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Autore

Francesco Giuseppe La Rosa

in archivio dal 15 set 2008

01 settembre 1980, Catania - Italia

segni particolari:
Misantropo

mi descrivo così:
Nessun giudizio potrà scalfire l'anima delle mie dita che brandiscono la penna

29 marzo 2010

Cara mia ex

Le tue labbra, ora secche
che prima eran velluto
adesso sono spente e pallide.

 

Eri la fonte dalla quale bevevo
fino a perdermi nei capezzoli
nell'infinito d'una breve vita.

 

Sei trasformata in peccato
da un'anima maledetta,
quella che ti ronza dentro

 

fingendo d'amarti alla follia
distruggendo la tua bellezza
mescolata a volgari trucchi.

 

Se fossi morta di stenti,
di fame e misera miseria
mai avrei avuto vergogna

 

d'aver imbevuto la mia pelle
col tuo corpo nudo.
I tuoi occhi quasi non ricordo

 

vitrei, non più di quel verde
che scintillava nella gioia
della purezza infantile.

 

Sei mal ridotta, e bevi
e ridi sghignazzando con i bravi,
quelli che più di me

 

t'odiano e ti tengono stretta,
come la più fraterna delle amiche,
per sbranare la tua dolcezza.

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