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Poesie di Emanuela Lazzaro

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  • 28 ottobre 2016 alle ore 1:03
    Un ritorno dal passato

    Adesso vorrei sentire una poesia
    illudendomi che sia solo mia.
    Potrei levare un ode al termosifone,
    mentre socchiudo gli occhi,
    sudo, sospiro e sorrido,
    mentre penso che non ho memoria,
    ho finito le scuse, vorrei dormire
    ma attendo che si avvicini l'ora
    in ansia per non saper ancora vivere.
    Ora ho ricominciato a scrivere
    perché dentro sento di avere un viaggio
    e mentre i ricordi corrono stanchi,
    domani, forse mai vedrò l'incrocio.
    Eppure, stasera, ho letto una canzone,
    in Facebook, ho visto, non so chi era,
    a caso tre parole, in me, le ho ascoltate
    perché ora sono qui a raccontarle.

  • Sotto le fronde dei nostri platani,
    tra le tue pagine e note
    Io sono qui
    e sarò ovunque in te,
    quale canto d’ogni tuo attimo
    che riverbera tra le dita dell'Aurora,
    sola una foglia contro il sole,
    che la Moira accarezza,
    inciampando tra parole
    che celano ed innalzano
    stelle nella nebbia.

    “I want to sing a song
    for my Little Smiling Word.
    I want to write a dream in music
    for a Feeling that comes at dawn.
    I sing of emotions the Breath,
    for You, my World of Words.”

    Sul ghiaccio soffia un anelito
    poiché attendo quel giorno,
    col cuore all’inferno,
    ma per odio e per amore,
    ora più non basta ricordare la tua voce,
    ed il tenue fremito
    che ghermisce pace agli occhi.

    “I sing my songs with little Words
    that blow over all hearts,
    like on the sea, a slight breeze.
    I sing of my lost Love
    but I don’t have enough words.”

    Non parlare!
    O l’ombra di me morrà,
    giacché oggi non c’è più un cielo
    per confondere un po’ le due anime,
    così vicine ed orbe,
    tra gli affamati fantasmi
    nel diverso presente, trascinandosi
    in cerca d'un colore
    che mai hanno dimenticato.

  • 03 maggio 2010
    Donne senza guai

    A volte qualcosa rulla negli occhi
    tra suoni contro specchi, e infine cade.
    Senza fede nel silenzio
    si crogiolano i dissapori,
    chiedi di chiudere gli orecchi.
    Per grazia, eppur sarebbe facile
    lasciare, al muro, non tornare,
    sporcare la nebbia di rabbia,
    addormentarsi.
    Perchè le donne sono un po' così,
    ninfee nel fango,
    arabiche pietre in un cortile,
    e le mani soffiano la brezza del mattino
    o impugnano il sole del pomeriggio.
    Sì, rammentalo anche tu
    che trattieni una ciocca dei miei capelli.

  • 21 febbraio 2007
    Sguardi ad Oriente

    Magia di fine inverno:
    fiori sul davanzale,
    lontano scheletri ombra,
    con mani alte al cielo.
    Immota notte bianca,
    seduta sui pensieri,
    mai più ferite,
    che il sole non guarisce,
    perle d'acciaio
    per annegare l'anima.
    Gentile viandante,
    navigando ad Oriente,
    carezze di cariatidi
    reggono il silenzio
    in cerca del tuo ritorno.

  • 08 gennaio 2007
    Solo un respiro di vento.

    Se sono, si riempie di luce
    ogni mio desiderio,
    nulla più tace.
    Se cerco, una via si disegna,
    lo sguardo avrà pace,
    perché non è solo un istante
    che cade sul fondo di un dì,
    perché sono un raggio di sole
    che danza tra le onde,
    temendo il profumo di un bacio.

     

    (RIT) Se io, se tu, se noi siamo,
    come respiri di vento,
    come braci di un fuoco lento,
    così negli occhi un cielo abbiamo.


    Se sei, si aprono le mani,
    sorrisi ed abbracci,
    anche da chi non conosci.
    Se guardi, i ricordi
    si perdono tra le lacrime
    per chi non hai mai amato,
    perché non è un filo ebbro d’acqua
    che incespica un po’ nella roccia,
    perché sei una voce del tempo
    che osa, un’anima nel vento.


    (RIT) Se io, se tu, se noi siamo,
    mai più parole i nostri occhi,
    mentre scivolano i giorni,
    potranno fendere, noi che amiamo.

  • 03 gennaio 2007
    Clochard (Canto di strada)

    Silenzio, goccia sui sassi,


    l'inconsolabile luna


    spia inquieti amanti,


    rami tra dardi nel vento.


    Lievi fiori di cristallo


    piovono di luce in mano,


    dietro ombre sotto un lampione.


