita è la notte
    Impalpabile è la tua assenza
    Cicatrice profonda di questa mia esperienza
    Forse ne sono innamorata

    Amo la notte passata

     


    No non posso chiamarti
    Il numero è un contatto perduto nella mente
    Smarrito il luogo e la via
    Il tempo è distanza

     

    troppo lontani nel giorno
    tra noi vive alto il silenzio
    Camere in penombra e letti disfatti ogni
    mattina si specchiano nei miei occhi
    Amica è stata la notte nel regalarci ore ed oscurità
    Un'amica bugiarda che col sole svanisce
    ormai si è bruciato il nostro candore argenteo
    Nulla resta se non ogni volta

     

    quella luna altera e lucente
    Si nutre di noi  e richiama
    i Ricordi che fedeli ritornano come umili servi
    Al crepuscolo si da vita alla solitudine
    Il gioco si è rotto

     

    Un'altra notte trascorre

     

    e questa volta aspetterò

     

    il giorno
    Il Tutto ci appartiene per divenire distante

     
  • 13 agosto 2007
    Scalino dopo scalino

    Scalino dopo scalino
    Ascendo alla pazzia
    Scalino su scalino
    Arrivo dal matto
    Approdo sulla torre
    Chiusa
    In cima
    Soffoco
    Il matto è scomparso
    Sulle pareti bianche
    Giace la sua ombra
    Su ogni muro
    Dappertutto
    Sono salita
    Più in alto
    Del matto
    Ora prendo posto sul soffitto

     
  • 13 agosto 2007
    Novembre 99

    Sto per strada
    Da poco
    Per poco
    Con l’inverno mi freddo
    La notte mi bagno
    Per chi sta in strada
    Ogni notte trova amici
    E ristoro
    Intanto al villaggio
    Si fuma
    E tanto
    C’è altro al villaggio
    C’è dell’altro tutt’intorno
    Cerco in giro
    Case occupate case passeggere
    Amici in roulotte
    Visite improvvise
    Gruppi di persone
    Che si fan del male
    Roma strade parchi
    Cani gatti disordini
    Piccoli violinisti
    Grandi artisti
    A Ivans anche lui per strada
    Strano periodo questo
    Che mai ritornerà
    Son schiacciata
    Dal peso grave
    Di quest’aria
    Mi son fermata
    Su una panchina

     
  • 13 agosto 2007
    Posso io...

    Posso io scrivere
    Io non me ne intendo
    Posso io comporre
    Io che non so come fare
    Scrivo come mi viene
    Scrivo come penso
    E penso di non voler pensare
    Mi sublimo di poesia
    Scrivere poeticamente di ogni cosa
    Dei nostri sensi
    Lunghi poemi d’amore
    E meraviglia
    Posso io scrivere
    Versetti sugli amplessi
    Capaci di trasmettere la melodia
    Che si ode in questo mondo e il dolore
    Scrivere io non posso
    In queste condizioni di assenza d’ombra e luce
    Straripo d’amore
    Che contengo e  poi disperdo
    Voglio imprimerlo
    Su carta su terra... sull’acqua
    Nulla resta
    Una perenne insoddisfazione
    Mi attraversa
    Nulla resta
    Muore il mio essere
    In costante morte
    Non si sottrae a tale forza
    Mi spegne
    Rinascerò qualcos’altro
    In questa stessa vita
    La forza è morire
    È far morire quell’essere
    Per avvicinarsi alla verità
    Il vuoto non è reale
    Non rimane neanche il nulla
    A cui credere
    E nessuno per parlare
    Voglio solo scrivere ma è come se non scrivessi
    E non scrivo

     

