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Poesie di Elisabetta Pedata Grassia

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  • 01 ottobre 2013 alle ore 12:52
    Poema del tempo

    Aprirono la porta
    al ladro
    che trovò
    vuota la dimora

    Lei rimirava 
    l'uomo 
    che aveva dato vita
    ad una famiglia
    di rami 
    ora uniti
    ora  scissi in milioni di pezzi
    Ma anche le rocce
    si sgretolano
    Gli alberi 
    spezzano 
    le foglie
    E gli uragani 
    tornano
    a mietere
    i campi
    Con grida antiche

    C'era un bagliore
    negli occhi
    dell'uomo

    Un lampo
    da due finestre
    umide
     Come chi sa 
    che sta per andare via

    Il tempo rubava tutto
    e lei rimirava
    quegli oggetti
    inanimati

    Che facevano gli uomini
    potenti
    ma senza fibra

    L'eterno
    allora
    discendeva 
    sottile
    di lama
    nei silenzi
    Portando
    l'anima 
    nei sogni astrali

    Anche le rocce
    si sgretolano
    e gli uragani
    urlano

    L'uomo
    è un bambino
    e gioca a scacchi
    indisturbato
    col suo destino

  • 30 agosto 2013 alle ore 16:27
    Daimon

    Mai paga
    la ricerca 
    e i nudi specchi dell'anima
    svelano i demoni

    Febbrili notti
    a scrivere
    alfabeti di carne

    Una parte di lei
    è morta 
    Allora 
    come una corda
    d'arpa
    si ricongiunge 
    all'oscuro 
    maligno
    Nutrendo 
    il mostro
    banchettando 
    e offrendo doni

    Si cuce addosso
    la notte
    tra palpiti
    d'inferno

    Ma il fiore 
    è sempre lì
    pazienta
    e annusa
    la luce
     
    Guerriero alla foce
    il fiume scorre
    il maligno 
    smette di mangiare

    La guerra sta per finire
    Riportatela al mare 

  • 12 agosto 2013 alle ore 12:54
    Suono la mia musica

    Vivo come angelo simmetrico
    aspirando al cielo
    Di nuvole vagabonde 
    e follia 

    Ero ninfa di mare
    riemergo 
    da acque inconscie
    Cammino su pezzi
    di vetro
    Che m'hanno lanciato
    i maligni del dolore
    Vivo come angelo simmetrico
    e suono la mia musica
    in questo teatro
    allucinato 

    Ho una compagnia di matti
    e un bicchiere sempre pieno

    E questa solitudine 
    non uccide
    non logora

    Questa solitudine 
    è fiore
    selvatico
    di deserto 

  • 19 giugno 2013 alle ore 20:37
    Shaman song - tre gabbiani

    Il primo 

    Fu segno d'un cielo spostato
    Disteso e scoperto
    gravido come lune lontane 
    cuore tremante 

    Inno alla vita 
    e richiamo alla terra
    Vivrà senza orpelli
    nudo tra i nudi 
    nessuna appartenenza
     
    Secondo Gabbiano

    Poggiato su una macchina
    E' la natura 
    la natura che incontra
    il buio meccanico

    Raggiunge l'innatteso
    spettacolo
    respira
    Ora respira
    come se possedesse
    l'aere del mondo
    e se ne distacca

    Il terzo Gabbiano
    Il messaggero 
    Un'ombra di luce
    si porta
    addosso
    La bellezza
    della paura
    sconfitta

    Una bugia che cade
    senza rumore
    Non fa più rumore

    Così gli uomini
    impararono a disimparare
    a togliere 
    dalla creta
    La  faccia
    nuova
    dell'uomo nuovo

    senza rumore
    Senza più clamore 

  • 31 maggio 2013 alle ore 15:04
    Non è per voi il canto

    Non è per dolore
    ch'io canto
    né per il vociare
    di quei corvi
    un tempo
    travestiti da 
    allodole

    Non per voi 
    e per il perdono
    di tempi passati

    E' per questo
    grande amore
    che libera
    mi espande
    tra questi due mondi

    Non il ricordo
    del disinteressato
    affetto
    dato
    Che in cambio
    come boomerang
    mi reca indifferenza

    Non è per voi
    ormai fantasmi 
    del mio cuore
    ch'io canto

    L'acqua del ruscello
    è più limpida
    senza i vostri
    altalenanti passaggi
    di comodo

