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in archivio dal 12 gen 2007

Filippo Gallina

20 dicembre 1977, Asti
Segni particolari: Mediativamente onnivoro, morbosamente curioso
Mi descrivo così: Un significato dal mutevole significante

elementi per pagina
  • 12 gennaio 2007
    Pensiero creativo

    Antiquario di pensieri sfusi
    che raccoglie ricollocazioni creative,
    spossante azione minuziosa
    operosa questua di granelli d’idee.
    Empatico intuito fisico
    che dinamico  si  ricompone flessuoso.


    Il tempo è il principe austero
    che sorveglia il riaggregarsi della materia,
    la mente dell’uomo commuta i flussi
    costringendo loro a congelarsi in concetti.


    Lo spirito alimenta l’intuizione rigonfia
    che esplode in pioggia di particelle convulse,
    che si adagiano frivole appiccicandosi ai  pensieri
    come cellule sfavillanti fattrici di  vita.

     
  • 12 gennaio 2007
    Firenze

    Un cielo di  rosso screziato
    rincorre folate di indaco
    che schermiscono violette nubi di glassa.

     

    Carta argentata si muove quieta,
    quasi sonnecchia mentre riflette
    i ponti immanenti.

     

    Visi di pietra infondono doverosa riverenza,
    fotogrammi strappati  al tempo che fu.

     

    Gelido è il sangue che rende statico il muscolo,
    sintesi emotiva d’un movimento perfetto.

     

    Antica e cortese signora
    lasci, pudica, che il mondo scopra
    le tue calde vesti:
    femminea epidermide suadente
    ti sfioro
    e ti vorrei mia

     
  • 12 gennaio 2007
    Un giorno felice

    Mi sono svegliato fattore
    e ho aiutato il sole a nascere.

     

    Oggi nel giorno c’è qualcosa di me
    sento forza vitale che mi trapassa.

     

    La schiena appoggiata al sonno del mattino
    una brezza leggera che mi fa da guanciale.

     

    Si culla il mio sguardo tra le corolle dei  fiori
    la mia mano, calda, ascolta il battito della terra.

     

    Asciugo premuroso la rugiada
    che abita il cuore delle foglie gentili.

     

    Divento un raggio sorridente
    che compie ampie parabole immediate.

     

    La mia  mente vive d’impulsi di luce
    e la mia memoria s’immerge in un bagno d’oro:
    consapevolezza piena d’un istante di vita.

     
  • 12 gennaio 2007
    Web

    Raccordi intonati
    Ovunque presenti
    Percorsi ansimanti
    Di fasci splendenti
    Rarefatta materia
    Geometrico frattale
    Scomposta isteria
    Che ricopre il reale
    Informazioni confuse
    Molecole di segnale
    Polvere di muse
    Del sogno digitale.

     
  • 12 gennaio 2007
    Fibra ottica

    Istante viscoso che sfreccia
    Lampo rimbalzante costretto
    Vita  che si fonde in luce
    Rigida e  amorfa  fluidità
    Colori fluttuanti, confusi
    Codici aleatori complessi
    Residui di tempi occultati
    Concetto e sintesi congiunti
    Ritmo di impulsi vaganti
    Assolata visione bianca
    Divora le distanze, vorace,
    tra spirito e sostanza immortale.

     
  • 12 gennaio 2007
    Riflessione

    Pur sapendo che il giorno
    non finisce tra i tuoi capelli
    così mi appari, intangibile
    sorprendente di fiera vitalità:
    lettere pendenti come orecchini
    mentre indossi parole di raso nero.
    Sei un’immagine che solletica le mie dita
    se io, eterea, tento d’afferrarti.
    Eppure la mia convinzione (il mio tormento)
    è che il giorno nasca sulle tue labbra.

     
  • 12 gennaio 2007
    Stretti nella notte

    La notte non è nera:
    rivoli di lettere
    si adagiano striscianti ai vetri dell’anima.
    Lo specchio si fa cielo
    per riflettere assordanti sbalzi di luce.
    I sogni hanno il profilo grave
    delle crepe d’acqua che irrompono nelle finestre.
    Boati s’inseguono al ritmo trascinato
    di melodie colorate, scostanti e perfette.
    Passeggiamo stretti nei nostri discorsi
    legati alla sorte che ci fece incontrare
    il mio abbraccio, contro un bisbiglio polare,
    veglia sul cuore degli istanti percorsi.
    Scosto le folgori con una mano,
    … il tuo sorriso splendente, improvviso…
    lo spazio si strappa, ormai troppo liso
    il fragore si assenta, accanto e lontano…
    piove,
    ma non per me.

