username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Filippo Gigante

in archivio dal 07 nov 2011

10 febbraio 1983, Alberobello (BA) - Italia

segni particolari:
Ciuffo bianco naturale tra i miei capelli neri.

mi descrivo così:
Nato ad Alberobello (BA) nel 1983. Le mie passioni si diramano nella Comunicazione Digitale, nell'Editoria Libraria e Multimediale, Social Media, Cinema e Teatro. Scrivo canzoni, poesie e romanzi. Autore di BIANCO E NERO (Lettere Animate, 2014) e LA PISCINA DELLE MAMME (Lettere Animate, 2013).

29 marzo 2012 alle ore 19:57

A SCUOLA DI VITA | Articolo

Il racconto

“Io penso che un uomo che non conosce se stesso, non potrà mai essere chiamato saggio. Anzi, direi che la massima sapienza consiste proprio nel conoscere se stessi”. Il pensiero di Platone racchiude probabilmente ciò che ogni uomo, durante la propria crescita fisica e morale punta a raggiungere: la pienezza e la conoscenza di se stesso. Ci si impegna a trovare un senso alla vita senza accorgerci che ciò che ci renderebbe davvero felici, è proprio l’essenziale che è davanti ai nostri stessi occhi. Purtroppo, molti più giovani cercano risposte invano, in luoghi e situazioni che sanno di buono, ma che nascondono spesso un retrogusto aspro ed amaro. Eppure basterebbe dare loro più ascolto e più attenzioni, educarli fin da piccoli alla condivisione delle proprie gioie e delle proprie debolezze, abituarli al confronto e non alla ribellione, considerare le loro opinioni parte delle numerose possibilità di vedere e vivere una qualunque situazione.
Non è sempre colpa di una mancata educazione familiare, se spesso ci si ritrova a leggere storie di ragazzi difficili, abbandonati alle proprie speranze e forse ancora in cerca di un aiuto.
Tutto, nel quotidiano, sembra dare più importanza a cose futili e meschine, ad una sorta di materialismo mediatico che punta ad evidenziare il danno, l’errore del giovane e quasi mai la possibilità di un recupero, di una spiegazione o di un qualsiasi modo per affrontare davvero il problema che è alla radice di tutto.
E se allora, il resto del mondo, potrà continuare a parlare e discutere di altro, toccherà prima o poi, ad ogni giovane doversi rimboccare le maniche ed iniziare una ricerca, un esame sulle proprie azioni. Dovremmo caricarci sulle nostre spalle la metà del peso della sofferenza dei nostri amici, impegnarci a portare avanti il meglio di noi stessi, leggendo il nostro cuore e maturando così un destino eterno nel tempo. Un pensiero positivo che sappia radicare in noi e in tutti coloro che ci sono attorno. Un pensiero forte che deve riuscire a mobilitarci a non nascondere nulla di ciò che pensiamo e di ciò che vorremmo mostrare, ma che per timori ed incertezze fermiamo e chiudiamo in una gabbia immaginaria. Bisogna avere il coraggio di ricominciare, di rinascere dalle proprie ceneri come fossimo una fenice e solo quando, inizieremo a seminare e a respirare nuova linfa ci accorgeremo che non siamo e non saremo mai soli, perché c’è sempre un Cielo sopra di noi… perché la gioia di amare e la gioia di essere amati possano diventare la vita stessa.

"A SCUOLA DI VITA" Articolo di Filippo Gigante, pubblicato sul numero 8 di "Il Saio 24 ore" (Mensile della Gioventù Francescana di Cerignola)

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento