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Autore

Ettore Santi

in archivio dal 06 dic 2012

08 agosto 1982, Terlizzi (BA) - Italia

segni particolari:
Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (H. Hemingway)

mi descrivo così:
Nella vita faccio tutt'altro...

06 dicembre 2012 alle ore 17:09

Ancora

Il racconto

Mi gettano pesanti ancore addosso, come se non le sentissi. E quando il sapore diviene troppo salato devo scioglierlo nell’alcol. Sono solo lacrime. O caldi soffi di dolore prestato all’odore dei tuoi baci, al mio peccato. Ti ho lasciato andar via e sarebbe bastato dirti Ti amo in quegli occhi verdi in cui, più di una volta, ho ritrovato il mio posto, la mia casa. E mi guardavi morire ogni giorno, ogni giorno colma di speranza, mi gettavi l’ancora. E io mi aggrappavo a quell’iride verde d’amore. Chi dice che l’amore è tinto di rosso? L’amore porta il colore degli occhi che ami. Ma a quell’ancora mi sono tenuto troppe volte. E tu lo sapevi. Mi inebriavi dei tuoi piccoli seni, del tuo caldo ventre, dei tuoi soffici capelli con i quali mi solleticavi il sonno, notte dopo notte. Un’ancora troppo pesante che cadeva dritto tra le onde, negli abissi. Erano trascorsi pochi mesi ma quell’ancora era già divenuta troppo pesante anche per te. Da tempo avrei dovuto lasciarti andare, ma ero troppo impegnato a tenermi a te. Così impegnato da non capire. Come se il mio amore, al tuo, fosse dovuto. Ma dovuto è stato solo lasciarti salpare; ho guardato i tuoi occhi verdi verdi e non ho detto nulla.

Ora è tardi ormai. Eppure, amor mio, ti amo ancora così come sei… lontana da me.

A x

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