    E il sapervi lontani
    come quadri
    di cattedrali
    fa le mie ali
    tese

    Non vi devo
    che 
    una scrollata di spalle
    E la gratitudine
    di non competere
    mai più
    Con le
    maschere sciolte
    dell'ego 

  • 21 maggio 2013 alle ore 22:38
    Hangul

    Viveva su una barca
    cullata dalle onde
    Una bimba rapita
    dal sogno

    Si dondola
    e un Buddha
    colorato
    le sorride
    Egli vede tutto
    Anche la schiavitù
    del vecchio
    Innamorato
    ossessionato
    dalla carne pura
    tremula
    Evanescente
    dell'equilibrista
    silenziosa

    Asseconda le sue follie
    ma lo tradisce
    con gli occhi al tramonto
    mentre scrive
    nelle memorie
    la malinconia
    di un mondo
    che spera esista

    Lui la trafigge
    pungola
    la sua vita
    per svelare
    gli arcani marini
    di pesca
    e visite
    saltuarie

    Ascolta musica
    senza fili
    piccola sposa
    Hangul
    tesa
    bellezza

    E tutto quello
    che non comunica
    lo urla dagli occhi
    Lanterne rosse
    e fughe che scavano
    sulla scia delle onde
    la libertà
    dello schiavo
    che ha rotto
    infine
    il cuore
    del suo aguzzino

    "Strength and a beautiful sound like in the tautness of a bow. I want to live like this until the day I die."

  • 17 maggio 2013 alle ore 18:12
    Scrivere

    Scrivere  è un grido
    Un modo sottile di uscire allo scoperto
    irrompendo
    E' un mondo nuovo
    che risospinge il male
    Una danza infuocata
    nell'oro
    della vita

    E' grattar via la ruggine
    ritornare bambini
    sentendo tutte le vertigini
    di prime scoperte

    Spalancare gli occhi
    alle case aperte
    e tirar via gli sconosciuti
    dagli angoli oscuri
    dando loro fiato
    e magia

    Un potere alchemico
    di pianto e riso
    La forza della mano
    connessa al cuore
    che combatte
    l'invisibile nemico
    dell'indifferenza 

  • 06 maggio 2013 alle ore 22:43
    Fuori

    Mescolare  di acquerelli
    a toni forti
    di rosa essiccata
    Nell'agenda
    per ricordo
    d' un tempo
    un odore passato
    Che il presente risfoglia

    Mentre nell'aria
    voltaggiano
    Poesie Sufi
    di uomini
    di Dio
    oltre terra
    fuoco aria
    acqua
    Al di là
    di tutte
    le materialità

    Mi ricopre
    di calore
    la distanza
    voluta
    Sdraiata
    al sole
    che mangia
    una parte del viso

    Saltiamo da un treno all'altro
    ridendo
     con 
    sconosciuti
    Entrati in noi

    Il candore
    dell'infanzia
    contrasta col palazzo
    scricchiolante
    tenuto in piedi
    Da Luisa
    e il suo accoglierci
    di famiglia

    Poi il mare - finestra
     dalla villa
    anch'essa usurata
    Lo si vede
    imponente
    ci invita
    ad entrare
    in lui

    Ma siamo noi
    mare
    ci alziamo
    come  onde
    sotto cieli
    dipinti
    e abbassiamo
    la guardia
    per tornare
    alla costa

    In  cielo
    limpidi
     occhi
    di bambini
    Che giocano
    a prendersi forte
    per poi
    ritornare
    lontani

    A guardarci
    sparire 
    come sassi
    nell'acqua 

  • 21 aprile 2013 alle ore 13:39
    Canto di rabbia e d'amore

    Siamo qui sotto i pulpiti austeri
     assoggettati alle domande che picchiano forte
    Abbiamo  stipulato il contratto di silenzio
    con l'inconoscibile e siamo come questi alberi
    sempre più alti e sempre più nel vento infuriante
    Il canto degli uccelli rinfresca i volti dalle lacrime
    e di rabbia
    lo spirito urlerebbe
    Ma la forza di questa vita ci trattiene
    come i più bei frutti
    partoriti dal cuore di pachamama
    così arcigna e  meravigliosa
    Andiamo correndo alla fine di questa strada
    girando le spalle al dolore
    E questo è tesoro prezioso
    un amaro  nutrimento che trasformiamo in oro
    Aguzziamo la vista  come animali notturni
    Che preferiscono alla notte
    L'urlo del sole
    levato alto