    RIT: Clochard d'amore, Clochard senza voce,


    tra il cemento ed il piombo,


    io qui sono e a nessuno rendo conto.


    Così è già sera: in città,


    sui marciapiedi logori,


    degli occhi color del mare,


    vi è chi dorme e spera,


    un gomitolo arruginito


    ed una chiave al collo,


    per scaldare un po' il passato,


    per sentirsi il re del mondo.


    RIT: Clochard nel cuore, Clochard senza voce,


    il mio migliore amico è un sordo,


    viviamo e a nessuno rendiamo conto.

  • 03 gennaio 2007
    Buon compleanno.

    Io non so dove sei,
    all'ombra accanto a lei,
    già volgeva ogni giorno,
    le case lungo le strade,
    tra le dita le tue parole,
    rondini in lunghi stormi,
    anelando un' Utopia.
    Stanotte ancora una favola:
    che il viandante dei sogni
    deponga una bianca farfalla,
    sui cuori disadorni,
    in attesa d'una nuova alba.

  • 19 dicembre 2006
    Autunno

    Pioggia, brividi in me,
    già giunto è l'autunno:
    gocce sui vetri orbi,
    sparate da giochi
    dal vento ammaestrati,
    in fondo, nel buio,
    lampi taglienti, qua e là,
    tra cielo e colline,
    bagliori di guerra sul Carso.
    Sì, ricordi? Il sole,
    l'afa un po' appiccicava,
    le menti alle ferie;
    bello affondare
    nel ceruleo invitto,
    lì dove ora il cuore
    piange un'illusione,
    un'ombra di candela sciolta.

  • Occhi nel vuoto,
    senza nome
    il foglio,
    bianco ed uguale,
    accecante pazzia
    che sveglia l'idea,
    mani giunte
    a cercare una parola,
    cosa sto facendo?
    Non ricordo
    l'attimo finito
    che ha violato
    un accordo,
    la sera tra le nuvole,
    un grido sospeso,
    L'Italia è giunta
    al capolinea
    di una costosa fatica.

  • 08 giugno 2006
    Magma

    Negli occhi tuoi cerulei,

    vorrei scavare un po’,

    ignorare se più esiste,

    il mare che cerco,

    ed il mio fato già spento,

    che la vita mia hanno perso.

    Il passato danzante

    tra cieche fiamme

    rimembro giammai

    ma un sussulto greve

    poiché ciò che non dice

    la voce o la penna,

    qui fiorisce l’alma,

    rapita nel suo stanco inverno.

    Così un sorriso saprei,

    dalle pagine della tua età,

    giacché  sempre mi parla

    l’idea che vede,

    come un magma, si riveste.

  • 06 giugno 2006
    I passi nel tempo

    Io sono ciò che sono,

    vivo dietro un'ombra

    per più non intristirti,

    mia tenera fanciulla.

    Ma tu forse ora m'ascolti,

    puoi leggere ciò che scrivo,

    mentre ti siede accanto

    il mio pensiero, ogni attimo.

    Perché allora?

    Lo sai, io non chiedo

    che un'ultima tua parola,

    a tergere una mano inaridita.

    Lacrime sui miei passi, stasera.

  • 05 giugno 2006
    Lei non crede

    Lei non crede
    che io possa carezzare il cielo
    e giocare un po’ con le stelle,
    cogliere di luce un seme
    che nell’infinito indulge,
    per deporlo così,
    sul suo tiepido seno.

     

    Lei non vuole
    chinare piano il cuore
    ad ascoltare due parole,
    sfidare la voce del vento
    e rubare tutte le favole
    ad un fiore,
    mentre la notte si nasconde.

     

    Ma io vedo e so
    che osare talvolta è un piacere,
    disegnarti con la mano
    adesso vorrei qui,
    stringerti come un trofeo di caccia,
    mai più sarà così,
    ora che te ne sei andata.

     

    Ma io ricordo
    il tuo Chanel tra le lenzuola,
    cercarti sempre all'alba,
    nel sonno e dopo l’amore,
    qua e là  un respiro,
    scoprire tutti i tuoi trucchi
    e scendere con te sotto la doccia.


    Rit: she does not consider,
    she does not want,
    every song does not have sense
    without a word world!

  • 24 marzo 2006
    La figlia dell'Oceano

    Sedendo sulla battigia aspra,

    di fragili echi salmastri,

    cosparsi i piedi sulla sabbia;

    così il respiro morbido ode

    bianche carezze della brezza,

    amare la tua pelle bronzea.

    Piccola figlia dell’Oceano,

    guarda: i colori della spuma,

    gli sprazzi in cielo t’afferrano,

    la voce dei gabbiani, il cuore.

    Ma cos’è un uomo per soffrire?

