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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

11 aprile 2011 alle ore 16:00

2010

Caduta e paura

Dopo la solitudine

Il pianto allo specchio e volontà sopite

Luce lenta ma forte

Eco lontane di abbracci

Il passo più sicuro

Dopo il tramonto qualche addio

E' così che deve andare

mi dissi

Così è stato

Sempre io a fare i conti

con me

Solo io a scalfire l'armatura

Il mare la lotta

I profumi evocativi

Suoni di ninfea

Luce forte calda armoniosa

La vita piena

Il tempo che non esiste

E l'amore agognato

L'energia del lavoro

Le foglie che cadono e rinverdiscono

Terra che brucia

I passanti spettatori

Rosso anima

Desidero prendermi ciò che mi spetta

Dall'asfalto rigonfio

Dal mare profondo

Dal cielo reale

E un marchio  sul cuore

“Non,je ne regrette rien

Ni,le bien qu'on m'a fait ni,le mal"

.

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