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Autore

Francesco Paolo Gambino

in archivio dal 22 gen 2008

27 agosto 1983, Palermo

19 maggio 2008

Muoviti e sazia l'attesa

S’arrampicano le vili comparse nel fuggi-fuggi generale,
da quando il trovatello è cresciuto,
sanno di un uomo che ha fame leonina,
che ha imparato a setacciare gli acquitrini più melmosi
Stai certo che una morsa non li placherà
poiché gli verranno addosso
maledicendo ogni attimo, inasprendo
di concubini retaggi i loro sensi del dovere

 

Il cuore è l’albero che più di tutti consola,
benché dai suoi rami penzolino i più
fitti egoismi

 

Oltre le insipienti mura e le stoffe ragguardevoli, il sole  ricama le stesse stagioni di pianti e sorrisi

 

Ma un solo tulipano nero fiorisce
all’estrema roccia d’ogni fortificazione,
e i suoi petali se non assaggeranno il tuo bagliore,
allora dimoreranno come ferite
sull’anima che andrà scarnificandosi

 

Tienilo a mente, che vivere non è mai stata una scienza per edotti, né un aneddoto per annoiate signorie, ma è da sempre una cascata di pagine bianche, un’anfora colma d’irrequietezze

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