    Di tristezza lenta, due grani

    a bagnare un po’ acri pensieri,

    giocare con una conchiglia,

    ridere delle pie illusioni

    che perdono gli occhi tra le onde.

    Perché, dov’è il mio uomo? Sono qui,…

    Venere e Bacco già alla tua porta,

    ad accendere fasti e fuochi,

    per banchettare vendette.

    Perché dunque un uomo,

    perché fare follie di ogni sorta?

  • 24 marzo 2006
    Il sogno asiatico

    Cieli ameni, silenzio attonito,

    razzie tra le strade,

    mentre striscia l’onda folle,

    così, tutto un po’ raccoglie:

    palme straziate, fango, sangue

    confondono l’odore,

    mentre il sole abbaglia,

    secca ormai la morte.

    Grida di donna nel vento,

    come lame tremolano

    su tiepidi corpi anonimi.

    Pesano fragili ricordi:

    giocare in spiaggia, stare bene,

    due bambini, una conchiglia,

    ridere d’una vacanza finita

    e non sapere… solo ieri,

    solo macerie, oggi,

    tra i miliardi d’una fine assopita.

  • 06 marzo 2006
    Maschere della vita

    Feste, scherzi per sorridere,
    risate ballano sotto le scarpe,
    la gioia di coriandoli e stelle,
    si ama tra le magie del bere.
    Ricordo un cowboy di città:
    finto cappello, vecchie amiche,
    un'idea, oltre la cieca realtà,
    per essere al passo con l'uomo.
    Nuova sera per giocare:
    Finalmente carnevale!!!

  • 11 febbraio 2006
    Canto di San Valentino

    Solitaria una notte,

    nella via, due anni fa:

    nel tuo cielo una rosa,

    rapita alla musica,

    e-mail per dire Amore

    ma San Valentino ignora,

    una goccia dopo l'altra

    cade nel buio del cuore.

     

    RIT: Guardo un fruscio del vento,

    sopra il golfo di Trieste,

    due pensieri in un nodo

    e nella mente il tuo ricordo.

     

    Spesso, i giorni perdono

    il sapore del suono,

    dietro il silenzio, una voce:

    "Chiamami,se ti va... Chiama,..",

    ingenuità d'un bambino,

    ieri ho venduto l'anima,

    oggi carezzo il cuscino,

    ricordando un' illusione.

    RIT: Guardo un fruscio del vento,

    sopra il golfo di Trieste,

    due pensieri in un nodo

    e nella mente il tuo ricordo.

     

    Guarda: un fruscio di vento

    coglie il mare di Trieste,

    mentono le lancette,

    due pensieri in un nodo

    e nella mente un ricordo.

    Sì, gioca un po' l'emozione:

    ora che vorrei dirti molte cose,

    forse non ho più parole.

  • 18 gennaio 2006
    Amore infinito

    Disegnare, cercare

    il cuore dell'infinito,

    una linea insegue un'orma,

    si desta ad ascoltare

    l'ombra dopo la sera,

    ora che il cielo canta

    il suo quieto lamento,

    un fatuo silenzio,

    tra le bugie dell'età,

    sassi che scivolano

    sul greto d'un fiume dormiente.

  • 20 dicembre 2005
    L'alba al Molo Audace

    Laddove odo scivolare tra le onde,

    i respiri del tempo, informi giochi

    cadere dall’uggioso cielo,

    chiudo gli occhi, vacui d’inverno:

    l’orizzonte assale l’anima,

    il sonno più non strema, muore

    una carezza del vento che ama,

    mira una bianca ombra dal buio

    i mille rumori del mare,

    fluttuano sussurri ciechi

    tra i colori della mente

    come tocchi silenti che offrono

    l’inutile abbandono a se stessi,

    ad un’emozione che più non fende.

  • 14 dicembre 2005
    L'abete

    Fuori dalla finestra,

    l'abete dagli ampi rami,

    domina superbo il prato,

    nel verde,rigogli di luce

    fioriscono rugiadosi,

    qualche perla al mattino,

    tra le sue braccia, due tortore

    scherzano un po' in amore.

    Dio mio, che pace qui ora!

    Io guardo il sole che mi sfiora

    all'ombra d un guerriero

    e respiro già un sogno ameno.

  • 14 dicembre 2005
    Canzone dell'innamorato

    Volare placido nella notte,
    nel silenzio che un po' ci avvolge,
    sedere povero alla tua porta,
    il tuo orecchio forse ora m'ascolta
    chiedere una carezza di luce,
    la tua voce è un fiume che mi conduce,
    nell'immensità di un'emozione,
    come un bimbo con il suo aquilone,
    ti presi un di per un gioco d'amore,
    ma ora chiudo gli occhi ed odo la passione,
    divampare come fuoco, nel cuore.
    Volare e non avere mai pace:
    come un viandante per le tue strade,
    t'accompagno, abbraccio molti sogni,
    per disegnarli poi nei miei fogli,
    tra i respiri celi acri parole,
    non sai quanto spesso mi duole
    col pensiero esserti tanto vicino,
    ma sentirmi poi accanto a te un bambino.