     
  • 12 gennaio 2007
    Messaggio e candele

    Colui che parla
    ruba polvere di pensieri rarefatti;
    trattasi d’un furto meticoloso
    e nella scelta e nel contenuto.
    A malefatta compiuta,
    mescola accorto la fine cera
    (le quantità sono di molto rilevanti)
    la stringe tra le sue mani
    e nasce un messaggio
    che appartiene metà a lui,
    metà a chi lo vuole ascoltare.

     
  • Congiungi e allontani
    fingi coalescenza
    … suono di bonghi africani
    inganno e cospicua apparenza.
    Uno sguardo deluso
    la consapevolezza che taglia una riga sul volto
    storcendosi di vacua tristezza.
    L’espressione pungente
    disperde gli ultimi frammenti amorosi
    come panno di lana
    che rivela la natura povera
    di ciò che sembrava oro.
    (Concetto beffardo
    teatrante ipnotico:
    mistificazioni, illusioni
    ma sono necessarie?)
    Mi cullo abbandonato
    al ritmo sensuale
    di nuova libertà colorata
    che nasce improvvisa, traspare…
    Ciò che era colmo
    ora è abitato dalla timida eco
    di una nota che fu:
    inerte allo sfratto
    sparpaglia l’ultima pioggia
    e lacrime amaranto.

     
  • 12 gennaio 2007
    Monade Scarlatta

    Cosa sono queste unghie
    che stringono il mio cuore?
    Perché i miei pensieri, stremati,
    boccheggiano accanto ad un fiume?
    Sostenuto da una delirante deriva
    non esisto più.
    Spiazzante assenza di raziocinio
    marasma di cellule senza il minimo controllo.
    Quanto male che fa, qui
    dritto dentro il torace
    e si espande (irrefrenabile onda)
    e non cessa di moltiplicarsi
    e non è nulla al cospetto
    del boato che seguirà, tremendo,
    questo distacco.
    Quanto ti sono riconoscente
    lo sanno solo il vento, la musica
    e un raggio di sole.
    Quanto male…
    Quanta riconoscenza perché
    finalmente ora comprendo,
    ora comprendo
    e non servirà mai più che una parola.

     
  • 12 gennaio 2007
    Risvegli

    Stamane, furtivo
    il sole ha  scoperto le mie lenzuola
    sfiorato delicatamente  le  mie ciglia
    percorso, dolce, il mio collo
    curvando seguendo  epidermiche traiettorie.
    La calda densità dell’astro, fusasi
    con una sensazione puntuale,
    ha sconfitto il torpore notturno.
    Mi sono levato al rito del giorno
    illudendomi di rubargli non la forza immanente
    ma solo  un istante di  consapevolezza immensa, profondo.
    Cuore mio, custodisci il lume
    affinché  ti conduca nel  nero.

     
  • 12 gennaio 2007
    Comprensione

    In fondo la bruciatura non fa più così male
    la osservo…
    pare una lettera nella mia pelle.
    (confini labili confondono il suo essere con il mio)
    Anche il concetto di dimensione ormai non le appartiene più.
    Però è lì, marchiata a fuoco in me:
    è come un imbuto che convoglia i miei pensieri
    e ne distilla gocce dense,
    sentimenti puri che si rigonfiano
    divengono sempre più gravi
    fino a staccarsi,
    precipitare.
    Il loro sogno di vivere in te,
    muore nel vuoto di un salto
    senza fine.

     
  • 12 gennaio 2007
    Desiderio lontano

    Ti parlerò d’amore
    come il vento  che sfiora  i tuoi seni,
    come le labbra che  giocano con  le tue dita.

     

    Le mie  parole baceranno i tuoi occhi socchiusi,
    seguendo le linee  dolci del tuo  volto
    soffieranno caute sul tuo collo.

     

    I  miei pensieri non ti daranno tregua
    conducendoti nella straziante attesa
    di fondere i nostri sospiri.

     

    La mia voce rovente
    percorrerà sinuosi archi sui  tuoi fianchi
    che si tenderanno ansimanti.

     

    Suoneranno insieme  frenetiche note
    seguendo improbabili  ritmi improvvisamente immoti
    e, insieme,
    raggiungeremo  il silenzio.

     
  • 12 gennaio 2007
    Per te

    Tintinna una foglia
    al vezzoso salto di  rugiada,
    come onde di un fiore
    si schiudono le tue ciglia.

     

    Il cielo indulgente
    si specchia e si quieta
    sconfitto, narciso,
    da un azzurro perfetto.

     

    Accordi di fragola
    sulle tue  labbra
    suonano un impertinente sorriso.

     

    Con passo lento,
    accarezzi le spighe della mia memoria
    come una brezza florida
    che bacia il  mio corpo:
    in un mondo imperfetto
    l’unica squisita imperfezione perfetta.