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Autore

Eli Curc

in archivio dal 25 nov 2006

04 marzo 1978, Luce

mi descrivo così:
La poesia... meraviglia! l'arte... insegue la vita. La vita... è vita

13 agosto 2007

Vi è stato un crollo da queste parti

È un silenzio forzato
Dov’è la bellezza
Nella torre vetrata
Non si può vivere
Ormai è finito il tempo
la libertà eccessiva
Ora c’è chiusura
ed è mia premura
liberarmi di tutto
Scomparire scappando
Senza fiato di fretta
Lasciare questo luogo
Che mi ha derubato
Del mio tesoro
Tarpate le ali
Non salgo su nel cielo
Ovunque
Lontano
La polvere si mescola
Alla terra
Il pavimento è una poltiglia di sentimenti
E di gesta, di ricordi, di furore e di festa,
in moto verso il davanzale della finestra
con sguardo perso verso il basso
ove lasciar cadere il corpo
Alto il volto per liberare un respiro
Sparire ultimo delirio
Sparire così d’improvviso
In maschera di morte
Addio lucciola felice
In gabbia mai più
Niente più muri
A celare il mondo
Niente più pianti
Con piedi legati di ferro infuocato
Un cuore abbattuto
Da mani armate rivestite di carezze
A terra! la lucciola...
Non si alza
Al freddo si trascina
Senza più forza
Così
Non esiste più

 

Febbraio 2000

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