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Racconti di Ensitiv Sensitivo

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  • 22 ottobre 2016 alle ore 11:12
    IPPOCRATE TRADITO?

    Come comincia: Uno degli argomenti con cui amate interrogarmi è quello che riguarda le “ medicine alternative “ e le cure spirituali. Ad ogni domanda su questo tema ho sempre risposto in maniera vaga e poco esaustiva, oggi però, in seguito ad una mail che mi arrivata “ piena di certezze “, voglio esporre il mio parere.Faccio una premessa antipatica ed è quella riguardante la Sanità. Nonostante la buona fede di tanti medici e operatori del settore ospedaliero, ritengo che, ad oggi, la Sanità si comporti e sia a tutti gli effetti un’ Azienda predisposta al business e al profitto. Sarebbe pertanto illusorio e “ paranormale “ credere che l’ AZIENDA SANITA’ rinunci ai propri clienti e ai propri interessi. Alla luce di questa PERSONALE considerazione è dunque improbabile che vengano somministrate le cure migliori, più adatte, più economiche e soprattutto risolutive. E’ forse più facile e credibile che si curi un problema per farne sorgere un altro, in modo da creare una costante necessità dei servizi offerti dall’ Azienda. E’ anche ipotizzabile che, lobby economiche e case farmaceutiche si attivino per carpire la buona fede dei medici e degli operatori sanitari, incuranti minimamente ( tali lobby ) dell’utente finale degli effetti del prodotto somministrato. Alla luce di questa premessa, fatta di CONSIDERAZIONI PERSONALI, ritengo che sia opportuno rivolgere l’attenzione ANCHE verso cure alternative e alimentazioni il più possibilmente naturali.

    Detto questo però sono fermamente convinto che, nonostante i difetti del corpo siano riconducibili a carenze energetiche dello spirito, di questioni mediche debbano occuparsene i medici e che la MATERIA vada curata con la chimica e la biomeccanica più che con le cure spirituali. Con ciò non voglio affermare che l’energia spirituale non sia in grado di curare e di ripristinare alcune funzionalità del corpo fisico, ma POCHISSIME PERSONE HANNO UN’EVOLUZIONE E UNA CONSAPEVOLEZZA TALMENTE ELEVATA DA RENDERE LA PROPRIA ENERGIA FUNZIONALE ED EFFICACE. Se un soggetto che non si è mai occupato della propria “ anima “ pensa di curare un cancro in pochi mesi di meditazione, dieta e preghiera, forse è meglio che si prepari ad un sereno passaggio dimensionale. Se una persona ritiene dai aver percorso un cammino spirituale valido a tal punto da consentirgli di curarsi laddove sorgano dei problemi legati alla materia, e questo cammino non è stato altro che la frequentazione quotidiana di santuari o la recita di rituali e pergamene, forse è opportuno che aggiunga insieme allo “ spirito “ anche una buona dose di medicina. RIPETO : con ciò non voglio dire che le cure “ energetiche “ non funzionano, ma sono lunghe, faticose e inutili se praticate nel tipico contesto sociale in cui vive la maggior parte di noi. E’ doveroso da parte mia fare anche un’altra considerazione ed è quella di ricordarvi che le “ PERSONE CHE HANNO UN’EVOLUZIONE SPIRITUALE TALMENTE ELEVATA DA RENDERE LA PROPRIA ENERGIA FUNZIONALE ED EFFICACE, “ difficilmente si ammalano. Sconsiglio anche vivamente di rivolgersi ad operatori che promettono di curare problemi seri e gravi legati alla vostra salute e al vostro corpo poiché, nonostante ritenga valide alcune pratiche esoteriche e alchemiche non sono di certo l’alternativa valida alla medicina. Un conto è un’infiammazione di un muscolo o un orzaiolo, che possono essere tranquillamente trattati con Pranoterapia e Ritualistica, altro conto è una leucemia o un sarcoma e, soprattutto gli operatori realmente in grado di agire e condizionare l’energia vitale dell’individuo, si contano sulle dita di una mano. LE PRATICHE SPIRITUALI E NATURALI AIUTANO E VELOCIZZANO I PROCESSI DI GUARIGIONE. IN ALCUNI SOGGETTI, CHE HANNO UNA GRANDE EVOLUZIONE SPIRITUALE POSSO SOSTITUIRE COMPLETAMENTE LE EVENTUALI CURE MEDICHE.

    Pur non entrando in una vera e propria spiegazione del rapporto spirito/corpo = energia/materia dell’ibrido umano, vorrei argomentare le considerazioni che ho appena fatto. La Materia/Corpo è alimentata da l’ Essenza dell’individuo, ovvero una forma di energia consapevole e cosciente che possiamo tranquillamente chiamare “ Anima “. Questa Energia si connette al corpo con una serie di flussi immaginabili come dei fili conduttori, più forti sono questi connettori e questi flussi e più il corpo prende vigore e si rafforza, ma perché siano forti i connettori, occorre che l’ Energia Anima sia brillante e vitale. Se la materia prende il sopravvento sull’ essere ibrido, i connettori si affievoliscono e il corpo diventa il padrone delle nostre necessità. Cibi grassi, zuccheri, vita sedentaria ecc.. soddisfano le esigenze di un corpo, ma non di uno spirito. Ansie, paure , frustrazioni, invidie ecc.. creano invece le condizioni perché sia il corpo mentale ad essere egemone e anche questo riduce al minimo la vitalità dell’ energia anima. Chi pertanto ha vissuto una vita fatta di questi presupposti non può certo permettersi di curarsi in pochi mesi di attività spirituale, questo perché per ripristinare una buona connessione energetica tra gli elementi occorre tanto tempo , tanta pazienza e tanto sacrificio ( sacrificio solo per chi è abituato ai vizzi del corpo ). Chi invece ha curato da sempre lo spirito, è certo di avere una buona fonte di energia che saprà, non solo proteggere il corpo da eventuali problemi legati alla materia, ma ripristinare più velocemente problemi e disagi di carattere fisico. Purtroppo come spesso succede, a rovinare i rapporti a due, c’è il terzo incomodo della Mente, cresciuta in base ai parametri sociali in cui si sviluppa l’individuo e, quelli occidentali, non sono mai rivolti allo spirito. Nel dubbio, cominciamo fin da ora a rafforzare la propria energia anima, in modo tale da averla pronta in caso di necessità, ma è doveroso ricordare anche che l’ anima non si rafforza all’interno di cammini religiosi che, nella stragrande maggioranza non si comportano altro come la SANITA’.

    Ensitiv

  • 12 agosto 2016 alle ore 21:56
    Un vecchio abito

    Come comincia: In una spregiudicata gioventù, quando ancora deve giungere la ragione e quando è troppo presto per qualunque cosa, decisi di farmi un abito come si deve. Lo feci fare su misura, preciso ed impeccabilmente adatto a me. Era come lo avevo sempre desiderato; di un colore classico ed intramontabile, di un tessuto fresco d’estate e caldo d’inverno, talmente fatto bene da cadermi a pennello e rendermi ineguagliabilmente affascinante. Lo indossavo ad ogni occasione, lo portavo con estrema disinvoltura ad ogni appuntamento importante. Mi ero tanto affezionato a quel capo che finii per indossarlo anche agli appuntamenti meno interessanti. Lo sfoggiavo con disinvoltura per lavoro e per piacere e, ora che ci penso, è sempre stato protagonista nei mie ricordi più belli. Scuro, ma non troppo, elegante, ma allo stesso tempo sportivo e comodo, spesso macchiato irrimediabilmente, ma capace di nascondere anche le macchie più indelebili. Posso solo ringraziare i mie genitori, che tanto si sono sacrificati perché potessi permettermi un abito del genere. Entrambi hanno messo il loro contributo affinché potessi indossarlo per lungo tempo senza che perdesse il suo valore. Questa notte ho sognato il momento in cui sarebbe stato troppo vecchio e logoro per poterlo indossare ancora; ho sognato l’istante in cui avrei dovuto separarmene e sostituirlo con uno nuovo. Abbiamo passato talmente tanto tempo insieme che quasi lo sento come un amico e doverlo abbandonare mi rattrista e spaventa. Nel sogno lo riponevo in un baule di legno, piegato e stirato come se fosse nuovo, pulito e profumato perché mostrasse il suo “lato” migliore. Da quel momento in poi, per un naturale cambiamento fisico, non sarei più potuto rientrare in quelle vesti, ma come onorare tanta devozione e tanto affetto? Quale targhetta avrei messo sul baule per ricordare il suo contenuto? Vecchio abito? Troppo banale. Il mio caro vecchio vestito? Troppo sentimentale….Così, sempre nel sogno, presi la penna, una grande targhetta adesiva e scrissi : “ Io e te, abbiamo visto il Mondo e le sue genti, ci siamo divisi lacrime e sorrisi, acqua e Sole, pensieri e azioni; abbiamo condiviso errori e fortune, fiducia e tradimenti. Come l’uno nella mano dell’altro siamo stati uniti nei desideri e negli intenti. Il tempo che ci ha visti separati è stato più missione che volontà, ma la voglia di rindossarti ancora era più forte di ogni fatalità. A volte sono stato il mandante del tuo logorio e complice nell’accelerare il tuo invecchiamento, ma hai sempre saputo esternarmi il tuo disagio con discrezione e sentimento. Semmai ti ricorderò, lo faro con affetto, se ti ricercherò sarà per diletto; ormai guardo abiti moderni e nuove vesti , di te avrò forse sogni e immagini celesti. Ti riporrò con cura e senza fretta, e intanto penso un titolo per questa tua targhetta. Ti lascio nel baule senza un graffio e scrivo a grandi lettere EPITAFFIO.”

