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Racconti di Fiorella Cappelli

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  • 08 settembre 2012 alle ore 11:38
    Un Penziero Profonno

    Come comincia: Dar treno da S. Marinella a Roma,
    su le mura gialle, de 'n cimitero, vicino a Palidoro
    'na scritta riportava come 'n tesoro:

    MASSIMO VIVE!

    Tra li campi de pannocchie e le chiome de li pini a faje 'n po' da tetto...
    anche dar treno in corsa se leggeva su quer muro, ch'appresso ar treno, coreva come 'n grido drento ar petto!
    Come pe dì: amico mio, che stai à annà lontano... smiccia quì
    indove c'è massimo nostro sotterato,
    tra 'sti pini l'avemo lassàto
    indove st’arberi che danno retta ar mare, movono le chiome ne 'la sera...
    a riportà l'ebbrezza de chi più non spera... e
    de quanno in moto, ariccojeva er vento su ' la pelle
    e faceva 'sta strada millanta vorte, a la serena, sotto ' er manto de stelle!
    Forse puro quà vorta, che je correva appresso er sole, ner mentre che se vortava a guardà er mare...
    quanno che tanta bellezza l'ha tradito
    e l'ha lassàto a terra, tramortito... e mo tace.

    'sta scritta oggi c'è pè arubba l’attenzione a te, viaggiatore giocònno,
    pè fa arifiorì un penziero profònno, e dasse er core in pace,
    svortà la testa ar mare, e poi dall'antra parte, a Massimo, che è scritto vive, ma nun è più a 'sto monno!”

  • 27 maggio 2012 alle ore 12:40
    Poesie così…su due piedi.

    Come comincia: Il breve brano ha in sé il contenuto di ben dieci tipologie di scarpe ed ha annunciato la sfilata di moda relativa alle calzature Quattrocchi di Velletri alla 21^ Sagra del Fungo Porcino a Lariano il 23 settembre 2011. Le modelle, scalze, vestite da cameriere, hanno sfilato con le scarpe su vassoi d'argento. Il brano è stato creato per sottolineare anche l'importanza e la qualità del nostro Made in Italy per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
    Le tipologie sono: Ballerine, Décolletè, Spuntata, Zeppa, Sandalo, Chanel, Zoccolo, Ciabattina, Tronchetto, Stivale.
    Il testo, di proprietà dell'autrice, Fiorella Cappelli, ha copyright e può essere utilizzato solo riportandolo fedelmente e con il nome e cognome dell'autrice, per intero.

    Le Ballerine…presero posto sulla scena, poi arrivò lei, con il suo Décolleté e fu il silenzio.
    Sapeva di averla Spuntata, la sala era Zeppa, l’odore intenso di Sandalo si percepiva ovunque, ma non mortificava il suo Chanel.
    Passo dopo passo, in punta di piedi affrontò il duro Zoccolo della vita, percorrendo la sua prima sfilata, avendo messo sotto i denti, fin dal mattino…solo una Ciabattina ma a quel panificio, il Tronchetto, gliela avevano servita…su un piatto d’argento.
    Vincente, lo Stivale, fino al tacco…Alto il Made in Italy!