  • 14 dicembre 2005
    Now only a time

    Sere nel vento, ieri

    non sapevo che amare,

    non vedevo schiavitù

    nella mente, giù nell’anima,

    nel miele d’una voce tenue.

    Sfiorare i tuoi occhi cerulei,

    ho voluto un po’ così

    ma me ne pento ora qui.

    (RIT)Ora solo un attimo vorrei,

    per sempre tu, farfalla lieve,

    fuggi la mai mano che chiede,

    ora solo un attimo, io e te.

    Pomeriggi al sole, oggi,

    è facile pensare

    che a volte non basta un secondo

    per andare a fondo. Ma perché?

    Perché ho voluto ciò che ho avuto,

    un’illusione del cuore,

    la vita persa nella sua età.

    La Musa canta mesta.

    (RIT)Ora solo un attimo cerco,

    in un’immagine ti vedo,

    il viso di lacrime e pioggia

    s’orna ora solo un attimo per te.

    Ragnatele, stasera,

    non la mia gioia posso dire:

    “Ecco è solo un attimo

    ma è già passato”. No tu sei qui,

    ancora, sempre negli occhi.

    Sì, vorrei, ma non riesco,

    piango, ma non so come odiarti.

    Sì, ho sbagliato ad amarti.

    (RIT)Ora solo un attimo vorrei,

    ora in eterno, ora l’estate

    brucia nel ricordo d’una verità,

    di un attimo che c’era tra me e te.

  • 14 dicembre 2005
    Due amici

    Due amici, spesso fra noi, i guai,

    il bar davanti casa,

    la musica, la birra e vai,

    in fondo, la vita è così,

    un bicchiere mezzo vuoto,

    il frigo? Lo vorrei pieno

    e il mio grido, sì, nel cielo.

    Gettare rabbia nei muri,

    come fanno i falsi duri,

    ho cercato di capire,

    ma non è facile fregare,

     lo sai, la propria coscienza.

    Corse in moto, senza regole,

    chiudere gli occhi, lasciare,

    per un istante,il piacere.

    Mi hai detto: è come fare l’amore.

    Ma ora qui: questo bicchiere,

    solo alcool, solo il fondo,

    un po’ di niente, fratello,

    per annebbiarci il presente.

     

  • 12 dicembre 2005
    San Lorenzo

    Notte di sms, di stelle,

    gemme d’una volta silente,

    “Vorrei essere lì con te, ora...”

    Già anelavo solo un attimo,

    un fiore di loto sul cuore,

    carezzando quel desiderio

    di addormentarci poi all’alba.

    Ma l’uomo offeso da se stesso,

    guarda il viante ora al suo fianco:

    è un lupo, amico della luna,

    spesso per timore un po’ in fuga,

    talvolta in cerca d’una preda,

    per non dover più nulla dare,

    per disegnare con un dito.

  • 12 dicembre 2005
    Canto del viandante

    Io sono e sarò qui,

    ovunque in te, canto

    d’ogni tuo attimo,

    all’alba e al tramonto,

    d’un viandante eterno,

    che la Moira accarezza,

    inciampando tra sogni

    che celano ed alzano

    stelle nella nebbia.

    Tra le lacrime, un anelito:

    attendo il mio giorno,

    col cuore all’inferno,

    per odio e per amore,

    ricordare una voce

    ed udire un fremito

    che ghermisce pace agli occhi.

    Ma se tu vuoi, parla ora

    e l’ombra di me morrà,

    giacché oggi non c’è un cielo

    per confondere un po’ due anime,

    siamo vicini ed orbi,

    tra sazi fantasmi

    che perdono il presente,

    in cerca d un colore

    che hanno dimenticato. 


    RIT:  I sing a song

    for my Little Smiling Word,

    I sing a song

    for a Feeling at the dawn,

    I sing of emotions the Breath,

    for You, my World of Words.

  • 12 dicembre 2005
    Sorriso Blu

    Sono ancora qui

    a parlarti di me,

    mi siedo sul letto,

    con lo sguardo cieco,

    con le spalle al muro,

    lacrime vane

    confuse dal cielo,

    giacciono fredde

    in una notte senza stelle.

    Così lascio il corpo

    e la mente, estranea al buio,

    vagando oltre la città:

    “Lei, lo so, è lì con te…”

    Ma in fondo agli occhi,

    tra i muti ricordi,

    dorme un sorriso blu,

    per non imparare

    che è facile rinunciare

    al sussurro d’un’ emozione.