  • 01 giugno 2016 alle ore 17:50
    ME NE ANDRO' SERENO

    Come comincia: Un po’ a malincuore devo riconoscere che l’unica materia di cui sono veramente esperto è la Morte. Ne conosco caratteristiche e dettagli poiché i Viaggi Astrali non sono altro che piccole anticipazioni di ciò che andremo a trovare/creare nell’Aldilà e, ad oggi, credo di aver superato le 1000 esperienze extracorporee. Con questa premessa è ovvio che una delle domande che mi viene rivolta con più frequenza è quella relativa all’atteggiamento da avere per un passaggio più sereno possibile ed in pace con tutte le Dimensioni. Come ho provato a spiegare più volte e, come ho scritto nel Manuale per Sopravvivere dopo la Morte, l’ingresso nell’Aldilà dipende da diversi fattori : prima di tutto dalla Consapevolezza raggiunta dall’individuo, poi da tipo di morte subita, dalle aspettative e dalle esperienze realizzate in vita, e ovviamente dalla capacità di perdonarsi eventuali sensi di colpa o “ peccati “. In questa sorta di “ limbo “ un po’ trovato un po’ creato è ovvio che non siamo soli e che tante energie e sentimenti confluiscono e contribuiscono alla comprensione di questo delicato passaggio. E’ anche vero però che, spesso, il rifiuto dell’evento o la repentinità della morte portano l’ Energia Anima dell’individuo a creare uno scenario tutto suo, in stretta relazione con la Dimensione Reale, ed egli rifiuta qualsiasi suggerimento ed “aiuto “. In pratica come se il soggetto si rinchiudesse in una stanza e sfuggisse ad ogni tentativo di contatto da parte di chi vorrebbe accelerare la comprensione del nuovo stato. Con queste considerazioni non credo che ci sia la ricetta magica per morire serenamente, ma di sicuro possono esserci consigli e suggerimenti per far si che la percentuale di probabile serenità sia più alta rispetto ad una condizione più passiva nei confronti del passaggio dimensionale. Odio,Rancori, Frustrazioni, Invidie, Sensi di Colpa, Gelosie, Desiderio di Vendetta, e Insoddisfazioni varie sono nemici giurati di una morte serena, ma anche le Prevaricazioni, i Soprusi, le Violenze e tutte le azioni scaturite dai sentimenti sopraelencati, dalla rabbia, dal desiderio di profitto o dall’intolleranza sono fardelli indescrivibilmente pesanti per chi desidera “spiccare in volo” in santa pace. Gesù, alcuni Santi e altri grandi illuminati non predicavano la bontà e la generosità per un ideale religioso nei confronti di un Dio buono, ma perché consapevoli delle difficoltà che avrebbe creato un comportamento diverso nel momento del trapasso e nei “ periodi “ seguenti. Il Sacramento dell’ Estrema Unzione nel desiderio intrinseco di “ far pentire “ il moribondo, tra i suoi tanti significati e scopi ha anche quello di alleggerire la Coscienza del “ peccatore “ in modo tale da renderlo più sereno al giungere della Morte, convinto di aver espiato i suoi peccati con un rapido pentimento. Non voglio addentrarmi troppo in ambito religioso, ma dar modo ad una persona morente di “ scusarsi “ di fronte ad un’autorità riconosciuta in campo spirituale è un valido sistema per creare una sorta di effetto “ placebo “ che rasserena e tranquillizza il moribondo nei suoi eventuali sensi di colpa e conseguentemente gli facilità il passaggio dimensionale.
    Giungere all’Estrema Unzione vuol dire comunque arrivare a comprendere che da li a breve, ci sarà l’evento Morte e, valido o no, abbiamo ancora qualche minuti o secondo per ritagliarci una morte serena, analizzando i propri stati d’animo e pentendosi di eventuali colpe che ci sentiamo addosso. Purtroppo però, tante morti avvengono in modo repentino ed inaspettato, senza concederci il tempo necessario per abbandonare i sentimenti negativi e tentare di avere una morte serena. Qual è dunque il segreto per “ andarsene in pace “ ? Semplice, basta non attendere gli ultimi istanti per liberarsi delle nostre colpe, ma sfruttare, per farlo, tutta la nostra vita. Un’esistenza il più possibile priva di odio, rancore, invidia, sensi di colpa, frustrazioni ecc.. E’ il Segreto per una morte serena è l’inizio di una nuova esperienza energetica fatta emozioni, informazioni, sentimenti, pensieri e tanti piacevoli ricordi.
     

  • 16 aprile 2016 alle ore 17:59
    Lettera della Vita alla Morte

    Come comincia: Lettera della Vita alla Morte
    Dimmi solo perché non dovrei odiarti? Tu arrivi ed io svanisco. Porti via i sogni più belli, le speranze i desideri e lasci intorno a te tanto dolore e tristezza.  Non hai rispetto per nessuno, arrivi implacabile e distruggi tutto ciò che io ho creato e che stavo creando. Dimmi a cosa ti serve interrompermi nell’essenza di un bambino o fermarmi sull’asfalto di una strada nel fiore della mia bellezza? A cosa ti serve annunciarti con giorni e giorni di estenuante malattia o spezzarmi per mano indegna? Come mai fai tanto male agli esseri umani e alle creature di questo Pianeta?  A volte ti presenti addirittura durante il mio primo respiro o compari in lontananza con privazioni e dolori che nessuno mai dovrebbe provare.  Non distruggi soltanto l’anima che colpisci, ma devasti l’esistenza di chi la circonda, degli amori e degli affetti che la sostenevano e che da quel momento in poi cessano di vedermi come un dono e un sorriso. Hai portato il dolore in tante case, l’inferno in tante storie.  Ti sei resa complice di mani infami e di menti perverse e non hai risparmiato al Mondo la tua brutalità. Ti sei nascosta dietro scuse, emblemi, caste, partiti, religioni o disgrazie senza mai prenderti la tua reale colpa. Ha fatto alleanze con la Natura, con il Fuoco, con l’Acqua e di tanto in tanto hai armato le mani dell’innocenza. Sei vile, vigliacca, perfida e nefasta. Vorrei maledirti con tutta me stessa e farti sentire tutto l’odio che provo per te. Tu sei un male talmente grande che non trovo cosa peggiore di te da augurarti. Io non ti comprendo, ti disprezzo e basta.

    La risposta della Morte

    Tu mi odi perché non vuoi comprendermi. Io ti libero dalla schiavitù della materia, esalto la tua energia e apro la tua Conoscenza. A me hanno dato le colpe del dolore, i disagi dell’umanità, ma non sono altro che la vittima degli errori umani. Per ignobili interessi mi hanno fatto giudice di esistenze e punizione di colpe giudicate da altri. Tu sprechi il tuo tempo e faciliti il mio arrivo, non sei educata al mantenimento della tua esistenza, ma propizi i presupposti del mio dominio convinta, invece, di allontanarmi. Tu sei la mia complice inconsapevole e, senza la tua scellerata condotta, sarei sicuramente meno presente. Per questa strana razza umana hai sempre meno valore. Ti scambiano per denaro, ti cedono per potere, ti distruggono per orgoglio, ti avvelenano, t’illudono, ti debilitano per propinarti rimedi impagabili e ti costringono ad un giogo infinito perché tu desideri ciò che non hai e paghi ciò che è già tuo. I Demoni incarnati ti nascondono la mia reale natura, ti vietano di comprendermi, di accettarmi e di tollerarmi. Sono io che arrivo in modo inaspettato o sei tu a chiamarmi perché dia valore al tuo lavoro? Mi prendo cura della tua essenza e ti preparo ad una nuova esperienza sperando che tu abbia compreso la prima. Accudisco il trauma del tuo abbandono dandoti il tempo che ti occorre per capirlo e guidandoti verso una nuova luce. Se solo la tua stirpe dedicasse qualche attimo in più al mio Mondo, alla mia Dimensione, nulla apparirebbe così insuperabile. Non sono altro che il tuo gemello in un diverso spazio, non sono altro che te stessa con un’altra veste. Mi scorgi come un nemico perché non guardi lontano, mi maledici perché non sai chi sono; io arrivo solo a coronare il tuo operato. I Culti mi usano, ma non sanno, alcuni mi bramano a tuo danno, altri mi trovano con l’inganno. Tu servi chi mi ha reso l’Orco delle Fiabe, tu alimenti chi ti costringe a desiderarmi come liberazione dal tuo calvario. Hai creduto alle maschere che mi hanno dipinto perché tu mi temessi, hai ceduto alle caste il tuo innato rapporto con me e, con ciò, hai cessato di parlarmi. Io sono solo la porta di un’altra stanza; sono il naturale scorrere degli eventi. Se tu ti guardassi dentro, scopriresti che non esisto, non sono altro che la tinta che cambia colore al tuo vestito. Quando arrivo tu, non scompari, ma scendi solo dal tuo mezzo per cavalcarne uno nuovo. Chi rimane non ha voluto imparare a guidare il tuo nuovo mezzo, non vede il colore del tuo rinnovato vestito, ti cerca tra le colpe del passato e cede alle lusinghe di chi t’imbriglia nelle file dei cancelli o nel fuoco delle tuo turbamento. Tu non mi comprendi perché non sai chi sei, né da dove vieni. Se vuoi disprezzami, ma ricordati che abbiamo nomi diversi, solo per indicare due punti di una corda che non si spezza mai.

  • 11 ottobre 2015 alle ore 19:10
    TAMARO RISUONA COME TITOLO A ME NOTO

    Come comincia: Ho vagato nel vuoto del tempo per quanti furono i miei pensieri; buio e luce si alternavano tra immagini nuove e ricordi passati fin quando l’azzurro mi colpì. Tamaro risuona come titolo a me noto. Indossavo sembianze simili alle tue, ma di passione e lussuria colmai il mio tempio e per causa loro lo lasciai. Vidi il rosso delle mie colpe colorare la porta che varcai, ma il tepore della luce mi impose il perdono ed iniziai a salire. Avevo da poco passato i tre cerchi e più volte tornai alla mia dimora. Tra lacrime e soddisfazioni scorsi inseguire le mie vesti, ma a me negavo tal visione. Cercai vendetta e giustizia e sprofondai in un pozzo grigio di pensieri angusti. Il tormento della vile mano mi coinvolse nel suo deserto e da lì compresi il fuoco. Mi chiedi dove fu la mia dimora, ma non ricordo dove vidi prima luce. Il verde circondava la mia casa e il Sole sorgeva tra due colli, ma non ricordo dove vidi prima luce. Fa per te tanta differenza? Non è forse il Mondo privo di confini? Tu ne sei la prova! Ho origini antiche, lontane nel tempo e nel cammino; ho indossato pelle e seta, oro e fango, ma in questo lampo Tamaro risuona come titolo a me noto. Vuoi moniti al tuo popolo? Vuoi vite alla tua storia? Vuoi nomi al tuo racconto? Chi varca la soglia non torna indietro, non gettare l’eccezione. Di passione e lussuria colmai il mio tempio e per causa loro lo lascia. Non c’era nobile sentimento se non la voglia di colmare l’ego. Non posso parlar di pentimento perché fui ciò che volli e non lo nego. La razza tua sceglie le colpe e le condanne, innalza tribunali e li presiede, ma non esiste ancora creatura che possiede. Ho preso quello che mi è stato dato, da Tamaro, a nessun uomo ho mai rubato. Non abita il deserto per quello che ha compiuto, ma per la presunzione di avere posseduto. Vuoi moniti al tuo popolo? Vuoi vite alla tua storia? Ricordati di me, ma senza alcuna gloria. Non ho vanti nella vita, non morali nella morte; ho solo la certezza di aver scelto la mia sorte. Vuoi vite alla tua storia? Vuoi nomi al tuo racconto? La mia è stata una vittoria, quando ho compreso è cessato il mio tormento.

  • 07 settembre 2015 alle ore 10:07
    IO SONO CLADEA E SONO VIVA DA QUANDO SONO MORTA

    Come comincia: Io sono Cladea, sono viva solo da quando sono morta. Ho un vago ricordo del calpestio dei mie piedi su un pavimento di legno scuro, un costante ritmo di chi percorre una sola scala musicale. Ho il vago ricordo di tanti volti simili al mio, ma di nessuno ricordo il nome. Io sono Cladea e sono viva solo da quando sono morta. Vedo cadere dalla mia essenza le gocce di ansia e di paura che accompagnarono la mia esistenza; mi svuoto come un contenitore grigio e finalmente mi riempio di luce. Ho volato nei sogni dei mie cari, ho urlato al vetro del mondo scuro, ho portato con me i ricordi più belli, ma quelli tristi non mi hanno dato pace. Io sono Cladea e sono viva da quando mi ricordano morta. Guardo vite sfiorire nell’inganno, guardo luci bruciare nella noia, vedo il lento spengersi dell’eterna fiamma nelle bugie dei saggi. Ho smesso di urlare, ho smesso di guardare, colgo la verità dalla mia stessa linfa e non conosco lo scandire delle priorità. Prima di fondermi con la vita vorrei che tu parlassi per me. Hai la lingua delle sfumature, parli a chi vive e parli a chi muore, parli a cielo e terra e ai morti dovrai riferire: “ Io sono Cladea e sono viva da quando sono morta, ho vissuto accatastando ricordi e beni, emozioni e paure, sentimenti e frustrazioni. Di tutto ciò ho fatto la mia esistenza senza comprendere ciò che aveva scopo e ciò che non ne aveva. Quando la luce mi colpì fu presa da spavento e condannai la mano che mi illuminò; quando la luce mi avvolse compresi la mia paura e perdonai. Più sincero fu il mio perdono più vidi salire la mia linfa, meno ricordi avevo e più la luce mi avvolgeva. Un pensiero triste fu un giogo che mi trascinava, la nostalgia di un bene fu la caduta nella grotta, le mie urla al vetro furono la casa nella tomba. Di scelte scomode fai la tua esistenza, combatti l’inganno dei cappucci e apri i cinque sorrisi dell’altruismo. Rispetta i tempi della tua prova, comprendi le distanze tra le linfe, nulla sarà più così, nulla avrà peso se non i ricordi di quando eri morto. Io sono Cladea e sono vivo da quando sono morta. Tu, hai la lingua delle sfumature, parli a chi vive e parli a chi muore; ascolta chi è vivo e riferisci ai morti.
     