  • 14 aprile 2013 alle ore 0:28
    Isaac

    Ho lasciato sul letto
    il vecchio corpo
    con la vecchia pelle
    i vecchi odori
    E lo scheletro di
     tutte le convinzioni
    passate

    Il viso che ho
    è tela bianca
    con cicatrici qua e là
    Ci sono le storie 
    e le maree 
    mi rubano il sonno
    Le cene solitarie 
    i calici imbevuti
    La saggezza dei piccoli dettagli
    E parole che mangiano  terreno
    e ripulito soffiano leggere

    Dritto in faccia
    ho guardato la tempesta
    temprante 
    queste carte  mischiate
    del fato

    Abbiate cura della vostra follia
    Portatela a spasso sino a farla urlare

    Così che il cielo
    somigli di più
    Alla stoffa
    Dell’anima

  • 19 marzo 2013 alle ore 14:55
    Iniziazione del guerriero - Visioni

    La piccola
    aquila raggiunse
    il cuore della terra
    con ali spezzate

    La caverna
    buia
    era visione
    interiore
    di fine
    I demoni
    le sfioravano
    la nuca
    e le voci
    sibilanti
    erano fredde

    oscure presenze
    in tormento
    Chiuse gli occhi
    senza timore

    Si pose in ascolto
    d'un'unica voce
    senza strepiti
    Il sangue
    sulle ali
    si rapprendeva
    Profumando di incensi
    e messi
    Lo spirito abbattuto
    come un campo
    eliso
    Risorgeva
    in pace
    Uscendo
    dalla guerra

    Le musiche
    di tempi ancestrali
    furono
    scene di mondi
    da attraversare

    L'archetipica
    caverna
    di buio
    uterino
    e caos

    Liberò
    la selvatica creatura
    Schiudendosi
    nell'ordine
    di tutte le cose
    presenti

    Una lama
    di vento
    vedo tutto
    dall'  alto

    A nulla appartengo
    tranne che
    a questa
    mia
    verità

  • 09 marzo 2013 alle ore 13:30
    Anima parla

    Avevo sul corpo
    tatuati
    il volto
    di trasformati
    dolori
    Una febbre
    che m'accompagnava
    sparpagliata
    in cammino
    Allora
    lo spirito
    imbevuto
    di fuoco
    Diffondeva
    la forza
    d'un cuore
    mai domo
    Attirando
    a me
    il magnete
    leggero
    di forme
    sottili
    Energie
    d'oro
    E ogni
    parte
    di questo
    mondo
    raccoglievo
    Scrutando
    assoporando
    i segreti
    di
    vite
    nascoste

  • 26 febbraio 2013 alle ore 17:06
    Milonga

    Distesi
    Il volto
    Sul tuo braccio
    E il sole
    Principiava
    A bruciare
    Le montagne
    A picco

    L’orchestra
    Di onde
    Sfuggivano
    Ai comandi

    Come le
    Piume sul capo
    D’un navajo

    Scrissi
    Parole
    Tra le più
    Belle

    In quel calore
    Silenzioso
    La voce
    Non era che palpito

    E tu non udivi
    Corda tesa
    Che desideri
    Di stelle
    Disordinate

    Colpendo
    Una
    Ad una
    Ogni certezza

    Assorto
    Mistero
    Di capelli
    In trama

    I bambini
    Odiarono le
    Ombre
    Facendo
    Del gioco
    Numeri da
    Trampolieri

    Saltiamo
    Il corso del
    Tempo
    E vieni a guardarmi
    Adesso
    Guardami
    Adesso

  • 22 febbraio 2013 alle ore 14:36
    Temp(i)o

    Segue 
    la sua visione
    di potenza

    Accordando 
    tigri e angeli 

    Perle di
    cristallo
    Occhi 
    di vari mondi

    Il silenzio
    cala 
    Serafico
    velo 

    Calda 
    l'immagine
    nel centro

    Radice
    sfilante  l'ego
    dalla prigione
    invisibile

    Preghiere
    salmodiate
    dai venti
    fissano 
    punti di infinito
     
    Nel tempio
    dell'anima
    l'inautentico
    resta fuori
    a guardare

  • 10 febbraio 2013 alle ore 13:18
    Non detto

    Dissolto
    nella nebbia
    del fumo creato

    Il camminante
    nella memoria dice

    Cosa senti ?

