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Autore

Francesco Foresta

in archivio dal 29 dic 2005

09 ottobre 1977, Nola

mi descrivo così:
Non posso descrivermi... non sarei obiettivo... lascio ad altri questo compito.

27 gennaio 2006

Completamente pazzo

Il porco, il porco.

Sono il maiale che scrive.

La fede: quella l’ho buttata nel cesso.

Bevo.

Bevo fino a farmi scoppiare il fegato

E con le budella fuori mi sparo una sega

Come un frutto marcio mi distendo sul letto

Che puzza di sperma.

Continuo fino a venire

E me la godo tutta.

La notte è triste e mi stupisce il luccichio delle stelle

La testa fuori, spaccata in due

Sopra ogni cosa, sopra il cielo.

Sopra le stelle che bruciano tutte.

La ventola che mi gira nella testa.

Gira tutto così velocemente.

Mi fermo.

No non ci riesco.

Sono proiettato in avanti.

Questo tempo fottuto.

Passa.

Passa troppo veloce.

E gira.

Maledizione gira tutto.

Scendo dal letto e corro al cesso.

Rigetto la mia anima e ci rido sopra.

La scarico via come un sacchetto dell’immondizia.

Mi rimetto sul letto e guardo il soffitto.

Rido.

Rido come un coglione.

Senza motivo.

Era troppo buono.

La serata era buona.

Venivo col pensiero.

La puttana gelosa che mi prendeva in giro.

Mi succhiavo il cuore con la cannuccia due volte

E ritornavo a ballare.

Tutti lì.

I coglioni congelati.

Mi facevo prendere in giro.

La vita mi sfotteva ancora una volta.

E Il padrone sapeva tutto.

Si predisponeva seduto sulla poltrona

A farsi una grassa risata

Ed io non lo deludevo affatto.

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