  • 20 maggio 2015 alle ore 18:23
    Il Rituale del Letto

    Come comincia: Con il passare degli anni ho dovuto elaborare delle strategie per riuscire a dormire in modo tranquillo senza sdoppiarmi. Ho notato che la posizione del corpo, la disposizione dei cuscini e lo stato mentale che precede il sonno influenzano notevolmente le mie esperienze notturne e un bel giorno mi sono messo ad analizzare il “ rituale del letto “. Se vi entro con l’idea di dormire e mi distendo supino con un solo cuscino sotto la testa nel 90% dei casi mi sdoppio ed esco dal corpo, mentre se inizio la fase di sonno disposto su un fianco riesco a rilassarmi senza dovermi preoccupare di “ vibrazioni “ o OBE. La posizione che in modo spontaneo assumo è sempre la solita e non varia di un centimetro. In un primo momento credevo che fosse una semplice posizione comoda che il mio corpo e la mia mente avevano memorizzato nel corso degli anni, ma ogni minima variazione influenzava troppo il mio stato, quindi decisi di analizzarla scoprendo delle particolarità curiose. La prima posa che assumo è troppo insolita per essere casuale, a nessuno verrebbe mai naturale disporsi in tale modo. Tracciai un disegno in base alle linee che il mio corpo creava disteso sul letto e notai che era un genere di simbolo che avevo visto più volte. Le braccia in alto si intrecciavano componendo una specie di croce, mentre le gambe si disponevano formando un’acca. Dove avevo visto quel simbolo? Anche la posizione dei piedi non lasciava dubbi, se non per il fatto che tendo sempre ad oscillare un piede in modo costante e ripetitivo, come se stessi scandendo un tempo. Disteso sul fianco sinistro tengo la gamba sinistra distesa e la destra ricurva come la lettera acca, con il piede inarcuato a tal punto da creare un’ulteriore significativo dettagli. Ancora più stravagante era però questo intreccio delle braccia con i gomiti esterni e le mani appoggiate sotto il collo. La posizione non è certo comoda, e difatti non sono mai riuscito a capire come facessi a dormire in quel modo, ma sistematicamente ripetevo questo rituale ogni sera prima di addormentarmi. Le linee guida che avevo tracciato mi mostrano evidenziavano questi due elementi, la lettera acca e la croce sopra di essa. Dove avevo visto questo simbolo? Non feci altro che fotografarlo e fare una ricerca su internet e, senza ombra di dubbio google continuava a mostrarmi il simbolo del Pianeta Saturno. Bene, avevo trovato un elemento importante o, se non altro, una curiosità divertente. Ogni sera, sotto le coperte del mio letto, riproducevo con il corpo il simbolo di Saturno, ma quale significato aveva? Avevo smesso di credere alle coincidenze, ma questa aveva tutto l’aspetto di esserlo e, essendo per natura scettico, cercai di trovare le differenze tra le linee che avevo tracciato e le varie rappresentazioni che avevo trovato sul web. Più cercavo differenze e più trovavo somiglianze, ma lo stupore maggiore lo ebbi quando andai a ricercare il significato “ esoterico “ di questo simbolo. Ve lo riporto così come l’ho trovato:
    “Il simbolo di Saturno è composto da due elementi, la croce superiore che è il simbolo della materia concentrata o materializzata, con la caducità e i cicli di nascita-vita-morte ad essa collegata, e la mezza luna, un elemento che indica ricettività. La porzione inferiore della mezza luna del simbolo di Saturno indica anche la falce, simbolo di saturno o per lo meno della deità collegata al pianeta nella mitologia antica romana avente l'omonimo nome, Saturno Dio della morte e dell'oltre tomba, dio per antonomasia della caducità della vita che ingoiava i suoi stessi figli per indicare che tutto ciò che nasceva nella materia ad essa tornava morendo. Saturno è collegato all'idea che nulla venga perso, ma riutilizzato quando la morte o la fine dell'esistenza arriva allora ciò che non è più, diventa altro, per tornare nel ciclo dell'esistenza. Saturno detronizzò suo Padre Urano, cosa che simboleggia l'evoluzione dal vecchio regime (la morte) ad uno nuovo (rinascita) il tutto in linea con il simbolismo di Saturno. Nel simbolismo cinese, il simbolo di Saturno incarna il concetto di sovranità, il controllo imperiale nel regolamento. Nel simbolismo animale, Saturno storicamente governa serpenti, topi, volpi, draghi e rapaci notturni come il gufo, è interessante notare che il gufo è comunemente frainteso riconosciuto, ad esempio, come un simbolo di morte. Questo errore potrebbe aver avuto origine dalla sua antica associazione con Saturno. In alchimia simbolico, il simbolo di Saturno raddoppia divenendo un simbolo che indica il piombo: l'Alchimia filosofica descrive il piombo come un componente della trasformazione causata dall'indurimento, il rafforzamento e la forza di volontà incrollabile, uno stato di cambiamento che precede gli altri cambiamenti nella interiorità del ricercatore.”
    Questa, come altre spiegazioni, evidenziavano un passaggio importante : Vita- Morte , Materia – Spirito. Mi rispecchiava decisamente, ma non ne vedevo una grande utilità. Trovai attinenza anche con quel lento oscillare del piede che scandiva un ritmo pacato e rilassante. Nei passaggi successivi delle mie posture notai che riproducevo anche il simbolo con cui viene rappresentato Plutone; dunque nel mio letto c’era il sistema solare? Rimango dell’idea che sia una semplice coincidenza e sposo invece in pieno la “ teoria “ che con una battuta tutta in stile toscano, mi espose un amico quando gli accennai dell’insolita scoperta. Dissi : “ Sai che ho scoperto che durante il sonno riproduco il simbolo di Saturno ? “ Per forza, con tutti quegli anelli. “ Rispose lui guardando le mie mani. Da queste posizioni, da questi cuscini spostati e da queste notti insonni iniziano i miei Viaggi e le mie scoperte; una passeggiata tra le Dimensioni o tra le nuvole, tra i pensieri o tra le anime, una passeggiata tra la Vita e la Morte.

  • 09 maggio 2015 alle ore 11:11
    Dammi un nome

    Come comincia: Sono l’evento che sancisce la purezza dell’ Amore. Sono il piacere della Mente e la comprensione  dell’ Esistenza. Sono la sconfitta delle paure e la nascita dei Ricordi. Sono il male assoluto della Materia e l’estasi dello Spirito. Non ho rivali, non ho concorrenza, sono l’essenza pura del tormento e del godimento. Sono la fonte della Sapienza e la meta dell’ Ignoranza. Sono la luce della Ricerca e il buio della Sostanza; sono la Calma della tempesta e la bufera della Quiete. Sono il foro nell’ Universo e il nascondiglio nella Terra. Chi mi sente mi Odia, chi mi vede mi Ama. Tu che sei passante tra l’odio e l’amore dammi un nome perché la gente mi brami o mi tema.
     
     
     
     

  • 03 marzo 2015 alle ore 18:44
    Acqua & Anima

    Come comincia: Se ci chiedessimo di paragonare l’Anima ad un elemento conosciuto affinché fosse comprensibile il suo ruolo sulla Terra e nella Vita, potremmo azzardarne la similitudine con l’Acqua. Questa è praticamente ovunque, in ogni essere vivente, ma anche quando le creature terminano il loro ciclo vitale l’acqua non scompare, si trasforma, si combina con altri elementi, magari si colora diversamente o muta stato fisico, ma non scompare. E, l’acqua, dotata di grande memoria, porta con sé il ricordo delle vite passate, dei recipienti che l’hanno contenuta, porta con sé la capacità di riconoscere gli atomi con cui legarsi; in ogni piccola goccia di questo straordinario liquido ci sono milioni di informazioni che le consentono di modificarsi. Ma ogni singola goccia di liquido tende comunque a ritornare alla propria origine, ad un bacino più grande. Così i fiumi confluiscono in mare o nei laghi o, se evapora, costituisce le nuvole, fino a ricadere a terra in un eterno ciclo. Anche quando è stata parte di un essere vivente, alla morte di questi trova comunque la strada per tornare al proprio mare. L’acqua compone in buona parte il nostro sangue e il nostro corpo, ha imparato a convivere in viventi delle più disparate nature, è presente e fondamentale in un’infinità di processi chimici. ma oltre qualunque trasformazione è in grado di ricomporsi, di tornare all’origine, quasi subisse un richiamo ed un’attrazione dal luogo in cui infinite gocce partono per poi tornarvi. Qualunque sia stato il percorso individuale che le porterà di nuovo all’Oceano, lì giunte possono dimenticarsi di tutto, purificarsi totalmente. Hanno fatto la loro strada, sono state frutta, fiumi, sangue, orina, hanno nutrito fiori e piante, ed ogni goccia ha assunto tante forme e ha vissuto tante storie, ma alla fine quello che ha fatto in tutta la sua esistenza non è stato altro che ricercare l’ Oceano, e solo lì si renderà conto di essere tornata a casa. Così è l’Anima o Essenza Divina, abita ogni creatura in gocce diverse, attraversa numerose vite, cambia forma a seconda del “recipiente” che la contiene, porta dentro di sé il bagaglio delle sue esperienze, nutre i corpi e le menti. Ma quando la materia muore questa energia non scompare, ma semplicemente si trasforma pronta ad adattarsi ad altre dimensioni, entrando in circolo in un altro contesto, o purificandosi dall’inquinamento dei peccati, dei sensi di colpa, delle frustrazioni. A volte è costretta a rientrare nel ciclo terrestre perché il passaggio successivo sia più puro del precedente. Spesso resta contigua all’abito materiale, tanto forti sono i suoi legami nei confronti di quel vissuto. A volte ristagna lunghi periodi in squallide pozze morali perché convinta che quello sia il suo posto. Altre volte, invece, scorre velocemente alla ricerca del suo mare sperando che l’accolga tra le sue acque in modo da terminare questa corsa. Quando abbandona la dimensione reale, spesso, è spaesata e disorientata, ma istintivamente sa che qualunque cosa succeda, il suo ultimo scopo è quello di tornare all’Energia Madre che l’ha prodotta e sa, inoltre, che questo mare di energia l’accoglierà solo quando sarà pura e libera da ogni contaminazione materiale. Temporaneamente Corpi, Eternamente Anime, la morte non esiste ... [ ... ] - Ensitiv

  • 07 febbraio 2015 alle ore 19:52
    Cielo e Terra

    Come comincia: Il Cielo e la Terra sono due amanti separati dall'orgoglio. Il primo vanta l'eterea essenza dello spirito, la seconda la vita della materia. Entrambi vogliono il privilegio dell'importanza, ma se pur divisi non riescono a fare a meno l'uno dell'altra. Il Cielo piange la sua pioggia e dalle lacrime la Terra colora la sua esistenza e affida al vento i messaggi da portare al suo amante. Spesso il Cielo si infuria e le invia tutte le peggiori ingiurie. Lei è paziente, ma sa affrontarlo mettendo un muro di nuvole e grigiore. Lui non sa rimanere per lungo tempo in collera con lei e nei giorni più sereni coglie un fiore di tela, ci appende un cuore intrepido e lo lancia a lei come un messaggio d'Amore. Chi vive tra tra Terra e Cielo conosce la Simpatia che c'è tra i due e nel momento in cui discende o sale scorda il messaggio, ma porta un sorriso. ;)

