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in archivio dal 21 mar 2012

Ermanno Bartoli

14 luglio 1954, Reggio Emilia - Italia
Mi descrivo così: Ex Tecnico Telecomunicazioni; da anni scrivo racconti e poesie. Sono appassionato della cultura degli indiani d'America, del Trascendentalismo americano facente capo a Ralph Waldo Emerson e di fantascienza.
Mi trovi anche su:

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  • 19 luglio 2015 alle ore 21:15
    ***

    Ma come?...
    ma io credevo!...
    Ma io l'ho fatto solo per dare un piccolo "Pitch!"...
    per sdondollare un poco la co... La cosa!...
    Come certo molti di voi faranno
    o si saranno divertiti a fare
    con la Casina delle api del fratellino
    o della sorellina... e subito!...
    Ma come?...
    E giù mallopponi di roccia
    e gavettoni d'acqua... ch'è una roba!
    Con tutto quello sconquassamento sbarababam!
    che io mica me l'aspettavo!
    Ma come!?!?!...
    Credevo di ravvivare un po' la cosa!...
    Anche quando ho dato quella spintarella
    per suggerire a tutti quei tizi con le medaglie
    (e anche a quelli senza medaglie)
    che qualche scaramuccia
    e qualche battagliuzza avrebbero
    ravvivato un po' la...
    Io l'ho fatto per.
    Ma come? (!)
    Io credevo!... Una spintarella soltanto!
    Tanto per ravvivare un po' la... Il... (!)
    Ma io tutto questo sconquassamento di sbarababam-montagne
    di sbarabaquash-mari
    di sbarababoom-saltoperaria
    mica me lo aspettavo proprio!
    Per me era soltanto una pensata!...
    Un'ideuzza!...
    (Ermanno Bartoli - "Il colpetto".  Maggio 2015)
     
     

     
  • 28 marzo 2014 alle ore 18:44
    La tempesta perfetta

    Stai cercando - nell'oscurità -
    di raggiungere quella cima,
    ma non c'è alcuna cima
    né davanti, né dietro, né a lato di te.
    Forse riuscirai a raddrizzare la sorte
    orientando le vele
    ma non ci sono vele
    o - se ci sono -
    sono brandelli strappati e non servono.
    E neppure i motori servono,
    poiché non ci sono motori
    sulla tua imbarcazione alla deriva
    e la nave non è più nave.
    Te ne stai aggrappato ad un legno
    che a malapena ti regge
    ondeggiando e scricchiolando,
    intanto i tuoi compagni di traversata
    anche loro intenti a cercar d'afferrare
    una cima che non c'è
    e l'approdo è lontano.
    Potresti tentare di tornare indietro
    e intanto pensi
    che abbiamo concesso troppo al male
    e che quando si concede troppo al male
    tornare indietro è estremamente difficile...
    E poi non c'è terra dietro di te.
    "Ma come... Non c'è!..."
    Non c'è... perché... Vedi?...
    Prima di fracassare la nave
    di agitare il mare
    di rendere inutilizzabili le scialuppe
    e improbabile ogni mezzo di soccorso esterno,
    qualcuno - quella terra -
     
    l'ha tolta.
     

     
  • 04 gennaio 2014 alle ore 17:45
    Toto-Kaye

    Un dedicato
    (Per quando ci si deciderà finalmente
    ad uscire da noi stessi medesimi)

    TOTO'-KAYE

    Piccolo essere -
    sintesi d'universo -
    ricordo e omaggio di quel bambino che fu
    ripresentaci le tue gesta,
    i tuoi lazzi
    i tuoi sfottò.
    E in volo elastico
    sorvoleremo miserie e ragadi,
    fino a ricongiungerci
    colla risata finale di noi
    che,
    anziché seppellirci,
    ci libererà.

    (Settembre - 1997)

    A Totò
    A Danny Kaye

     
  • 11 settembre 2013 alle ore 18:26
    I fiori nei muri

      Avete mai fatto caso a quei fiori
      che crescono nelle crepe dei muri,
      a quei fiori che sembrano esistere - e resistere
      soltanto per scommessa…
      a quei fiori che s’attaccano alla vita
      con ogni loro fibra,
      succhiando con caparbia avidità
      ogni più miserevole goccia d’acqua
      e di umidità?
      Li avete mai osservati da vicino
      quei fiori
      che aggrappati ai sassi
      resistono alle più violente intemperie,
      al gelo delle notti
      e ai raggi brucianti di un sole spietato
      con straordinaria, ammirevole forza?
      Ebbene…
      certe persone sono come quei fiori.