    Follia triste
    risponde invaso
    intenso

    Trattiene a sé
    come chi ha paura

    Rilancia
    quel filo
    di protezione
    Saldato
    dalle mani
    vibranti

    Ma già vola via
    Lei vola
    via

    Accetta l'incognita
    Con illuminata
    calma
    Risvegliata

    Io non ho niente
    Scrivo storie
    che il silenzio
    ha addormentato

    Ci rivedremo
    in altre vite
    da gatti
     
    Senza dare
    più niente al mondo
    che ruba
    e svuota

    Attingendo
    liberi
    dalla libertà
    stessa

    Sublime
    grandezza
    del presente

    Ma già volo via
    sono già
    via

  • 28 gennaio 2013 alle ore 17:56
    Sono nata

    Sono nata
    innumerevoli volte
    Poiché son morta 
    nessuno lo sapeva.
    Sono nata colomba
    al primo grido .
    Poi musica

    poi silenzio
    e ancora musica.
    Sono morta nell'indifferenza
    allora ho cantato fino a farmi sentire
     
    fino a rendermi viva ,
    fino a rinascere ancora .
    Sono morta nel dolore
    e trasformatolo ,
    sono nuovamente nata primavera
    sui tetti degli alberi .
    Sono sprofondata e
    ho sganciato massi di rocce
    li ho lanciati
    come sassolini
    senza peso
    Li ho seguiti a perdita d'occhio
    finché non ho più sentito
    la necessità di seguire

    Sono nata piena di mondo 
    di innesti ,
    meticcia .
    Con la ricchezza che mi spinge 
    a desiderare la povertà umile
    d'una parola scritta su un foglio bianco .
    Poesia . 

  • 13 gennaio 2013 alle ore 11:38
    Estemporanee

    S'apre
    la finestra al vento
    Profumo
    di canti

    Richiamo
    di preghiera
    genuflessa
    su tappeti
    Il corano

    Campeggia
    da cupole
    l'aria speziata
    dei Suq

    Scambi
    caleidoscopici
    Colori e uomini

    Un sentire
    di viaggio

    D'andare
    senza voltarsi

    D'occhi fissi
    alla meta

    A chiudere
    le ferite
    del tempo

    Il legame
    Karmico
    di altre vite

  • 11 gennaio 2013 alle ore 21:37
    Rivolta

    Vidi
    paese
    screziato

    Le folle
    mute
    dei popoli
    Smagriti
    di giustizia

    E frotte
    di idioti
    assoldati
    al potere

    Delle mani
    disgiunte
    dei contadini
    Il carbone
    sul viso

    Nessuna
    parola fu posta
    Dai tribunali
    virtuali
    di ere
    d'afasia

    D'occhi
    di uomini
    errabondi
    che sanno
    d'anima
    pulsante
    Di compassione
    e lavoro duro

    Dimentichi
    erano gli dei
    delle macchine blu

    Uomini o bestie
    ti chiedi?

    La nenia
    della domanda
    trova
    In questo cielo fisso
    radicato
    agli astri

    L'orizzontale
    vero
    Che il mondo è uno
    Che le grida
    sorda s'uniscano
    al fervente
    Cantico di rivolta

  • 05 gennaio 2013 alle ore 20:26
    Flash

    Ma nessuno qua
    ha capito
    che sei stella di mare

    E che per amarti
    bisogna navigare

  • 03 gennaio 2013 alle ore 0:09
    Ninfea

    Queste tigri
    del passato
     ruggiscono
    e graffiano
    nei ricordi

    Lasciano
    in eredità
    le paure
    col coraggio
    di ferire
    guadare
    con sospetto
    i letti
    di fiumi
    rigogliosi

    Ma ninfea
    di stagno
    che mai fu
    pantano
    né acqua

    Schiuse
    morbido
    il cuore
    al cielo
    pulito
    da ogni dolore

  • 29 dicembre 2012 alle ore 19:10
    La sua canzone

    Dal calore
    di questa terra
    Grembo di madre

    Danzo tra foglie
    riposte dagli alberi
    a piume leggere
    Sui passaggi distratti

    Occhi lucidi
    Mani di braccia
    gentili

    Canta la sua canzone
    al tramonto
    Stelo inginocchiato
    alle onde
    Che forti
    e poi piccole
    S'addormentano
    nelle rocce

    Umano coraggio d'amare

    Dalle labbra il pasto nudo
    della fede
    Quale Dio
    quale padre ?