  • 31 dicembre 2014 alle ore 13:03
    BUON ANNO

    Come comincia: Credo che non dovrebbe passare un solo giorno senza che un individuo ambisca alla propria Crescita Spirituale e alla propria Evoluzione Culturale. Ogni giorno passato sulla Terra l'uomo dovrebbe porsi la domanda su come essere migliore, come migliorarsi e su come rendere pulito, sicuro e abitabile il proprio Pianeta, anche per le generazioni future. Il 2014 è stato per molti, troppi, un anno rivolto quasi esclusivamente alla ricerca di una dignitosa sopravvivenza. Il mio Popolo è stato tediato da incompetenza politica, tasse, crisi economica, emergenze sanitarie e umanitarie, tutto ciò voluto e creato per distrarlo dalla sua ovvia e normale evoluzione. Non siete quello che vogliono farvi credere di essere, non siete i burattini di nessun governo e di nessuna casta, non siete un triste popolo di operai del sistema costretti a denudarvi dei vostri talenti e della vostra intelligenza per rispondere alle necessità economiche di uno Stato che non vi tutela. Siete un Popolo Fiero e degno di costruirvi e guidarvi senza i burattinai del potere. Il mio augurio per il 2015 è che l' Italia come il resto del Mondo in ogni suo individuo, persona o creatura si Risvegli ed esca da ogni schieramento politico, sociale, religioso o culturale. Disertate gli appuntamenti elettorali, diminuite l'ossessivo uso dei cellulari e della tecnologia, riducete l'utilizzo dei mezzi a motore e riscoprite la vostra Connessione con ogni elemento della natura. Il Denaro, il Potere, l' Ambizione, il Riconoscimento Sociale non vi faranno fare nemmeno un mezzo gradino in più sulla vostra scala evolutiva. Siate gentili e generosi, altruisti e rispettosi dell'ambiente che vi ospita e vi circonda, trattate con amore e affetto ogni più piccola creatura che con voi condivide l'esistenza terrena. Abbiate una sola e costante ambizione; deve essere un tarlo che non abbandona mai la vostra mente e che vi accompagna in ogni momento della vostra giornata. Questa ambizione, l'unica che vi concedo, è l'incorruttibile voglia di Crescere Spiritualmente fino a dominare la Consapevolezza Cosmica e Divina. Buon Anno.
     

  • 22 dicembre 2014 alle ore 10:04
    Buon Natale

    Come comincia: Ho trovato in un negozio un regalo di Natale che costa pochissimo, era impolverato, quasi dimenticato tra gli scaffali delle modernità. L'ho dovuto tirare fuori tra mille cose inutili, ripulire, renderlo lucido e presentabile. È un regalo semplice di quelli che si comprano con due spiccioli. Ci ho allegato un biglietto che recitava cosi : " Ricordati di non giudicare perchè chiunque è in grado di trovare difetti ed errori; non lamentarti, se pensi e leggi sei gia più fortunato di tanti tuoi fratelli; non dividerti, non c'è colore o credo che valga una separazione; non piegarti, nessuno vanta diritti su di te; non prevaricare, non sei meglio di nessun altro; non odiare, l'odio non costruisce, distrugge; dimentica il passato, ma cerca di ricordare da dove provieni; sorridi e se non vuoi farlo per te, fallo per chi ti guarda. Ho scritto questo biglietto sopra il regalo che voglio farti, ti tendo la mano per augurarti Buon Natale...Attento a non sporcarti, di solito non mi scrivo sulle mani.

  • Come comincia: Quest'anno avevo tanti buoni propositi Natalizi; mi piaceva l'idea di godermi un Natale fresco nelle sue temperature e caldo nella sua familiarità. Purtroppo però ho avuto la malaugurata idea di frequentare in questi giorni il Centro della mia città, non per i famosi regali, ma per la semplice necessità di uscire a raccogliere le idee. Mentre passeggiavo evitando la folla che gia si accalcava nei negozi riflettevo sul metodo applicato dal " sistema " per renderci " donatori " del denaro duramente guadagnato e risparmiato. Gli addobbi vengono sistematicamente messi prima per invogliarci a spendere, l'atmosfera natalizia è creata a tavolino perchè sia un vero e proprio incentivo al consumo e le file di persone sono pressate nei negozi a conteggiare i pochi spiccioli per la doverosa obbligatorietà di ricambiare o fare un regalo. Mentre passeggiavo non mi sembravano affatto felici compratori di necessità, ma malinconici contribuenti che versano nel nulla le loro risorse. E' triste vedere che un popolo così fiero si sia ridotto ad un numero di fronte ad una cassa. Dove è finito lo spirito del Natale, quella festa tanto religiosa e tanto sentita che dovrebbe insegnare ai bambini la generosità , l'altruismo, la collaborazione familiare e il rispetto delle tradizioni. Festeggiamo la nascita di Gesù facendo tutto il contrario di ciò che , probabilmente, avrebbe desiderato? Che significato ha, ricordare un compleanno tradendo i principi del festeggiato? Da una parte è anche vero che, oramai, il Natale è tutto forchè una festa religiosa, ma anche eliminando l'elemento " divino " , ove si volesse ricordare semplicemente la nascita di una persona speciale come Gesù, di sicuro non stiamo onorando i suoi principi. Yehoshua desiderava che ci staccassimo maggiormente dalla materialità per dare più voce e spazio alla parte spirituale, per dialogare con la nostra anima incuranti delle necessità del corpo e degli aspetti sociali della vita terrena, mentre noi, ci prepariamo al Natale con la frenesia degli acquisti, l'ansia per i regali e per il pranzo e lo sfarzo del nostro miglior vestito. Anche la Chiesa è entrata in questo virtuoso gioco di apparenze, del resto vige la regola dove più sfarzo hai, più seguaci ottieni... A chi, dunque, rimane il compito di tramandare il vero spirito natalizio? Chi è il portavoce del messaggio cristiano? Anche nel momento in cui si vedono atti di sincera generosità vengono riportati come fenomeni rari e notizie sensazionali rivolte ad esempi da seguire sperando che suscitino un maggior desiderio alla spesa e al consumo. Siamo numeri che abitiamo una realtà creata per aumentare la nostra produzione, ovini da mungere e agnelli sacrificali di un potere nascosto che manipola e sfrutta tutti i nostri sentimenti e, l'assurdo è che lo fa convincendoci di essere liberi nelle scelte e nello stile di vita. Sembra un luogo comune, una leggenda metropolitana o una teoria complottista, ma Natale non è più Natale e forse non lo è gia da molti secoli. Personalmente credo di prepararmi a questo evento così : luciderò come abito il mio più bel sorriso, non quello di tutti i giorni, ne voglio uno che racconti un buon esempio; scalderò le mie mani perchè se ne stringo una, non ci sia quella spiacevole sensazione di freddo; preparerò dei pacchetti con dentro una busta e una scritta che ricordi alle persone a me care che gli voglio bene e guarderò più spesso le Stelle per omaggiare Gesù con un pensiero. Io affronterò così il mio Natale, non perchè sia giusto o sbagliato, non perchè sia bello o brutto o perchè debba giudicare chi lo farà diversamente da me, ma semplicemente perchè questa gioia nel cuore che dovrebbe prenderci durante le feste, mi piace pensare di averla dentro di me ogni giorno.

  • 03 novembre 2014 alle ore 17:35
    Preghiera Laica per i Defunti

    Come comincia: Mi è stato chiesto di dedicare un pensiero '' laico '' ai defunti. Ho elaborato così la mia '' preghiera '' :
    ''Ti ho voluto bene quando eri provvisto di corpo e te ne voglio ora che ne sei privo. Ti auguro di essere sereno nella tua nuova dimensione, di seguire la tua strada senza sguardi nel passato e di essere totalmente consapevole della tua nuova essenza. Svingolati dai richiami della materia e dalle frustrazioni della morte e proteggimi con le potenzialità del tuo nuovo stato. Se per te c'è un percorso che prevede nuova vita, ti auguro di ricordare i tuoi talenti e di far tesoro dei tuoi errori; se per te c'è un percorso che prevede il ritorno all'energia madre, ti prego di illuminare il mio cammino terreno. Ti ho voluto bene quando eri provvisto del tuo corpo e te ne voglio ora che ne sei privo. Tra me, te e tutto il mondo nelle sue varie dimensioni che esista solo Amore e Pace. ''

