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Autore

Fabrizio Mancini

in archivio dal 07 dic 2012

01 aprile 1971, Roma

19 dicembre 2012 alle ore 14:22

Allergie!

Intro: Neanche i Maya l'avevano predetta così...

Il racconto

– Etciu! – il suono rimbombò in ogni angolo del globo, e una grande scossa fece tremare la terra. Tutti l’avvertirono e scene di panico scoppiarono ovunque. – Harg! – un rombo ancora più terribile accompagnò una seconda scossa, seguita da un forte schiocco, Sciaf.
Per pochi istanti tutto sembrò finire, poi la terra tremò ancora.
Uno schianto immane aprì una profonda crepa da un polo all’altro, i vulcani esplosero e gli oceani sprofondarono su se stessi.
Poco prima che la vita sul pianeta si estinguesse, gli ultimi superstiti udirono un ennesimo grido – Presa!

Poco prima

Puff, Pott, due bambini, nudi e paffuti, apparvero a mezz’aria dietro una grossa siepe, sorretti dalle loro piccole ali.
– Stavolta ci divertiamo – disse Eros al fratello che lo fissò dubbioso. – Non preoccuparti Anteros – continuò, aprendo la scatola che aveva in mano – Ho sentito Zeus dire che quel grosso fesso laggiù – indicò più avanti – È allergico alla zanzara leone dell’Olimpo.
L’insetto, appena liberato, fu immediatamente attratto dalla calda e sudaticcia massa muscolare del suo designato obiettivo.
Atlante lo sentì subito arrivare, quel ronzio era inconfondibile.
La zanzara leone si posò sul naso del Titano che cercò di soffiarla via, storcendo gli occhi per metterla a fuoco, ma l’esserino lo solleticò facendolo starnutire. – Etciu! – il mondo sulle spalle di Atlante tremò. La zanzara colpì ancora, pungendo il gigante sulla gamba. – Harg! – gridò il Titano, lasciando per un istante la presa sul globo, assestandosi un sonoro ceffone sulla coscia, Sciaf.
Il gigante era fuori di sé dalla rabbia. Quando vide l’insetto volargli davanti lasciò ancora la presa, stavolta con entrambe le mani, e schiacciò la zanzara tra i palmi – Presa! – gridò felice.
Voltandosi, Atlante vide che la Terra era rotolata giù dalla sua schiena, spaccandosi al suolo come un uovo.

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