  • 12 maggio 2012 alle ore 11:35
    Il mare visto dal mare

    Come comincia: La Vela, sostenuta dal vento, ombreggiava la fiancata destra della minuscola barca ed il "contenuto umano" si spostava... ad equilibrarne le oscillazioni, simulando l'andatura dei gabbiani, che lenti, ne accompagnavano il viaggio.
    Divisa, tra la terraferma e la linea azzurra del lontano orizzonte, sembrava avere un'anima propria... tanto era flessuosa e accondiscendente a mimare una danza tra le onde...
    "il contenuto umano" si distribuiva, spensierato, tra peso e parole a raccogliere dalla voce del vento ogni lamento utile da ricollocare nei ricordi di un'estate fatta di mare visto dal mare...
    Cime, lunghe, sciolte e poi sapientemente arrotolate si districavano tra piedi nudi e mani indaffarate a cazzare e lascare velocemente ad ogni cambio di direzione, da nord est il grecale trascinava verso terra... seppure ancorata, la barca oscillava di continuo...
    Il gommone, veloce e sicuro, la affiancava, come un gabbiano maestro che ne scorta e rassicura il percorso...
    Il mare cristallino lasciava intravedere, in avanti, la chiglia della barca, il cui colore blu e bianco era confuso tra il verde della mucillagine che si era marcita attaccandovisi.
    Necessitava di una ripulita, di una persona esperta e capace che si immergesse e la strigliasse a colpi di spazzola, come si fa per la criniera sciolta di un cavallo di razza, accarezzandola e maneggiandola con cura e sapiente sicurezza.
    Un muso, la chiglia, che si lascia accarezzare dalle mani dell'uomo e dall'onda con la stessa fiducia, abbandonata al mare e all'uomo, percependone lo stesso amore...
    Sul gommone la cassetta delle attrezzature e la bombola erano pronte all'uso... quei venticinque cavalli avevano scorrazzato in lungo e in largo sulle acque per il soccorso... del muso di un cavallo solo...
    In mare... come nella vita, le decisioni dovrebbero essere prese velocemente... a seconda di come butta il vento...
    Così il grecale... si prese la rivincita su quella giornata piena di buoni propositi e non si calmò fino a quando l'ultima barca, stanca di danzare, non fece rientro al piccolo porto lasciando al "contenuto umano" la pienezza di sensazioni vive e frizzanti nel cuore, intense di calore, salsedine e spruzzi di mare, di una giornata ormai pregna di ricordi di agosto.

  • 26 aprile 2012 alle ore 22:03
    L'Angelo che non poteva camminare

    Come comincia: Un piccolo  Angelo, senza piedi, fu mandato sulla terra dal Signore.
    Nel percorso celeste andò tutto bene, ma quando arrivò sulla Terra, si accorse di non poter camminare.
    L’Angelo, un po’ triste, allora, si rivolse al Signore :” Signore, sono arrivato dove Tu mi hai mandato, ma come faccio ad atterrare se non ho i piedi?”
    “ A te non servono i piedi” rispose il Signore “ io ti ho dato le ali per volare.
    Il piccolo Angelo, che voleva cogliere nelle parole del Signore un significato più intenso, non proferì altro, ringraziò il Signore e fece quello per cui era stato mandato : continuò a volare.
    Volò sopra ogni cosa…volò sui prati, volò sui fiumi e sui mari, volò sopra le grandi metropoli e sui piccoli paesi di montagna, volò e volò ancora…per interi giorni ed intere notti, senza mai stancarsi…fino a che, non si abbassò così tanto da scorgere l’uomo.
    Volò anche su di lui ma l’uomo, correva più veloce.
    Correva dentro le auto, correva dentro e sopra ogni mezzo di locomozione e correva anche a piedi, correva così tanto che il piccolo angelo non riusciva a stargli dietro…
    Il piccolo Angelo, fu costretto, un’altra volta a rivolgersi al Signore : “Signore, io ho fatto la tua volontà, ho volato sopra ogni cosa, su ogni luogo e su tutto ciò che ho scorto quaggiù  ma poi ho incontrato l’uomo e a questo punto mi sono accorto che con le mie ali sono troppo distante da lui, ho bisogno anche dei piedi, per potergli camminare accanto , le ali mi serviranno, per sollevarlo, nei momenti in cui non ce la farà".
    Il Signore sorrise, perché il piccolo angelo aveva capito da solo il senso della sua missione e gli fece dono dei piedi.
    E’ per questo che solo “rallentando” la nostra corsa, possiamo percepire dei piccoli passi accanto a noi e se il cuore è “attento” anche un leggero fremito d’ali.

    Dedica: A tutti coloro che hanno voglia di "rallentare" i propri passi. La "corriamo troppo", questa vita.