  • 12 maggio 2014 alle ore 17:51
    La metamorfosi della crisalide

    Come comincia: Aveva appena terminato il suo faticoso lavoro, lo aveva fatto meticolosamente preoccupandosi di creare quel giaciglio che lo avrebbe custodito e protetto ma che, allo stesso tempo, lo avrebbe visto morire. Con precisione e istinto aveva scelto il posto più adatto per collocarlo, lontano da occhi indiscreti e al riparo dalle intemperie più dure. Nessuno sapeva che età avesse, quanto sarebbe rimasto all’interno del suo giaciglio o lo scopo di quello strano percorso, ma chiunque lo avesse visto avrebbe saputo già che di lì a breve ci sarebbe stato un grande mutamento. Da questi piccoli passi, da questo naturale evento il Bruco diventa Farfalla. Metamorfosi, Trasformazione, Morte e Rinascita? Non è importante trovare il nome adatto o corretto, non è nemmeno importante comprendere l’esatto meccanismo che regola questo passaggio, ma quello di cui ci occuperemo è di scoprire se entrambi possono comunicare tra loro. Da una parte abbiamo il nostro bruco/crisalide la quale termina la prima parte della sua esistenza che lo ha visto strisciare sulla terra per iniziarne una totalmente nuova che lo vedrà svolazzare di fiore in fiore, dall’altra una farfalla che forse non si ricorda affatto di essere stata bruco, ma sa che la sua “prole” avrà nuovamente quelle sembianze. Un bruco e una farfalla, aventi entrambi la medesima origine, nati l’uno dall’altra riusciranno a comunicare? Ogni essere vivente della stessa specie ha una sua forma di comunicazione per cui, se si analizzasse tutto in modo scientifico, dovremmo scoprire che dall’alto del suo volo, la farfalla avrà il modo di contattare un bruco, non ovviamente quello da cui è nata poiché non esiste più, ma un altro bruchetto che magari è in ritardo nel suo percorso evolutivo. Da profano quale sono credo che la comunicazione tra i due non sia più necessaria, poiché ormai è terminato quell’ evento che  garantisce la continuità della specie. Bruco e Farfalla provengono l’uno dall’altra e non possono" parlarsi “; appartengono a due realtà diverse, ma solo per il fatto che il bruco non vedrà mai la farfalla e viceversa, non si può certo dire che l’uno e l’altra non esistano o non siano esistiti. Il corpo muore e l’Anima prosegue la sua eterna esistenza svolazzando tra una dimensione e l’altra, gli altri corpi attendono il momento del loro mutamento ma ad entrambi non è consentito più interagire fra loro perché ormai è terminato il percorso che garantiva la continuità della specie. Ho fatto spesso questo paragone, e non credo di essere stato l’unico, poiché si sposa perfettamente con il normale processo di separazione tra Anima e Corpo. La morte non è mai la fine di tutto come alcuni si ostinano ancora a pensare, ma non è altro che una trasformazione e un passaggio, dove un corpo prettamente fisico, ma con al suo interno una parte energetica, termina di esistere e lascia libera la sua essenza vitale. I viventi difficilmente riusciranno a comunicare con questa eterea essenza, ma l’incapacità o la non possibilità di contatto non devono certo essere il presupposto per credere che l’essenza vitale, con tutto il bagaglio di ricordi ed esperienze accumulate in vita, non esista o costituisca il motivo per disperarsi per il resto della propria esistenza. Sono profondamente convinto che ci sia una legge matematica che regola il passaggio tra la Dimensione Reale e quella cosiddetta Astrale e quando questa legge sarà scoperta o comunque codificata, la comunicazione tra le due realtà diverrà sicuramente più facile.
    In attesa che sia fatta più luce su questo aspetto non possiamo far altro che cercare di comprendere, per ciò che ci è concesso, i meccanismi che regolano questo evento. Come in ogni buon film, il finale è quello che determina il significato della storia, solo dopo aver visto il finale siamo in grado di giudicare in modo obbiettivo il film, perciò possiamo dire, con un’ampia licenza da regista, che il fine ultimo di una storia, un racconto o un percorso in genere lo si comprende dalla sua fine. Se chiedessi quale è lo scopo ultimo della vita potrei ottenere una serie di risposte a seconda dei soggetti interpellati, chi direbbe la realizzazione, chi la serenità, chi la procreazione ecc.. Tutte tappe importanti, ma molto soggettive e se queste fossero lo scopo finale vorrebbe forse dire che chi non è riuscito a realizzarsi pienamente, non ha compreso il fine ultimo dell’esistenza? Non credo che un progetto così bello come la Vita di qualunque creatura, sia soltanto finalizzato al raggiungimento delle proprie aspettative. Mi piace di più pensare che lo scopo che legittima la vita non sia altro che la morte. Io esisto e vivo in questo Mondo terreno con il solo ed unico fine di Amare, Capire e Morire e solo attraverso questo passaggio sarò in grado di comprendere il significato della mia esistenza per rinascere o tornare all’energia di origine.
    Purtroppo nella quotidianità siamo costretti ad assistere ad ogni genere di morte e, che ci tocchi da vicino o in modo marginale, ne rimaniamo sempre sconvolti, angosciati e spesso spaventati. La cronaca della tv o dei giornali ci narra ogni giorno di incidenti, omicidi, malattie ecc... E da un po’ di tempo a questa parte si sono anche moltiplicati quei programmi che ricercano case infestate, disturbano anime e cacciano i così detti fantasmi, aumentando ancora di più il timore che abbiamo nei confronti del trapasso e dell’aldilà. La morte è talmente naturale che è concessa a tutti, ma sull’eternità dell’elemento anima penso ci sia ancora molto da imparare.  Chi diventerebbe triste per la farfalla sapendo che si sta godendo tutte le migliori bellezze della natura? E’ ovvio che la perdita di una persona cara ci lasci sempre tristi e più soli, ma se sapessimo con esattezza cosa succede ai nostri cari defunti, saremmo sicuramente meno addolorati per la loro dipartita Ci stanno vicino, ci parlano, cercano continuamente di comunicare con noi e le nostre lacrime, la nostra disperazione non fanno altro che renderli tristi, aumentare la loro frustrazione e il proposito di rimanere più a lungo nella dimensione reale, non perché lo desiderino, ma semplicemente per cercare di alleviare il dolore che noi stiamo provando. La morte da sempre un problema solo per i vivi, ma il dolore dei vivi, può creare qualche problema anche ad un defunto, perché può ritardare il suo percorso di purificazione. Dobbiamo essere consapevoli che il distacco non è mai una perdita definitiva, nell’immediato procura tristezza, ma è finalizzata ad una gioia futura. A tal proposito mi viene in mente una definizione che un personaggio, di cui non ricordo il nome, diede sulla morte quando gli fu chiesto cosa ne pensasse. La paragonò ad una Stazione di partenza ed una di arrivo. Nella prima amici, famigliari e conoscenti che salutano addolorati colui che se ne va, nella seconda invece altre mani e voci che festosamente applaudono il suo arrivo. Se poi volessimo sperimentare la capacità del “ nostro caro” di comunicare con noi, almeno per il tempo di permanenza nella dimensione astrale, io azzarderei a proporre un accordo con la persona che sta per lasciare questa vita in modo consapevole. Supponiamo che la vostra adorata nonnina abbia ormai raggiunto i 119 anni e sia pronta, in modo abbastanza lucido, ad entrare nel “ fantastico “ mondo dell’aldilà. In una situazione del genere, cercherei di mettermi d’accordo con la nonna per una sua manifestazione in un determinato punto della casa, magari richiamata da un brano musicale che le piace o da un oggetto che le sta particolarmente a cuore e che racchiude parte della sua “ energia “. Mi accorderei anche sulle modalità con cui dovrebbe o potrebbe farmi avvertire la sua presenza, ad esempio l’accensione e lo spegnimento, senza cause apparenti, di un qualche dispositivo luminoso o elettrico particolarmente sensibile ai cambi di flussi energetici. Sappiate che non sarà possibile fargli accendere l’aspirapolvere e tanto meno fargliela passare, ma ci sono alcuni “ apparecchi “ che si illuminano con il passaggio di una fonte energetica o alcuni tipi di sensori che possono essere manipolati e attivati con piccoli movimenti o cambi di intensità del campo magnetico. Questo esperimento può sembrare banale e superficiale, ma se darete alla vostra cara nonnina i riferimenti giusti e gli strumenti adatti per manifestarsi e, ovviamente, se ne avrà voglia ed interesse, vedrete che i risultati vi stupiranno. Non può essere provato per lungo tempo poiché la permanenza consapevole nella dimensione interagente con quella reale ha una sua durata definita, successivamente la nonnina potrà anche diventare uno spirito guida ma comunque sarà sempre lei a decidere come interagire con voi. L’energia Anima ha la sua conoscenza e consapevolezza, ha i suoi ricordi, recepisce le emozioni e vede ciò che succede nel mondo reale, di diverso da noi, ha solo la consistenza e la visione degli ambienti che frequenta. Per questo motivo è importante, per rimanere nell’esempio di cui sopra, che prima che avvenga il trapasso, precisiate i dettagli che entrino a fare parte del suo ricordo e che siano semplici da seguire anche nella nuova condizione.  Provo in modo semplice a spiegarvi cosa potrebbe succedere se tutto sarà fatto con molta serenità e tranquillità.
    L’Energia Anima del vostro caro (nel caso del nostro esempio della “ nonnina “ ) porterà nel suo bagaglio di ricordi questi appunti mentali che le avete lasciato, come un qualcosa da fare e da ricordare. Come vi ho detto non sarà semplice perché il tempo ed i modi con cui l’Anima interagisce nelle Dimensioni sono totalmente diverse dai nostri concetti, ma per assurdo possiamo supporre che questa energia consapevole mantenga la “ memoria “ e sia attratta da un ipotetico oggetto che contiene la sua “ essenza “. Una volta che avrà compreso di trovarsi vicino a questo, ricorderà, presumibilmente, l’accordo fatto precedentemente al trapasso e tenterà di far sentire la propria presenza. Come ho spiegato se fosse tutto così semplice, ci ritroveremo una casa psichedelica per l’accensione e lo spegnimento delle luci, ma se alcuni fattori importanti, quale la consapevolezza della propria morte, l’accettazione di questa nuova dimensione e la volontà di interagire con il mondo reale, coincideranno, nei giorni successivi alla morte della vostra amata nonnina centenaria, sarà possibile assistere a qualche fenomeno confortante. Oltre a questo vorrei però ricordare che il mondo degli spiriti è costantemente in contatto con noi, interagisce con la nostra anima con interventi spesso essenziali alla nostra sopravvivenza: intuizioni, colpi di fortuna, interventi miracolosi, coincidenze o casualità sono tutti nomi che abbiamo dato a particolari eventi che spesso ci hanno sorpreso e di cui non sappiamo l’esatta origine. Una frenata improvvisa, una cintura allacciata all’ultimo momento, o quello strano presentimento che ci ha fatto fare la giusta valutazione sono, frequentemente, interventi del mondo spirituale e dei nostri cari che intendono preservarci, aiutarci o proteggerci. Non bisogna essere religiosi per credere agli Angeli Custodi o agli interventi Divini, bisogna semplicemente avere una mente aperta a tal punto da rendersi conto che oltre la nostra Dimensione fatta di “ realtà “ tangibile, ne esistono altre prettamente energetiche, con altre frequenze vibratorie ed altre densità. L’uomo è da sempre molto egocentrico, convinto di essere il padrone dell’Universo e attaccato a questa tradizione culturale che lo vede protagonista nella Creazione o nella scelta Divina, ma la sua esistenza nella forma attuale è dovuta più ad una casualità che ad una volontà e non preclude né esclude altre forme vitali pensanti. Per assurdo, noi siamo l’ibrido più sconosciuto a noi stessi. Abbiamo imparato ad aggiustare la macchina, sappiamo tutto o quasi delle componenti del veicolo, di come funziona il carburante che lo spinge, del cervello che lo guida e di cosa succede al mezzo quando ha terminato la sua funzione, ma della scintilla che lo mette in moto e consente a tutto questo insieme di elementi di funzionare non sappiamo assolutamente nulla, come del resto non sappiamo con certezza cosa ci aspetti alla fine della nostra esistenza terrena. Nell’antichità c’era molta più consapevolezza del destino dell’uomo, del suo stretto rapporto con le Stelle e l’Universo, ma con l’evoluzione anche se sarebbe più opportuno, a mio parere, parlare di evoluzione inversa, ha perso la capacità di comunicare con la parte spirituale di se e con il resto delle creature viventi. Ha drasticamente distrutto gli elementi naturali che favorivano questa comunicazione, ha ridotto il rapporto con le altre specie animali ad una sorta di sudditanza o sfruttamento, distruggendo lentamente il proprio naturale habitat per crearne uno tutto nuovo improntato sulla materialità, sullo spreco delle risorse e sulla sopraffazione dei fratelli più deboli. A completare questo quadretto di autodistruzione una casta di faccendieri che hanno privato l’Umanità degli elementi che avrebbero favorito il vero sviluppo spirituale e la rinascita di una nuova consapevolezza.  Ed ecco che ancora oggi, molti di noi, sono convinti che una Religione sia più giusta rispetto ad un'altra, che i precetti scritti dagli uomini e spacciati come parola di Dio vadano seguiti alla lettera anche a scapito dei nostri simili; che l’Universo sia abitato esclusivamente dalla razza umana, che l’Anima non esista e che la Morte sia la fine di tutto. Auguriamoci che i nostri figli siano i portatori di una nuova consapevole realtà, fatta di altruismo, amore, ecologia, solidarietà e rispetto per ogni forma vivente. Che possano sentire meglio di noi quel legame che rende ogni essere umano fratello e sorella dell’altro, non perché provenienti dallo stesso ceppo genetico, ma perché portatori di un’essenza vitale che ha per tutti la medesima origine. Auguriamoci che possano comprendere di non essere, prevalentemente, un corpo fisico con dentro un’Anima fatta di spirito, ma soprattutto uno Spirito Energetico a cui è stato dato un corpo affinché interagisse e vivesse l’esperienza terrena. Forse per molti di noi è tardi e difficile sdoganare centinaia di anni di tradizioni e cultura per guardare con occhi diversi la vera natura umana, ma possiamo far si che, alle nuove generazioni sia data l’alternativa di scegliere in cosa credere o cosa pensare semplicemente non nascondendo più dietro dogmi o segreti le poche conoscenze che abbiamo sulla realtà spirituale e cosmica, ricordando loro soprattutto che l’Anima non è una prerogativa delle religioni, se ne può parlare anche senza dover frequentare chiese, templi o moschee, si può credere in un Dio senza per forza doverlo chiamare con un nome che altri hanno scelto, si può essere buoni senza dover seguire nessun comandamento o testo sacro, anche perché i precetti morali sono già stampati in noi, ma soprattutto sarebbe bello che imparassero e si rendessero conto che la Morte è soltanto l’inizio di una nuova ed eterna esperienza che va oltre la conoscenza e l’immaginario umano. La Vita è un bene prezioso ed una scuola essenziale perché la nostra eternità si realizzi e tutti tornino a far parte dell’unica matrice. Ogni esperienza vissuta nel Mondo reale rientra in un progetto divino che non ha inizio con la nostra nascita, ma che fa parte del ciclo stesso dell’Anima che ci viene affidata, pertanto, indipendentemente dalle esperienze che siamo costretti a subire e che a volte ci sembrano così ingiuste ed inopportune, dobbiamo renderci conto che rappresentano un piccolo passo di questo grande percorso previsto appositamente per noi. Le macchine si rompono, invecchiano, si distruggono o purtroppo spesso non fanno nemmeno in tempo ad uscire dalla fabbrica e viaggiare per pochi km che già sono costrette a fermarsi, ma per ogni mezzo, auto o veicolo che finisce di trasportare il pilota, ce ne è uno nuovo pronto a sostituirlo e, magari, a colmare i difetti del primo. Auto e pilota avranno così la possibilità di ripartire per un nuovo tratto di strada, un percorso che cercheranno di finire nel migliore dei modi, fino al punto in cui non ci sarà più bisogno dell’uno e dell’altro. Ho usato questo paragone perché rappresenta perfettamente quello che è in realtà un essere umano. Il veicolo è il nostro corpo e il pilota la nostra Anima, per comunicare hanno bisogno entrambi della Mente che funziona da traduttore, ma quello su cui mi voglio soffermare è l’importanza che nella quotidianità diamo al veicolo e al pilota. Per buona parte della nostra esistenza siamo più preoccupati dell’auto che di chi la guida, facciamo di tutto perché il nostro mezzo piaccia, sia in forma, abbia successo, possa godere dei benefici di un buon stato sociale, si approfitti della quantità di risorse che la Terra offre ecc.. senza minimamente dedicare anche solo la metà del tempo che dedichiamo al corpo anche alla nostra Anima. E’ normale allora che dando così tanta importanza al veicolo, nel momento in cui questo, viene meno alla sua funzione, siamo presi dalla disperazione e dallo sconforto e ci sembra di aver perso totalmente la persona a cui eravamo tanto affezionati. Se dessimo, invece, più importanza alla parte spirituale, come facevano alcuni popoli antichi, scopriremmo che la persona venuta a mancare,  non è affatto scomparsa, ma non avendo più il naturale mezzo di trasporto userà obbligatoriamente un modo diverso e complesso per interagire con la realtà e quindi comunicare con noi. Saremmo sicuramente meno disperati se riuscissimo a comprendere che il nostro caro non era soltanto rappresentato dai lineamenti  del viso o dal colore dei capelli e degli occhi, dalla struttura fisica ecc.., ma dall’insieme dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti e delle sue esperienze, che di sicuro non avranno fine con la morte terrena, ma rimarranno vive in quel complesso energetico che proseguirà l’esistenza in una nuova dimensione.  Come in ogni competizione automobilistica che si rispetti, non a tutti è concesso poter parlare con i piloti o venire in contatto con loro, ma questo non vuol dire l’impossibilità assoluta di comunicare. La nuova dimensione che ora lo ospita si interseca e interagisce costantemente con quella dove noi siamo rimasti, ma avendo queste due frequenze vibratorie diverse non possono essere attraversate in modo visibile e concreto. A noi, rimasti fuori dai box, a malapena è concesso di sbirciare ogni tanto in questa differente realtà poiché è solo la nostra anima che ha le “ chiavi “ ovvero la frequenza vibratoria giusta per entrarvi, ma essendo l’anime chiuse in un veicolo, queste sbirciatine sono concesse solo nei momenti in cui il  rapporto con il mezzo diventa meno “ limitante e  morboso “. Quando il corpo riposa, o è poco vigile, il pilota che ha la frequenza corretta per entrare nella Dimensione Astrale, apre spesso il “ finestrino “ mette un braccio fuori e si gode la “ brezza” dell’aldilà. Ogni tanto capita anche che apra lo sportello e faccia qualche passo lontano dal suo mezzo, anche se non conviene mai lasciarlo troppo incustodito. In queste rare occasioni avrà modo di scoprire e rendersi conto non solo del concetto di eternità, ma anche di quanto mondo ci sia altre quello terreno che conosciamo. Alle entità energetiche invece, è concesso visualizzare la Dimensione Reale ed interagire con l’elemento Anima dentro i nostri corpi, ma a causa della ormai scontata diversità vibratoria dei due differenti piani, queste entità non potranno più avere tangibile contatto con i mezzi appartenenti alla dimensione terrena. Due mondi che si intersecano, ma con permeabilità e densità diverse, un po’ come quando mettiamo dentro un contenitore acqua e olio. I due liquidi non hanno lo stesso peso specifico, per cui l’olio si dispone sempre sopra l’acqua, possiamo agitare il contenitore e per un attimo vedremo le goccioline dell’olio che si mescolano con l’acqua, senza tuttavia contaminarlo. Sono in contatto, scorrono l’uno sull’altra, ma ciò non consente né all’acqua di entrare dentro le gocce di olio, né all’olio di mischiarsi all’acqua. Due elementi all’apparenza così simili e vicini, ma allo stesso tempo privati della possibilità di ricongiungersi in un solo elemento.  La nostra “ coppia “ ama cercarsi, inseguirsi, ed evolversi insieme. A volte i disagi dell’una si rispecchiano nell’altro, oppure i mali dell’altro aumentano le facoltà dell’una, ma che lì si chiami Bruco e Farfalla, Auto e Pilota, Olio ed Acqua o Anima e Corpo, saranno sempre lì a “ giocare “ tra loro per convincerci della reale esistenza dell’eternità.
     

