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Autore

Francesco Porqueddu

in archivio dal 16 dic 2005

10 aprile 1983, La Maddalena - Italia

segni particolari:
Bello e impossibile.

mi descrivo così:
Ogni mattina mi sveglio e spero che il mondo sia cambiato...

19 aprile 2006

Solo nelle Tenebre

Intro: Bere troppo gioca brutti scherzi. E perdersi alla periferia di Londra ne gioca anche di peggiori. Ma se ciò che accade al protagonista non fosse uno scherzo?

Il racconto

In una fresca sera di aprile, passeggiavo, un po’ allegro per gli effetti dell’alcool, tra le piccole vie di uno squallido sobborgo londinese (ancora oggi non capisco come ci ero capitato...).
L’illuminazione era molto scarsa, i lampioni quasi inesistenti e nell’aria un odore acre di rifiuti. Ormai del tutto senza orientamento, imboccai l’ingresso di un piccolo vicolo quasi del tutto privo di luce, oltre a me solo un raggio di luna ebbe il coraggio di inoltrarsi lì.
In lontananza misi a fuoco una sagoma nera che si muoveva ondulante, ma non riuscii a vedere altro, fino a quando, a causa del liquore, ebbi un giramento di testa, persi l’equilibrio e caddi sopra un bidone dell’immondizia, provocando un rumore tanto forte che mi spaventai. Mi ripresi per un istante, la mia attenzione si era spostata ad un insieme di rifiuti e liquami che mi si erano riversati addosso. Non mi resi conto però, che quella losca figura che ondulava a meno di dieci metri da me, non c’era più, almeno non era più dove la vidi per la prima volta. Non ebbi neppure il tempo di guardarmi intorno, che mi sentii soffocare e con gran forza, afferrare al collo. In un istante ripresi coscienza, ero sollevato da terra, con una mano stretta al collo. Aprii gli occhi, vidi tutto annebbiato, il mio cuore pulsava, mi mancava il fiato, la stretta mi permetteva a mala pena di respirare. Cercai di focalizzare cosa ci fosse davanti a me, ma vidi solo una figura scura, occhi rossi, un mantello. Alle mie orecchie giungeva il suono del mio respiro, e poco dopo una voce mi fece trasalire… profonda, cupa e penetrante… entrava nella mia testa e rimbombava come una eco: "Ti aspettavo. Diverrai mio servo".
Il dolore al collo si fece intenso, mi mancò di nuovo il respiro, persi i sensi…

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