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Autore

Emanuela Cavallaro

in archivio dal 19 apr 2011

14 luglio 1969, Parigi - Francia

segni particolari:
non ho segni particolari, ho segni avvinghiati!!!

mi descrivo così:
acida, scorbutica e cinica

05 agosto 2011 alle ore 11:24

Movimentacoli

di Emanuela Cavallaro

editore: LAB

pagine: 96

prezzo: 11,00 €

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Una parola sferzante, un pensiero violento e profondo, sono le basi  della poesia di Emanuela Cavallaro, che con la sua raccolta  “Movimentacoli” consegna al lettore un’opera coraggiosa, dissacrante, dolorosamente reale e realistica.
In tutti i suoi versi si avverte una continua tensione condotta dalla “frenesia della poesia”, che spinge  verso la rivolta, la sfida, il combattimento senza remore contro il  “cupo quotidiano”, il non senso di un mondo dove non c’è luce ma buio, dove non c’è sicurezza ma "Frantumi" di essa, dove non c’è prato se non  nel “grigio male”, dove l’esistenza è credere, fingere di esistere.
E  allora, che fare?
“Bisogna lasciarsi andare/ sospendersi nell’aria/ e così potrai scoprirti”, gridano i suoi versi; bisogna tuffarsi senza  domande nel mare del nostro essere, e cominciare a nuotare con violenta  frenesia, per non “sopravvivere pensando di vivere”. Perché la scelta  dipende da noi, la scelta della consapevolezza che è l’unica strada e insieme l’unica meta, è il problema e la sua sola soluzione. Questi forti sentimenti sono espressi da un linguaggio originale, che utilizza gli strumenti più classici dell’artifizio poetico, come l’allitterazione e la sinestesia, per disegnare un universo moderno, suoni in libertà, sillabe in continuo movimento, "movimentacoli" appunto.
Tali qualità sono ben espresse nella prefazione firmata da Sandra Cervone, poetessa, giornalista e scrittrice, storica autrice di Aphorism, nonché responsabile della Collana “La Luna e gli Specchi” della Divisione LAB  delle Edizioni Giulio Perrone, che con il suo lavoro attento continua a regalarci talenti poetici veri, come quello di Emanuela, magistralmente espresso nei suoi versi che “combattono e si divincolano, come tentacoli, rendendoci piovre e prede a seconda del ritmo e dell’intuito che ci  mettiamo”. 

recensione di Sabina Mitrano

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