  • 28 marzo 2014 alle ore 20:51
    Zero a Religione

    Come comincia: " Non è che io non credo in Dio, io ci credo fermamente, credo in un Dio accentratore dell' Energia Universale, bilancia degli equilibri Cosmici, scintilla di Vita di ogni essere e creatura. Io credo in un Dio supremo a tal punto da non aver nemmeno la voglia di giudicarci . La differenza tra la mia " religione " e le altre è che io non lo cerco in chiese, moschee, templi, rituali, pergamene, o stauette. Non lo cerco nei testi sacri, nelle tradizioni o nei sacramenti. Io cerco Dio in ogni gesto gentile, in ogni buona azione, in ogni stretta di mano sincera o nel semplice miracolo della procreazione. Lo trovo nello sguardo di un canino impaurito, o nella lacrima di un sentimento ferito, lo vedo nei passi lenti degli anziani e nei colori dei fiori. Lo ammiro uscire in tutti i sorrisi dei bambini e amo ascoltarlo in quello strano brusio che fa un gatto quando è rilassato. Da sempre l'uomo a cercato di dare un'immagine a Dio, un ruolo, un compito, quando sarabbe bastato cercare un specchio e guardasi intorno. "

  • 10 ottobre 2013 alle ore 23:47
    LETTERA DI UN'...ANIMA

    Come comincia: LETTERA DI UN'...ANIMA
    Voglio andare in una nazione dove il comunismo è fuorilegge, l' America magari, perchè anche voi in Italia professate ancora questa assurda filosofia che ha distrutto il mio Paese. Sotto la falsa bandiera dell'uguaglianza ha creato delle caste privilegiate togliendo al Paese ogni possibilità di sviluppo sia economico che culturale. Tutto il Mondo ha visto quale danni provoca questa cultura e ancora non si è deciso a liberarsene. Io sono stata bene in Italia, ma rabbrividivo ogni volta che vedevo la gente manifestare con bandiere rosse e l'effige del partito comunista. Perchè invece di essere un popolo unito siete ancora così divisi dal voler sbagliare in un modo o nell'altro, in nessun colore c'è giustizia; io non credo più in presidenti che fanno grandi promesse per il solo gusto di avere potere, non credo più ai gruppi che vogliono farmi credere di sapere cosa è giusto per me. Io voglio andare in un Paese bello, libero, ma che rispetti le tradizioni e la cultura di ogni popolo. Non credo che l'immigrazione sia sbagliata. E' giusto che ogni persona abbia la possibilità e la volontà di crearsi un futuro migliore. Il Mondo è di tutti e ognuno deve poter essere libero di girarlo come vuole nel rispetto dei propri fratelli e delle leggi umane. Io capisco perchè molti di voi italiani non amano gli immigrati o gli stranieri, perchè in realtà voi non fate altro che accogliere i peggior delinquenti che si approfittano della vostra buona fede e vengono per sfuggire alla giustizia del nostro paese che altrimenti li condannerebbe alla prigione. Voi accogliete ladri, stupratori, assassini, con compassione, ma senza preoccuparvi di sapere cosa hanno fatto nelle loro città e chi sono in realtà. Io non vorrei compassione da parte vostra, ma vorrei il rispetto della mia cultura e delle mie tradizioni. Avete anche messo un ministro di colore per dimostrare il vostro profondo senso di uguaglianza, ma la realtà è che non avete scelto quel ministro per le sue capacità, ma semplicemente per il colore della sua pelle. Che senso ha? Meglio un bianco capace che una donna di colore che deve solo creare l'illusione della vostra tolleranza. Lei non è capace, non comprende le reali necessità di un popolo, si limita a chiedere altra compassione, ma chi desidera tutta questa compassione? Anche gli immigrati hanno dignità ed orgoglio. Date cultura, date insegnamenti, date tecnologia, non compassione. Un bravo ministro è colui che sviluppa idee perchè il proprio Paese cresca, risparmi le proprie risorse energetiche e naturali e perchè i servizi sociali siano efficenti e validi per tutti. Italia è un grande popolo con un grande cuore, ma governato da opportunisti a cui nulla interessa del popolo, interessa solo dei propri loschi affari. Poi vi ritrovate a piangere i morti che non avete saputo accogliere, ma che se fossero rimasti vivi sarebbero stati un problema ancora più grande. Che senso ha? Perchè siete così ipocriti? Io voglio andare in una nazione dove non importa che lingua parlo, di che colore è la mia pelle o che forma hanno i miei occhi, dove posso pregare tranquillamente il mio dio senza scandalizzare nessuno, non deo sentirmi diversa nemmeno se uso una sedia con le ruote per camminare o se non sono bella e magra come le donne delle riviste di moda. Io crdevo che l' America fosse questo genere di Paese, ma poi mi sono accorta che accoglie tutti, è vero, ma tutti sono ghettizzati in comunità o gruppi a seconda della loro provenienza o della loro diversità. Io non voglio che mi illudano di essere uguale a tutti gli altri per poi " rinchiudermi " in aggettivi come asiatica, europea, ispanica, ebrea, cattolica, di colore ecc.. Io voglio andare in una nazione dove mi guardano solo nell' Anima perchè quella, sono sicura è uguale in ogni creatura e se tutti noi imparassimo a guardarci l'anima, scopriremo che siamo tutti fratelli ed è un peccato rimanere divisi.

