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Autore

Francesco Porqueddu

in archivio dal 16 dic 2005

10 aprile 1983, La Maddalena - Italia

segni particolari:
Bello e impossibile.

mi descrivo così:
Ogni mattina mi sveglio e spero che il mondo sia cambiato...

18 settembre 2006

Il mio nome è...

Intro: La voce che urla è forte, è alta, è "sudata". Si esprime con forza, per farsi sentire. Di sicuro cerca qualcosa, o forse spera di trovare qualcuno a cui unirsi.

Il racconto

Il cielo è chiaro, ed ad ogni mio sguardo, cambia per il movimento delle poche nubi, sono al centro dell’attenzione, circondato da decine, forse centinaia di persone, ci sono ormai abituato, sono secoli che la situazione si ripete… sono come bloccato all’interno di un limbo, gli stessi momenti, le stesse azioni, il tutto ripetuto all’inverosimile. Ogni persona attorno a me, pende dalle mie labbra, e io conosco di già ogni singola parola che sarà pronunciata dopo la mia. La storia si ripete. Ancora, ancora. Sono qui, intorno tutti e nessuno, mi fissano, attendono un mio gesto, lo stesso di sempre. Scruto negli occhi delle persone intorno a me, leggo le loro menti, conosco i loro pensieri, anticipo le loro azioni.

 


Imprecazioni e grida di dolore, intorno a me, liberazione dentro di me. Sono come rianimato. Nonostante sappia alla perfezione ogni istante successivo di ciò che sarebbe accaduto, lo rivivo fortissimamente… lo sento vivamente.


Rivelazioni che sconvolgono le menti e deturpano le membra, portano via la vita. Sono qui, il vociare sempre più assordante, il tumulto tutto intorno, l’agitarsi freneticamente, ma il mio animo ha trovato quiete. Nonostante la verità. Commisi un unico tragico errore. Diedi e tolsi vita a chi me la diede. Sono qui. Mi sento parte di un nuovo essere, lo sento. Le voci mi rivolgono parole e le accolgo come nuove. Era buio la prima volta, è buio ancora. Ascolto, non solo con le orecchie. Percepisco tutto, intorno. Non sono io, non sono mai stato quello che credevo di essere, ma sono ciò che cercavo. La causa del male, della sofferenza, del tormento, che era, che è, e che sempre sarà. Il mio nome, rimbomba nelle teste di tutti, empio, orribile.


Tutto cominciò quando il Dio svelò il mio futuro, e io, gli andai incontro inconsapevolmente consapevole. Accadde ogni cosa…


Ora, vorrei potermi vedere per un attimo, dal di fuori, come mi vedete voi ora. Vorrei immaginarmi come ero un tempo, come vinsi l’Invinta Incantatrice, e come il Fato si prendeva gioco di me. Ma non mi importa. Tutto ciò mi ha reso immortale, sono io che ho vinto, io mi sono preso gioco del Fato, io sono ricordato e sempre lo sarò, questa è l’immortalità.

Il mio corpo non è, ma il mio spirito di volta in volta si impossessa di nuova carne. Ad ogni rinascita, segue una nuova morte, il cerchio non si interromperà mai. Percepisco le persone intorno a me, piangono, parlano. Sento le infelici voci che sibilano tra le dita che coprono la bocca, ascolto gli animi tristi. Non oggi però. Una nuova voce si è unita alla moltitudine uniforme. La sento diversa. In sintonia con il mio essere, la prima nei secoli. Per la prima volta, rivivo la prima volta. Sento il volto grondante, le mani sudice, la testa pesante, gli occhi doloranti. Mi sento rinato nel momento della rinascita. Ora sono qui, non solo in puro spirito, ma anche in impura carne. Ma non mi basta, voglio entrare in contatto con questa nuova voce, inquieta, nella quale vedo un riflesso perfetto di me. Le mille voci intorno a me, non le ascolto ormai più… c’è solo lei, li, in mezzo alle altre, la voglio. Voglio farla mia, mostrarle la perfezione dell’essere quale sono diventato dopo tanta imperfezione. Farle vedere come in realtà sono stato io a giocare col Fato e non l’inverso… ma che dico… non devo farle vedere niente, lei sa… sa già tutto, sente tutto, mi sente qui, capisce come le parole dette intorno a me siano in realtà la mia grandiosità. La sento sempre più forte, diversa, in simbiosi, è un estasi, un tripudio di sensazioni… lei è qui posso toccarla, riesco quasi ad afferrarla… mi conosce, sa tutto di me, sa come so io. Mi legge dentro, ora più che mai. È un’estasi mistica, due animi che si uniscono nell’etere, due corpi che si uniscono nella terra. Sento il suo profumo i sensi non mi tradiscono, tocco la sua pelle, sfioro le sue labbra… è li in mezzo alle altre inutili voci… è unica, non posso perderla, io sono suo, lei è mia. Non siamo nello stesso tempo, non siamo nello stesso spazio… ci unisce il forte sentire, un legame incorruttibile. Sei mia ora, sono tuo ora. Ti ho raggiunto, ti sento, mi senti. Sento il tuo respiro, il tuo cuore, il tuo sangue. Percepisco l’estasi che ti ha portata qui, la forza che ci lega. Guardami, io non posso guardarti, non posso più. Ti sento forte, sei tu. Chiamami per nome, ed ogni volta che mi nominerai, entrerò in te. Mi sentirai dentro, nuova linfa. Scorrerò nelle tue vene, saremo unica cosa. Grida il mio nome!!! Nessuno negherà di conoscerlo!!! Ognuno confermerà la mia immortalità!

Fui Re, ora sono Dio: Grida!! …Edipo!

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