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Autore

Fedel Franco Quasimodo

in archivio dal 04 dic 2006

04 agosto 1960, Catania

mi descrivo così:
57 anni, impiegato scritti aforismi, poesie introspettive, sociali, religiose, numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali; presente in varie antologie. Accademico dell'Accademia Costantiniana di Palermo; Accademico e Cavaliere della Cultura Dell'Accademia il Rombo

10 maggio 2011 alle ore 8:35

Era di decadenza

Fitte assassine
Percuotono il core.
L’indifferenza e’ padrona.
Senza alloggio versa lo stupore.
Folle questuanti
Inneggiano al Redentore.
Moltitudini di ingrati
Bandiscono il Salvatore.
Gli occhi del demonio
Fissano la terra.
Cattedrali del male
Si cristallizzano
Su rocciosi capisaldi.
Una partita ambita e guerresca:
il possesso del cuore.
L’acredine increspa e corrode
Quell’organo vitale.
L’acqua di mare
Stria la carena di una nave.
Cuore caldo e appassionato
Retrocesso
A gratuita compassione.
Agglomerati di ghiaccio
Soffocano
Probabili fonti di sentimento.
Son certo
Che serberai
Il salmeggio funebre

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