  • 24 agosto 2013 alle ore 12:35
    ...un vecchio saggio

    Come comincia: Un vecchio saggio si trovò davanti ad un fiume straripato con 3 creature che stavano per annegare e poco tempo per prestare soccorso a tutte. Doveva decidere chi salvare per primo tra un uomo, un cane e un gatto. Senza esitare molto si tuffò per primo in direzione del gattino e lo trasse in salvo, quindi fu la volta del cane e poi dell'uomo. La persona risentita di tale gesto si infuriò con il saggio chiedendo perchè si fosse preoccupato prima del gatto e del cane rischiando di lasciarlo affogare e il saggio rispose : " Vedi, nonostante tu ti reputi quale degno di sopravvivere rispetto alle altre creature, sei certamente quello più dannoso; distruggi la tua Terra, fai soffrire i tuoi simili, non disdegni la menzogna e l'invidia, prevarichi i più deboli a vantaggio del tuo stato sociale e sottometti le creature nate libere per il solo gusto di averne il possesso. Tu e la maggior parte dei tuo simili siete il cancro delle Terra, più dannosi che inutili, più morti che vivi pertanto non era indispensabile salvarti per primo e me ne hai dato la riprova aggredendomi anzichè ringraziandomi, ma sei un mio simile ed oggi ho avuto pietà di te." L'uomo più offeso che riconoscente, voltò le spalle al saggio e se ne andò. Fu la volta del cane, si accostò al saggio scodinzolante, gli leccò la mano in segno di riconoscenza e poi chiese perchè lo avesse salvato prima dell'uomo, ma dopo il gatto. Il saggio rispose: " la tua vita amico mio, vale cento volte quella di un uomo, ma hai il difetto di vivere per lui, lo servi con amore e devozione, lo accogli felice e scodinzolante per poi ritrovarti abbandonato e maltrattato, messo da parte come se tu fossi un vecchio gioco. Solo in pochi si rendono conto di quanto amore hai dato e ti ricambiano con il loro affetto, ma tu sei capace di continuare a dare amore anche a chi ti abbandona e maltratta, la tua vita è in funzione dell'uomo, quindi vale più della sua, ma non è indipendente. Il gatto nel frattempo si stava leccando il pelo bagnato, guardò il saggio, emise un miagolio come un ringraziamento e tornò ad occuparsi del so pelo. Il saggio proseguì sempre rivolgendosi al cane : " vedi il gatto, rappresenta la perfezione della creatura, sa dosare affetto e indipendenza, dolcezza e aggressività, non si vergogna a chiedere quando ha bisogno e sa benissimo quando è il momento di dare; cerca l'uomo solo per il cibo, ma se riceve amore lo riconosce e lo ricambia. Ha imparato a non essere ferito nei sentimenti, a innamorarsi al punto giusto e a sopravvivere in ogni ambiente. " E se le cose si fossero messe peggio per tutti e tre? " Chiese il cane. Il saggio continuò pazientemente a rispondere al cane: " Se le cose si fossero messe peggio, avresti visto l'uomo passare su di voi pur di salvarsi, mentre tu saresti morto nel tentativo di salvare lui, entrambi avreste agito in funzione delle altre creature, l'uomo per sfruttare e salvare se stesso, tu cane, per sacrificarti e salvare l'uomo; il gatto senza infamia ne lode, avrebbe puntato solo sulle sue forze ne prevaricando ne facendo il martire. Il gatto è quindi la creatura che merita la sopravvivenza della specie. " Il cane rispose ingenuamente al saggio : " ma se è tanto bravo a sopravvivere, si sarebbe comunque salvato senza il tuo aiuto, perchè hai voluto recuperarlo per primo? " Il saggio rispose: " io non ho voluto salvare il gatto per primo, ma volevo che l'ultimo ad essere salvato fosse l'uomo! "

  • 12 agosto 2013 alle ore 11:30
    Come un colpo di Sole

    Come comincia: Ho trovato una persona anziana che si comportava in modo veramente strano; giocava come un bimbo, rideva e sorrideva a tutti, condivideva il suo panino con i piccioni, beveva ad una fontanella schizzandosi tutta la camicia ed io, giusto per non farmi i cavoli miei, mi sono avvicinato per scoprire qualcosa in più. Eravamo seduti accanto e si è confidato un po'..
    " Sai, sembrerò stupido, mi prenderai anche te per un vecchio che ha avuto un colpo di sole, ma tra qualche giorno morirò e voglio godermi queste giornate senza preoccuparmi di nulla. Senza preoccuparmi dei pensieri della gente, di come sono vestito e che impressione avranno gli altri se vedono una macchia nella mi' camicia, voglio che i mi' capelli non siano inquadrati sotto etti di brillantina, ma liberi di godersi aria e sole. Voglio illudermi che un piccione mi sia riconoscente per quel pezzo di pane che gli ho tirato. Voglio essere sereno, smetterla di pensare, smetterla di cercare in modo tanto ostinato e ossessivo la felicità. L'ho cercata per una vita e l'ho sempre avuta in tasca. Non era grande magari, ma una felicità semplice, fatta di piccole cose e soprattutto del gusto di apprezzarle. Sai quando mi sono accorto di averla in tasca? ... Quando ho smesso di cercarla! Ora te sei giovane e ti convincerai che il colpo di sole che ho preso io era davvero forte, ma un n' è così. A qualche giorno dalla mia morte, mi sento prorpio sereno, qualcosa è andato bene, qualcosa meno, pensavo di campare di più, ma chi se ne frega, non è certo un anno in più o uno in meno a farmi stare più tranquillo; del resto sarei potuto morire anche prima, magari in un incidente o una disgrazia e, se invece sono qua, devo comunque ritenermi fortunato. Che dici giovinotto? Ho visto un sacco di cose brutte, ma tante anche belle, mi dispiace di non aver fatto qualche esperienza che avrei potuto fare, ma durante le giornate sei talmente impegnato a pensare alle cazzate, tipo lavoro, tasse, parenti e tutto quel troiaio di roba con cui ti fasci la testa che magari ti scordi e rimandi un viaggio, una bevuta tra amici o una partita a carte. Io sarei voluto andare a Parigi, un ci so mai stato. Te l'hai vista la torre? .. Sai che c'è?! Ormai la vedrò da morto, ma credo che tutto sommato quel piccione con tutti i riflessi colorati che becca il pane che gli ho tirato io, sia quasi bello quanto la torre. Ehi si, si va cercando le cose chissà dove e non ci si accorge che s'hanno sotto casa. Ovvia figliolo, un ti dico ci si rivede perchè sarà difficile ahahahahaha ".... Io fino a quel momento avevo ascoltato annuendo, sorridendo e con qualche parola di circostanza, ma sul congedo ho voluto fare una domanda... " Senta, a parte che ci sta che ci si riveda presto, ma questo è un discorso diverso.. Però vorrei capire una cosa: se lei non avesse saputo di morire, come si sarebbe comportato oggi? Come un "colpo di sole" ? " Lui ci ha pensato un attimo e poi mi ha detto : eheheheh e io che pensavo di avè accanto un fessacchiotto, con tutti quei disegni sulla pelle e quel sorriso a bischero.. Tu hai ragione, se non avessi saputo di morire, oggi, mi sarei comportato esattamente come un " colpo di sole ".... Fammi andà e ogni tanto ricordati dei piccioni. "

  • 27 luglio 2013 alle ore 12:11
    Dedicato all' Umanità

    Come comincia: Io darei la vita per te, perché so che in fondo si nasconde quella sensibilità che cerco, perché quando sbagli porti dentro di te una sofferenza più grande dell’errore, perché quando ami, anche se spesso in modo sbagliato ed egoista, il tuo cuore batte veloce come quello di qualunque altro innamorato. Darei la vita per te, perchè tutte le paure che ti porti dentro ti rendono una persona cosi umana; anche quando rabbia e vendetta hanno la meglio sui tuoi pensieri riesco a vedere gli occhi bagnati dalle lacrime e non potrei non donarti la mia vita. Per tutte quelle volte che hai negato un Dio e poi hai guardato il cielo, per tutte quelle volte che hai offeso la mia Terra, ma hai sorriso vedendo un fiore; per ogni momento in cui ti sei sentito grande o migliore per poi, anche se solo con un breve sguardo, notare la prima stella della notte. Darei la mia vita per te perché vedo arrossire la tua pelle ad ogni bugia che dici, perché sul tuo viso compare una ruga in più per ogni tradimento che compi. Spesso mi stanco ad ascoltarti, spesso ti trovo una persona ostinatamente ripetitiva e testarda, spesso mi trovo costretto a ripetere la stessa cosa in mille modi diversi sperando che tu ne capisca almeno uno, ma poi accenni un sorriso e tutto intorno a me s’illumina. Io darei la mia Vita per te, chiunque tu sia.

     

  • 12 maggio 2013 alle ore 22:25
    Dedicata a Lei

    Come comincia: Non ricordo il giorno che la vidi per la prima volta, non ricordo cosa mi disse o cosa fece, ma sapevo che di Lei potevo fidarmi. L’istinto mi diceva che potevo stare tranquillo, che qualunque cosa sarebbe successo tra noi, sarebbe rimasta li a tenermi compagnia e proteggermi. Avrebbe messo da parte le incomprensioni, i litigi, avrebbe sopportato ogni mio capriccio e perdonato ogni mio errore. Non ho mai trovato una persona innamorata di me a tal punto da sopportare tutti i miei difetti. Abbiamo discusso spesso in tanti periodi della nostra vita, alcune volte ammetto di essere stato insopportabile, pretenzioso e sempre a chiedere e chiedere, dando il minimo che potevo, ritenendo tutto questo Amore quasi scontato e ovvio. L’ho vista fare sacrifici enormi per me, superare la noia, la stanchezza, dimenticare ogni sua esigenza pur di accontentarmi. Qualche volta ammetto che l’ho tradita nei sentimenti, nelle ambizioni e nei suoi piccoli desideri, ma quella stupenda porta del cuore non si è mai chiusa, è sempre rimasta spalancata e pronta ad accogliermi. Insieme abbiamo vissuto e condiviso esperienze, emozioni, passioni e segreti, abbiamo riso e pianto del mondo e delle sue vicende, abbiamo imparato a comprenderci e stimarci, ma non è mai stato indispensabile farlo. Le storie importanti sono quelle che ti fanno crescere, che nel bene o nel male ti consegnano un patrimonio di esperienze, di emozioni e di tradizioni che rimarranno indelebili per tutta la tua esistenza; sono quelle fatte di Amore incondizionato, reciproco, istintivo e privo di ogni minimo interesse. Piccoli mattoni che giorno dopo giorno si sovrappongono costruendo la dimora del proprio essere, colorando questa casa con un gesto, con una parola rubata da una frase sentita, da un bacio non dato o da un perdono non chiesto. Troppe volte ho dato per scontato che conoscesse il mio affetto, che comprendesse la mia riconoscenza; non ho dato importanza alle scuse, ad un abbraccio in più o un regalo che potevo fare o una carezza che potevo dare. Nonostante io oggi riconosca tutto ciò, mi ritrovo nuovamente davanti a quella porta spalancata del cuore. Potrei uscirne, rimanerne fuori, riconoscere per una volta che posso cambiare strada, dimenticarti e farmi una nuova esistenza, ma poi mi guardo allo specchio vedo il mio sorriso troppo simile al tuo, mi accorgo che ho la tua stessa incapacità di dire di no, il tuo modo di arrabbiarmi di innervosirmi e di farmi passare tutto in pochi minuti. Mi accorgo di soffrire le disgrazie del mondo, di avere un innato rispetto per tutte le forme di vita e una costante dose di ottimismo proprio come te. Sono Ensitiv, è vero, ma non sono altro che il risultato di quella lunga storia che abbiamo passato insieme. Grazie Mamma. Auguri a tutte le mamme del Mondo

  • 27 aprile 2013 alle ore 13:03
    Sow Tiff

    Come comincia: Letture, Passatempi, Credenze, Esperienze.. Ognuno scelga ciò che vuole leggerci.

