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Autore

Emanuela Lazzaro

in archivio dal 09 dic 2005

15 ottobre 1978, Pordenone

segni particolari:
Mi piace il cinema horror e la musica rap.

mi descrivo così:
Sono un praticante avvocato e scrivo poesie da quando avevo 10 anni, più o meno!

18 settembre 2006

Mai più!

Intro: Un linguaggio tutto poetico. Interrogativi sul destino e immagini introspettive linde e delicate tratte dall'anima e dalla fantasia di Emanuela Lazzaro.

Il racconto

Coi capelli morbidi e fluenti come le spighe di grano e bagnati dal sole pacato del mattino, intrecci brevi illusioni che scivolano poi nell’arido meriggio di scirocco. Tra la voce e lo sguardo, solitario anelito del passato sceglie la pena: l’ingenua verità di poche parole, il timore e l’ansia di una tiepida carezza, foto antiche bruciate nel vuoto di un posacenere. E precipiti nel tuo inferno. Sì, ho sbagliato ma ora dimmi perché? Cosa hanno fatto le tue mani? Le ombre bussano già alla finestra della tua anima, lievi frusci tra le foglie. Non li senti? Non chiederti del futuro, rispondi al tuo presente, non fuggire giacché anche il sorgo selvatico spesso sa amare.

Scrivo due parole che cancello con le lacrime:  se potessi dimenticare... Manuela con voce pietosa al telefono spazzava via ogni speranza: "Forse ora Lui ha un'altra... non era destino, sai... "Ma quale è il destino quello che si cerca o quello che si costruisce giorno dopo giorno? Ritornando al passato, cosa cambierei? Cosa non rifarei? Forse tutto, lo so, forse sarebbe lo stesso così il presente, chissà.... Il pensiero sprofonda nel golfo, sotto poche nuvole in queste ore prima del tramonto; tira un po' di bora che scompone la durezza dell'orgoglio. Fra due settimane, solo due settimane il passato sarà passato come un temporale che scarica la sua forza  in quella mezz'ora e poi passa. I Ricordi sono andati, due anni sono perduti ed io? Io sono uno stelo che segue il respiro di Dio e vivo di ciò che scrivo.

 

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