    Marzo 2000

     
  • È un silenzio forzato
    Dov’è la bellezza
    Nella torre vetrata
    Non si può vivere
    Ormai è finito il tempo
    la libertà eccessiva
    Ora c’è chiusura
    ed è mia premura
    liberarmi di tutto
    Scomparire scappando
    Senza fiato di fretta
    Lasciare questo luogo
    Che mi ha derubato
    Del mio tesoro
    Tarpate le ali
    Non salgo su nel cielo
    Ovunque
    Lontano
    La polvere si mescola
    Alla terra
    Il pavimento è una poltiglia di sentimenti
    E di gesta, di ricordi, di furore e di festa,
    in moto verso il davanzale della finestra
    con sguardo perso verso il basso
    ove lasciar cadere il corpo
    Alto il volto per liberare un respiro
    Sparire ultimo delirio
    Sparire così d’improvviso
    In maschera di morte
    Addio lucciola felice
    In gabbia mai più
    Niente più muri
    A celare il mondo
    Niente più pianti
    Con piedi legati di ferro infuocato
    Un cuore abbattuto
    Da mani armate rivestite di carezze
    A terra! la lucciola...
    Non si alza
    Al freddo si trascina
    Senza più forza
    Così
    Non esiste più

     

    Febbraio 2000

     
  • 09 agosto 2007
    Ho poco tempo

    No non ho tempo
    non ascolto quello che ho dentro
    non afferro più quello che sono
    senza più un senso trascorre il momento.

     
  • 28 maggio 2007
    Un lampo

    Tuona fuori
    è notte dentro me.
    Aspetto la luce
    ancora non c'è.
    Un tumulto
    come un lampo
    mi porta a te scomparso.

     
  • 04 dicembre 2006
    Baciami di sole

    Ritorna indietro dove ti attende l’alba


    Il nuovo giorno sta passando


    Ritorna al tuo sogno mattutino


    Facciamo sparire tutto quello che è accaduto


    Andiamo dove ci fa piacere tornare

     

     

    Senza segreti  nessun possesso

    Vola libera tra i fiori

    Sente quel profumo e si posa

    All’apice della passione

    Interamente avvinta precipita

     

     

    Sono arrivata dove non c’è più strada

    Al termine mi attende l’assenza

    Non c’è più cuore

    Nessun prato fiorito

    Arrivo  accantono la poesia e là trovo durezza

     

     

    Pensieri neri e spesso nuvole bianche a zonzo 

    La  pura essenza della poesia

    Gettata lì alla mercè del mondo

    Sbranata  in una culla di crudeltà

    Poesia lontana vola dentro e fuori di me

     

     

    Ti chiamo innocente e tu bimbo sei così veramente

    Tutto è semplice e vivido dinanzi a te

    Ironica la vita ti ride e tu ridi di lei

    Infante per quanto -se fosse per sempre-

    Tutta la vita ancora Che fortuna esserci

     

     

    Perdonami questi stati d’ombra

    Offrimi il calice colmo di gioia

    Dimmi che nulla potrà dividerci

    Neanche la distanza e neppure l’oscurità

    Amami soltanto perché mi ami e null’altro

     

     

    Poesia in rima sogno d’ogni poeta

    Rima baciata o rima infuocata

    Letti rifatti confusamente tra disordine e cuscini

    Cantastorie perduti nel tempo

    Cosa è mai vivere nella poesia se non l’atto stesso

     

     

    Trascorsa nel buio la vita di un tempo finito

    Ho voluto camminare nel vuoto senza eccessi

    Posso ancora vedere le stelle luminose

    Ho esagerato e poi ho svuotato tutto

    Nella notte più scura è vicina l’aurora

     

     

    Baciami di sole in questa mattina

    Perché di vita c’è solo un attimo

    Dai  prendiamoci per mano

    Questo è un evento straordinario

    Stare insieme e viverci ripetutamente

     
  • 25 novembre 2006
    Un pensiero

    Ecco cosa  c’è
    La notte
    Si distacca da me
    Come fosse rugiada caduta
    Come lucciola annerita


    Quando tutto sembra freddo e distante
    E soltanto tu ci sei a testimoniarlo
    Quando non hai più niente
    E niente ti emoziona
    Sei stato derubato di te stesso

     

    Se sono poeta non posso dispensare consigli
    Se dinanzi a me scappate come conigli
    Non riuscite a vedervi realmente
    Non date la colpa a me perché vi vedo
    Non mi piace e ve lo dico

     

