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Autore

Francesca Lo Bue

in archivio dal 05 mar 2011

Lercara Friddi - Italia

04 giugno 2011 alle ore 18:14

La Palabra (La Parola)

En los sauces de aquella tierra
Colgábamos nuestras cítaras
Salmo 137

La palabra

Se le perdió el pasado,
le negaron el zumo del pasado, la nostalgia,
se la tiznaron, le deslucieron su violeta azulado.
Y también el presente, que es el ya del pasado.
Sólo el dolor está solo.
La tristeza está igual, quieta y mustia.
Los duendes arrinconados salieron con sus muecas amarillas.

Da L'emozione nella parola (Por la palabra, laemocion)
Progetto Cultura - Roma 2010 -
Cerraron los postigos de los miradores verdes,
el rocío blanco se secó en los ramajes grises,
las montañas huyeron en su ceguera de nieve y distancia.
Y fueron pavores de noche fría sin estrellas,
y escalofríos de túneles estrujados de viento.
Claudicó el rojo pétalo del clavel del aire,
se le obscurecieron las pupilas brillantes a los pensamientos.
Y entre piedras inmóviles se ausentó el corazón callado de ausencias.
Estoy aquí y silenciosa espero que se desgarre la
[tela del olvido inmémore,
y que brote el encanto de la vida mía.
Tú te asomaste a mi soledad,
y mi soledad ya no está vacía y muda, ya no está sola.

Ai salici di quella terra
Appendevamo le nostre cetre
Salmo 137

La parola

Le si smarrì il passato.
Le negarono il succo del passato, la nostalgia,
l’annerirono, le s’affievolì il suo viola azzurrino.
E pure il presente, che è l’adesso del passato.
Solo il dolore è solo.
La tristezza è uguale, quieta, appassita.
I geni acquattati uscirono coi loro ghigni gialli.
Chiusero i battenti degli abbaini verdi,
la rugiada bianca seccò nelle ramaglie grigie,
le montagne fuggirono in cecità di neve e distanza.
E furono terrori di notte fredda senza stelle
e brividi di gallerie strizzate di vento.
Claudicarono i rossi petali di gerani pensili,
si scurirono le pupille brillanti delle viole.
E fra le pietre immobili si assentò il cuore zittito d’assenze.
Sono qui e silenziosa aspetto che si strappi la tela ell’oblio immemore.
E che sbocci l’incanto della vita mia.
Tu t’affacciasti alla mia solitudine,
e la mia solitudine non è più vuota e muta, non è più sola.

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