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Autore

Emanuele Renda

in archivio dal 08 mar 2010

20 settembre 1982, Palermo

mi descrivo così:
Nei primissimi anni della mia vita, il mio "giocattolo" preferito era un foglio di carta bianco. Non sapevo ancora scrivere, e tentavo di fissare sulla carta i miei pensieri tracciando geroglifici incomprensibili.

19 luglio 2010

Maschilismo

Intro: Terribilmente duro e realista questo scorcio di una notte con l’uomo sbagliato. Una storia che è mille storie di donne usate, ma non amate. La forza di una donna è incommensurabile di fronte alla viltà degli uomini che prendono pensando che a loro tutto è dovuto.

Il racconto

Ti amerà, ti amerà lui, quando ti avrà tra le braccia e stringerà forte, oppure sarai soltanto l'oggetto della sua passione, o per dirlo in maniera più cruda - e, ahimè, più realistica - dei suoi bassi istinti carnali?
Ti guarderà negli occhi, in quel momento? Forse sì, probabile, anzi sicuramente ti guarderà, ma per quale motivo? Per sentirsi ancora più maschio, ancora più virile, nel vederti totalmente abbandonata a lui?
E poi? Si addormenterà come un porco, neanche dieci minuti dopo, ti sognerà almeno? Credo di no.
Si chiederà come ti senti, come puoi sentirti maledettamente sola, nella fredda notte che avanza? No, starà lì a russare, voltato dall’altra parte perché tu non esisti più, adesso che lo scopo è raggiunto, l’oggetto usa e getta ha espletato la sua mansione, è diventato un ammasso di carne inutile e corrotta.
Inutile piangere, nella grande notte apparentemente serena, tutti dormono, nelle case attorno, nessuno baderà a te, al tuo cuscino bagnato di lacrime, alle tue braccia che cingono i seni nel tentativo di scaldarti, alle tue gambe abbandonate che non hanno più alcun prezioso tesoro da custodire, il soffitto è sempre quello, bianco, con qualche macchiolina di umidità, sarà bene farlo rinfrescare.

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