    (eb - 1989)

     

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 14:04
    Il dolo

    Dolo.
    Sentite?...
    Dolo!
    Ma che bella parola!
    Per fortuna oggi qualcuno c'è...
    che comincia ad usarla in luogo
    delle ipocrite e spesso fuori luogo:
    "E' stata una fatalità."
    "Del tutto involontario."
    "Sono cose che succedono."
    "Del tutto imprevedibile."
    "Mica lo avranno fatto apposta!"
    O addirittura... "E' toccata a te."
    Finalmente oggi si comincia
    a smettere di confondere
    (spesso con dolo)
    la fatalità
    col... Malgoverno di mascalzoni
    e corrotti in malafede;
    con le connivenze criminali;
    con l'ingiustizia sociale perpetrata;
    con gli appetiti ingordi di chi è al potere.
    Dolo. Finalmente... "Dolo!".
    L'hanno fatto apposta?
    Ecco, appunto!

    "Molti confondono una cattiva gestione con il destino."
    (Kin Hubbard; 1868-1930)

    (Ottobre - 2012)

     
  • 07 aprile 2012 alle ore 19:47
    Ali

    Due braccia
    che non sono braccia,
    un cuore bambino e timoniere
    per andare lontano
    sorvolando le insidie del tempo,
    i continenti del freddo e dell’indifferenza.
    Ali.

    Ali.
    Noi abbiamo ali
    per volare lontano,
    e un cuore di pace
    che sa meravigliarsi.
    Ali.
    Beh... che c’è di strano?

    ...Ali.

    -a Yitzhak Rabin

     
  • 23 marzo 2012 alle ore 12:26
    Dan Duryea, il biondo cattivo

    A
    Dan Duryea
    (1907-1968)

    Io vengo dal paese dei morti,
    il paese dei tasti “meno” schiacciati…
    quelli e sempre quelli!
    delle ali di farfalla inchiodate,
    delle male parole ai buoni
    e gli osanna ai malvagi.
    Dan Duryea, il biondo cattivo
    dei film western con James Stewart,
    nella realtà era un uomo molto buono.

    Io vengo dal paese dei morti
    dove il maledetto è amato
    e al criminale vien dato il premio,
    mentre nella corsa sul chilometro
    il male ha sempre almeno
    trecento metri di vantaggio
    e il bene viene preventivamente azzoppato.
    Dan Duryea, il biondo cattivo
    dei film western con James Stewart,
    nella realtà era un uomo molto buono…
    Io vengo dal paese dei morti, fratello,
    tu da quale paese vieni?

     
  • 21 marzo 2012 alle ore 15:16
    L'amore al ranuncolo dei fossi

    Non l’ho dimenticato, sai,
    quel tempo… china su di me
    che mi curasti le ferite!
    E affannose erano le mani,
    affannosi il seno ed il respiro…
    e quel vestito pesca,
    maculato rose e sangue!
    Quella volta che, movendo l’aria
    a un nome al quale non mi riconosco,
    mi nominasti amore!

    Corro con l’auto
    verso un lavoro a orari
    che so di non amare;
    ferendo forte l’asfalto della strada
    al punto dove,
    un sentimento prima,
    ranuncoli d’ogni tempra e sfumatura
    usavano alternarsi all’erba

    nell’aspra umidità dei fossi.

    Non l’ho dimenticato, sai?… 

     
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  • 21 marzo 2012 alle ore 18:47
    Quando l'individualità era peccato

    Come comincia: -Papà, io...
    -Io? Come sarebbe a dire, "io"!
    Il bambino vorrebbe tanto poter andar fuori a giocare coi suoi piccoli amici... tira su con il naso, e il papà nean¬che se ne accorge.
    -Ma papà, io vorrei...
    E il padre, titolo di studio nessuno: la terza elementa¬re neppure terminata...
    -Io? Cosa sarebbe quell'io!.. Ah, Io! Satellite di Giove!!!

    (Giugno - 1993)