    Mi ricordo una particolare serata invernale di quelle talmente fredde che l’idea del gelo ti rimane attaccata mentalmente a tal punto da non desiderare di uscire fuori casa nemmeno quando sei gia fuori dal corpo fisico. Ero sdraiato sul letto e seduto sul divano, paradossale vero? Vi assicuro che era proprio così, il mio corpo fisico era totalmente rilassato sul letto, mentre il mio corpo astrale stava decidendo se uscire o non di casa. Spesso, quando non so dove andare o hi disturbare, mi limito a girellare tra le stanze in attesa di qualche meta interessante da pensare e così feci anche quel giorno. Ero “comodamente seduto sul divano, quando un’ energia mi passo accanto velocemente, si avvicino alla porta di casa come se volesse uscire per poi riproiettarsi in un’altra stanza in modo abbastanza rumoroso. Di qualunque cosa si tratti è pur sempre un estraneo che ti entra in casa, perciò in un primo momento fui spaventato e pronto a rientrare nel mio corpo. Di nuovo mi passò veloce davanti , ma questa volta si soffermò sulla porta ed io, vinta la paura, l’afferrai per un braccio e cercai di scoprirne il volto. Con mia grande sorpresa vidi che era un’energia femminile, dai tratti asiatici e con la faccia mascherata di bianco tipo una geisha giapponese dei primi del ‘900. La invitai a sedersi vicino a me e lei mi sorrise, come se sapesse molto più lei di me, che io di lei, ma comunque mi assecondò e si sedette. Le chiesi chi fosse e di nuovo la vidi sorridere, indugiava come se non volesse dirmi il nome o l’origine del suo essere, ma alla fine cedette e mi pronunciò queste parole “ sono “ Sow Tiff “. Cosa voleva dire quel nome, aveva un significato o era una semplice mia codifica per renderlo memorizzabile? Pronunciato il suo nome si alzò quasi per congedarsi da me, ma il congedo fu tutto da parte mia, poiché per paura di dimenticare questo nome lo stavo ripetendo continuamente fino ad arrivare allo stimolo fisico vero e proprio che altro non era che il pronunciarlo a voce alta. Come spesso ho già spiegato, gli stimoli fisici, provocano un immediato rientro dentro il corpo e così fu, mi ritrovai nel mondo reale con un incomprensibile nome da ricercare su internet per verificare o scoprire qualcosa di interessante che, ad oggi, non ho ancora scoperto. Sow Tiff; chi era? Cosa faceva nella mia stanza? Tratti asiatici, ma con un nome che nulla aveva a che fare con l’ Asia. Si scriverà così? Del resto lo aveva semplicemente pronunciato. Scrissi questo nome sul web convinto che avrei trovato un sfilza di file tif, ma con mio stupore digitando TIFF su google compariva una scritta : Thailand International Forniture Fair… un legame con l’ Asia lo avevo trovato.

  • 23 aprile 2013 alle ore 19:51
    Ospiti Indesiderati

    Come comincia: Al mondo d’oggi non conviene lasciare incustodite le proprie cose, ma credo che non convenisse farlo nemmeno al mondo di ieri; ragion per cui è assolutamente sconsigliato farlo in un luogo dove ieri ed oggi non hanno un grande significato. Ero però nuovo e poco pratico di viaggi e lasciare incustodito il mio corpo, mi sembrò la cosa più normale da fare. Già dai primi momenti vibratori, ovvero quando l’anima inizia il suo affaccio sulla dimensione astrale, anche se ancora non si è del tutto separata dal corpo, iniziano a transitare in prossimità del “ reale “ le varie entità che gravitano intorno a quello spazio o semplicemente coloro che hanno notato una nuova porta aperta tra le due dimensioni. Balzi sul letto, respiri vicini, prese per le caviglie, sedute accanto al corpo, tutti fenomeni perfettamente percepiti e che farebbero spaventare anche il più coraggioso dei personaggi, ma tutto normale per un viaggiatore. Le prime volte che assistevo a queste manifestazioni terminavo immediatamente gli esperimenti e ritornavo completamente vigile, impaurirsi e ritirarsi credo fosse la reazione più ovvia fino a che non presi confidenza con tali eventi e provai ad interagire per comprenderne il significato. I chiari e nitidi balzi sul letto, confesso che ancora mi spaventano un po’, ma a tutto il resto ho fatto ormai un’abitudine quasi piacevole. Mi ricordo con divertimento quella volta in cui mi separai dal corpo pur rimanendoci dentro, una pratica che uso spesso, quando non sono ancora del tutto rilassato o semplicemente quando ancora non ho ben progettato dove voglio andare o chi voglio incontrare. Ad un certo punto mi sentii afferrare per la caviglia, non come per essere trascinato, ma lateralmente, come per essere svegliato. Il contatto non era fastidioso, non sapevo da chi arrivasse, queste entità vengono visualizzate difficilmente, credo che appartengano tipo ad un “ sottobosco “ pertanto senza troppe capacità di manifestarsi o visualizzarsi. Il soggetto era comunque abbastanza grande, ho meglio con una grande forma energetica, sicuramente capace di farmi faticare abbastanza perchè desistesse dalle sue intenzioni, qualunque esse fossero. Solitamente pronunciare il nome di Ensitiv nel momento in cui mi sento minacciato funziona un po’ come uno spray antiscippo, scoraggia e allontana, non ne ho mai compreso il perché, ma ho riscontrato più volte la validità di questa pratica e continuerò ad usarla, così come la utilizzai nel momento in cui mi sentii afferrare per una caviglia. Io sono Ensitiv, quasi una formula di presentazione che non attende risposta, ma solo un risultato; o si allontanano, o la minaccia si fa più aggressiva. Io sono Ensitiv, il tocco si fece più leggero, quasi a farmi comprendere che la di minaccia non si trattava, prosegui dicendo “ cosa vuoi ?” adesso ti fermo e guardo chi sei. Con mio profondo stupore mi ritrovai a cercare di bloccare quel arto sulla mia caviglia cercando di trattenerlo e per quel breve “contatto” che ebbi, mi resi conto che non c’era nessuna ostilità, ma semplice curiosità. Sorrisi, notai questa forma di rispetto che aveva nei mie confronti, ma tutto finì li, poiché lo stimolo di divincolarmi divenne prettamente fisico e il ritorno alla totale normalità ne fu la conseguenza. ....

  • 30 marzo 2013 alle ore 18:37
    Dal Cosmo alla Cellula

    Come comincia: Il mio Dio non è su spillette da indossare o rappresentato in statuette, non viene nominato in cantilene o portato in processione; il mio Dio non ha dato regole scritte, non desidera sacrifici, non mi priva di cibi o bevande, non mi chiede nulla che non abbia voglia di fare. Non mi vieta di nominarlo, ne di offenderlo se sono arrabbiato, non mi impone abiti particolari, ne la lettura di testi che non ha scritto. L' umanità prega un dio che non conosce, gli avete dato forme strane, barbe lunghe, nomi diversi, qualcuno addirittura più di un braccio, ma non è lui che dovete pregare; quello è il Dio delle vostre tradizioni di ciò che avete imparato e di ciò che la storia vi ha insegnato dai tempi dei tempi. Voi pregate un Dio anch'egli in cerca del suo Creatore, ma non è quello giusto. Il Signore ha racchiuso dentro di voi la sua più bella immagine, i suoi talenti migliori e la consapevole conoscenza di ciò che è giusto e sbagliato. Ogni creatura conosce la differenza tra il bene e il male, ogni creatura è libera di fare la propria scelta e il Dio che è dentro di voi sarà il supremo giudice delle vostre azioni. Il mio Dio abita le Stelle, soggiorna negli occhi degli umili, pernotta nei bambini, alloggia nella bellezza della natura, risiede nella semplicità degli animali, visita gli animi nobili, adula i talenti, sussurra alle persone gentili. L'ho visto tante volte, aveva volti diversi, ma sentivo che era lui; un giorno è bacio, un giorno carezza, altre volte un aiuto o un semplice pensiero, spesso è compassione, ogni tanto sensibilità, è amore e serenità. Lo riconosco sempre in un sorriso sincero, in un dolore grande o in un abbraccio fraterno. L'ho sentito parlare tante volte: "buongiorno, buonasera, mi dispiace, mi scusi, ti voglio bene, ti amo, come stai? Ti aiuto io, copriti, mangia, bevi pure, non aver paura, stai tranquillo, miao, bau, cip cip, ti prego"; altre volte ho sentito il suo profumo o il rumore della sua esistenza. Avete un po' del mio Dio dentro e tutto intorno a voi... Se non volete farlo per voi stessi, fatelo per me... Rispettatelo e vogliateli bene!

  • 26 marzo 2013 alle ore 1:07
    Fiducia

    Come comincia: Amo fidarmi degli animi nobili, di quelli che sorridono con semplicità, di quelli che ti prendono la mano o ti toccano una spalla senza che tu dica nulla, ma semplicemente perché sentono che hai bisogno di quel contatto di umanità. Voglio fidarmi di chi non mi lusinga, ma mi rimprovera perché il rimprovero difficilmente nasconde un secondo fine, desidero dare fiducia a chi condivide con me le sue emozioni, a chi non punta il dito e a chi non giudica e a chi predilige un momento di saggio silenzio ad una inutile chiacchierata su se stesso. Al Mondo però non manca la fiducia, i miei Fratelli e le mie Sorelle la chiedono costantemente e la desiderano tanto da far si che sia il motore delle loro speranze; al Mondo c’è troppa fiducia data alle persone sbagliate e alle istituzioni inutili. Pensate che sia saggio fidarvi della Chiesa del Governo, dello Stato, della Sanità, della Politica, delle Banche, delle Associazioni Benefiche, e di tutto ciò che ama carpire la vostra fiducia, quando invece dovreste combattere ogni tentativo di rinchiudervi in un “ovile “ dove spremere i vostri talenti. Vorrei tanto potervi trasmettere la capacità di guardare una persona negli occhi e scoprire la sua anima, ma non potendo fare ciò posso solo chiedervi di essere semplicemente diffidenti e se dovete avere fiducia in qualcuno, abbiatela in voi stessi. Amatevi come esseri spettacolari, indipendenti da chiunque e da qualunque cosa, fidatevi dei vostri istinti dei vostri sentimenti, fidatevi dei vostri sogni e dei vostri desideri. Fidatevi del vostro Dio e delle Stelle, voi siete esseri di Luce ed energia, se tolgo la polvere dalle vostre umane storie scopro l’anima impaurita e sofferente dentro un corpo che ancora non comprendete. Non sopporto vedervi piangenti e tristi, odio sapervi malati e depressi, o ansiosi e impauriti, ma dentro ogni cuore e dentro ogni anima c’è una scintilla di vita che è pronta ad affrontare qualunque vostra sofferenza, io non voglio essere un lenitivo di un dolore passeggero, ma voglio essere una goccia di combustibile da gettare sulla vostra scintilla perché possa bruciare un nuovo fuoco dentro di voi; un fuoco che alimenti la vostra consapevolezza e la vostra crescita spirituale. Quando questa nuova luce sarà inossidabile, sarete i primi “ medici “ di voi stessi, ma soprattutto sarete in grado di versare quella goccia di combustibile che oggi tento di versare io, e il mio e il vostro Mondo sarà migliore. Voi siate diffidenti per necessità, io mi fiderò di voi per Amore. Ensitiv