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Autore

Enrico De Santis

in archivio dal 02 nov 2010

25 agosto 1982, Gaeta

segni particolari:
Un buco nero nella testa

mi descrivo così:
Ingegnere, con la passione della matematica, scienza, filosofia e della Conoscenza in generale. Amo il disegno e la scrittura, curo un sito personale (www.sublimina.it) dove di tanto in tanto pubblico articoli riguardo le mie passioni.

15 novembre 2012 alle ore 12:49

Fantasmatiche Rappresentazioni

La fosca differenza tra reale e non reale,
si reincarna eternamente in circostanze infinite,
in amor prende sembianze d'un fatto sleale
tanto da torcer l'anima e logorar le vite.

Vi è un fantasma, se non più d' uno,
che spunta di tanto in tanto e fa paura
talvolta è bramato, talvolta inopportuno
anch'esso sottoposto all'egida della censura.

Il palco è pronto per ospitar gli attori,
non meno di tre ne prevede il copione,
bisogna recitar gli impossibili amori!
Ma chi è il terzo che prende all'azione?

La funesta messa in scena è iniziata
con un triangolo perfetto pronto a danzare
condotto dall'anima erma e mai espiata
che, candida, è tutta intenta sull'altare.

<<Ti voglio con tutta me stessa>>
parte in prima la seconda attrice,
<<decido io!>>, Ammonisce l'anima indefessa,
<<sono qui e attendo o mia nutrice>>.

<<Bene, hai capito chi qui comanda>>
ribatte Lei con fare ardito
verso quel fantasma che tutto asseconda
e bieco attende lo spietato rito.

<<Adesso potete iniziare la recitazione.
Annettine la carne senza sconforto
e, mi raccomando, fallo con determinazione
affinché le venga il fiato corto>>

<<Aspetta diabolica conduttrice
non voglio partecipare più alla finzione
cosa credi che sono una meretrice?>>
fu subitanea la reazione.

<<Mia dolce e ingenua fanciulla
pensi che partecipi ad una farsa?
Non voglio io che la tua psiche si trastulla
lungi da me quest'accusa così scarsa>>.

Le luci si affievoliscono come prescritto,
tutt'intorno si silenzia e si ingrigisce
mentre la storia continua per diritto
tra amor vero e amor che ferisce.

<<Continua così mio prode cavaliere
custodisci la mia materia, difendimi con la spada!
Afferra le mie criniere
e non desistere finché il tutto accada!>>.

Un tremendo bagliore all'improvviso
come un sussulto che tutto inonda
illumina la scena di chi ha deciso
la lieta fine invereconda.

<<Andate via! Intrepidi imbonitori
che sia questa l'ultima rappresentazione
prometto: non avrò altri amatori!
che possa andar, la mia anima, alla dannazione>>.

<<Vieni qui fantasma che ora sei in pericolo,
abbandoniamo in fretta quest'arena
siedi che adesso inizia il vero spettacolo!
Assistiamo silenti alla vita che si inscena>>.

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