    Una nube fantastica sovrasta i cieli azzurri
    La mia immaginazione non ha di che vibrare
    Oscuro l’infinito e l’eternità
    C’è solo un tesoro  perduto che non ho protetto
    Questo presente che sovente mi sfugge

     
  • 25 novembre 2006
    E' notte ora

    Notte profonda non scorge la luce

    splende la luna mistero senza vita

    vacante il desiderio

    spuntano altre stelle

    misteri infiniti vagano nel buio

    pratiche diverse scavando per esse portano l’avvento luminoso al compimento non esiste via migliore di quella scelta seguendo le tracce lasciate per caso e il caso esiste è la nostra fortuna sono segni che crescono fra i nostri passi e ogni volta sono parte del disegno che ognuno dipinge per se stesso ogni essere è in contatto con se interiormente ognuno è in unione con l’universo e per questo è semplice evolvere invece che sentirsi perso nell’immenso  un simbolo la notte  dell'assenza di luce che ci pervade  il ritrovo è lento se non fosse simbolo sarebbe uguale il giorno e la notte vacante il cielo bruno lontane sono le stelle portatrici di buone novelle piccole fiammelle quasi spente una notte eterna alberga nel nostro cuore da troppe ere senza luce perduto l’essere se così fosse.


    Notte profonda non scorge la luce

    splende la luna mistero senza vita

    vacante il desiderio spuntano altre stelle

    misteri infiniti vagano nel buio

    pratiche diverse e magici riti tutto è ritorno è pura magia  non comprendiamo il tutto è attrazione e ogni cosa anche una piccola vita è l'universo intero siamo creature dal lieve passaggio siamo qui e finché dura nulla è qui per apparire un centro immobile esiste è qui per unire un nucleo uguale per tutti ovunque è lo stesso come l’amore infinito può sembrare diverso ma è sempre lo stesso è un amore che ci porta agli altri e gli altri a noi insito in ogni cellula è comprensione elevazione tutto muta e poi ritorna ed è notte ora ma nell’universo è amore e bisogna al più presto essere nel centro immobile che tutto fa girare.

     
  • 25 novembre 2006
    In Vita

    L'assenza e il dolore
    mi hanno rapito il cuore
    Resta la mia dolce vita
    che dondola incline al
    baratro velato intrecciato
    di fili d'erba ricoperto
    per vestire un buco fondo
    come fondo è il cielo
    mi confondo tra spazio
    e abisso
    ancora non scelgo
    Rantolo Canto
    Danzo eppure il gioco
    è cominciato ma
    nel dubbio che non
    sia maledetto
    mi avvio e incespico
    sul terriccio residuo
    di un vecchio passante
    che svolazzante atterrò
    su questo terreno
    e si spaventò
    E' solo
    un avvertimento che lasciò
    Questo è luogo da sempre
    di cadute
    Alzo gli occhi e vedo
    un infinito da tutte
    le parti

    Il cielo si apre
    al mio sguardo
    Sublime la vista
    che scorgo

    un infinito
    procedere verso
    l'infinito eterno distacco
    dalla materia
    Mi tenta
    mi tende le braccia
    cantandomi questi versi
    d'ascesa totale
    Vieni a liberare
    la tua energia
    naturale
    Vieni e vola lontano
    a guardare a toccare
    la vita aprirsi
    a te con gioia
    ti vuole
    la vita

    Essere Libero

    D'improvviso
    Il canto si spegne
    si ode un lamento
    uno squarcio nell'immenso
    un abisso si apre
    risucchia ogni
    splendore
    manifesta ogni
    suo buio piacere
    E' la notte eterna
    senza fine
    Oscura risplende
    Una luce singolare
    anch'essa primitiva
    elargisce voluttuosi baci
    Entra prepotente
    abbracciando
    la carne pulsante
    Entra guardinga
    nel corpo
    trafigge ogni tessuto
    esplode da ogni poro
    Dona un fondo
    senza fine
    Baratro
    sconfinato
    succhiami
    ogni goccia
    di vita
    In vita non si
    muore. Da sempre viva
    Di che
    morte morire?


    marzo 2000

    Ad ognuno il suo abisso, a me, Pascal, il mio.