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Racconti di Fabrizio La Barbera
Lettera dal deserto
Visto da noi: Una lettera (o forse un monologo sotto mentite spoglie). L’anima Corre. il respiro si fa sempre più affannoso e il cervello sembra essere diventato un nodo. Case, cieli, occhi, spazio e tempo. Tutto ci scivola veloce davanti , come del resto le stesse parole di sabbia che narrano il tutto.
Come comincia: Ciao Camilla…
Come stai? Dove sei, soprattutto?
Qui a Marrakech, passo quasi tutta la giornata seduto a un tavolino sulla piazza Jemaa en Fna (la “piazza del nulla” pare significhi il nome), a bere the alla menta, a guardare il tumulto degli incantatori di serpenti, dei [...continua] |
Ai caduti
Visto da noi: Un vivace affresco di quartiere di Roma, svegliato dal trambusto degli operai, le figure caratteristiche che lo abitano, i colori, i suoni della vita di ogni giorno.
Come comincia: Stamattina sono venuti gli operai del Comune, quelli del servizio giardini. Avevano le tute verdi e i cappellini con la visiera. Svelti come faine, si sono portati via uno dei pini, quello più alto, un gigante di trenta metri. Stava qui da prima del palazzo. Dice che ostruiva l’entrata [...continua] |
A passeggio per il Corso
Visto da noi: Dai gesti e dagli atteggiamenti di una barbona, forse, potremmo capire qualcosa di più della vita. È questo il messaggio che l'acuto osservatore La Barbera vuole proporci con questo suo breve racconto.
Come comincia: Mi viene in mente l'altro l'inverno, c'era al solito una barbona a via del Tritone, poco prima, venendo dal Corso, di quella fantasticheria gastronomica che è l'Hollywood. Niente di speciale, ne vedi e ne vedrai di 'ste vecchie di anta anni che la vita ha spinto contro il muro. È [...continua] |
Reporter di guerra
Visto da noi: Quando la vita di un uomo non vale più nulla, quando la guerra cancella ogni diritto umano, quando devi scegliere tra i tuoi ideali e "la professionalità", quando ti trovi al centro di una giostra troppo grande di cui non comprendi i meccanismi. La Barbera ci conduce negli orrori e negli errori della guerra con delicatezza ed ottimo ritmo narrativo.
Come comincia: Vukovar è caduta con un rumore assordante nel cuore dell’inverno. Almeno tre eserciti e mille bande l’hanno strigliata con un pettine d’acciaio, aprendo, di cannone e di coltello, le case al vento del nuovo secolo, quello con l’atomica da taschino e l’odio nelle mani. Intanto, mentre i cani [...continua] |
Gli zingari, Lola ed io...
Visto da noi: Chi sono i gitani? Di quali segreti sono portatori? Sono loro quelli “diversi” o non piuttosto chi, borghese cittadino, li ammira senza capirli, come fossero bestie rare? Attenzione però che in tutto quel fantomatico mistero non s’annidi la più schietta, spiazzante umanità…
Come comincia: Appena finito di mangiare, i gitani s’erano riversati anche loro nell’apoteosi della festa, fra le case, in mucchi, plotoni, gazebi umani. Si confondevano con i curiosi, gli zingari, ma senza sciogliersi nella folla, rimanendo come in grassetto, sottolineati dalla vita stessa. Uno mangiava il fuoco [...continua] |
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