    Poi le braccia di bambina
    il sorriso aperto
    di finestra
    spalancata
    Come piazza
    nei giorni di festa

    Cammino
    su manti di stelle

    Nell'unico cielo
    possibile

    A noi
    poesie
    con luci
    tutte intorno
    Rischiarano
    il mattino
    interno

    La sua canzone
    d'incertezza
    s'accorda
    a quelle nuvole

    A lui
    poesie
    con fiaccole
    Tutte intorno
    Si cullano
    nell'eterno
    ritorno

  • 11 dicembre 2012 alle ore 1:10
    Traccia

    Dio
    cosa ne vuoi fare
    di questo cuore
    che
    nereide

    dell'abisso
    poi risorta
    Mi fai reclamare
    a gran voce
    il battito
    sensuale
    del fuoco
    Il suo piglio
    nel gemito
    La carezza
    del vento
    intrepido

    Cosa ne vuoi fare tu?
    Già buttato
    e raggiunto
    ripreso
    ingoiato
    e respirato
    fuori

    Lì dove i corpi
    si fondono
    in musica
    senza
    mente

    Fluiscono

  • 05 dicembre 2012 alle ore 21:41
    Sogni

    Nei sogni
    sono acrobata di circo
    Danzo tra le stelle

    Faccio cadere la polvere
    sulle strade

    Mangio  fuoco
    nelle piazze
    piene di gente

    E corro all'impazzata
    nei campi di girasoli

    Mi faccio trafiggere
    dall'amore
    Soffro senza urlare
    e mangio zucchero filato
    Mentre scendo le rapide

    Il mio corpo
    è libero e leggero
    Mi faccio trasportare
    dai fiumi che diventano mare
    e poi oceano
    e poi mondo

    Tutto il mondo giro
    senza dire addio
    a nessuno
    Sicura di
    incontrare
    tutti
    nuovamente
    Ancora e ancora

    In un gioco
    tra foglie
    che cambiano colore
    Divento carne
    e poi solo
    uno strabuzzo
    d'occhi
    Un gesto
    mansueto

    Riprendo a camminare
    con la valigia
    semivuota
    Raccogliendo
    lettere e diapositive
    di altre vite
    Come portafortuna
    di passaggio

    Nei sogni passo
    e non vado mai
    via 

  • 05 dicembre 2012 alle ore 18:07
    Navigare

    E' umano
    mi dice
    il sospiro
    del cuore

    Palpita
    Palpita
    Scatena
    Musiche intorno

    Presa la barca
    rilasciata l'ancora
    Naviga
    su specchi
    di coscienza

    Umano lo scricchiolio
    di ossa
    Come di palazzi
    crollati
    Fa del viaggio
    una sfida

    Ma
    L'invisibile
    Provvidente
    Filo
    Chiama il ponte
    tra i due mondi
    del cielo
    e della terra
     Un raggio di sole
    che sciabola
    come tuono

    Imbevendo ogni fibra

    Umana l'anima
    dell'albero
    dalla resina bronzea

    Un respiro 
    Per il volo
    pronto
     Un'altra onda

    Da altre altezze
    vedo
     

  • 24 novembre 2012 alle ore 18:11
    Otto minuti e mezzo

    Saprai d'esser vivo
    Dipingendo
    con gli occhi
    I raggi
    del sole

    Che solo
    l'uomo vivo
    non ha tempo
    e non si riduce
    in spazio

    Che solo
    la libertà
    ha braccia
    gambe
    ed è reale

    Come soffioni
    e i loro desideri

    Saprai d'esser vivo
    spogliandoti
    da catene
    e i fili spinati

    Cantando la tua verità
    come onironauta
    del cosmo

    Dove colori
    e fiori
    hanno musica
    per vibrare
    altissimi
    Carezzando
    l'idea perfetta
    Che solo vita
    porta vita