username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Franco Giordano

in archivio dal 19 nov 2012

17 febbraio 1972, Salerno - Italia

mi descrivo così:
Alterno, altalenando, altisonanti altitudini ad altezzosi ed alticci alterchi!

02 dicembre 2012 alle ore 14:18

Il limite del sentire

Intro: sul sentire

Il racconto

Come cambia lo sguardo trapassato dalla vita… in un istante senti come mai hai sentito, vedi come non hai mai visto. Un cammino che non vuole ritorno, mentre l’anima cresciuta d’un tratto scopre segni nuovi mai visti prima! Ti svegli e non hai più riferimenti, anche la tua mano poggiata sul letto ti sembra straniera. Ogni cosa ti chiede con violenza di esser guardata fino a farti sanguinare gli occhi. Tutto ha un’insopportabile potenza. Hai fame, solo fame e vorresti toccare anche ciò che non t’appartiene perché carico d’ogni mistero. Nulla è più ovvio e quotidiano: un bicchiere sporco di rossetto dimenticato la notte prima viaggia tra la tua bocca e tuoi occhi come un bacio mancato e uno sguardo perduto nell’indifferenza, uno in più… uno in più che avresti potuto donare e serbare… peccato mortale! Non basta mai e mai basterà… inesauribile! Sei sempre in debito con l’amore! c’è ancora chi chiude a chiave in un cassetto carezze, desideri e sensi per un investimento sicuro… così come una puttana riesce a nasconder cicatrici, tristezza e tempo per sembrar sempre eccitante per i clienti! Esci per strada e gli occhi hanno una sete infinita di grazie inaspettate, concesse da uno sguardo o un gesto di qualche sconosciuto, dalle pietre mute e fredde di qualche spazio sempre attraversato ma mai osservato, tutte presenze che inconsapevoli ti ingravidano lo sguardo! Anche il ricordo, nella sua lontananza, ti sfregia la coscienza con una lama nuova e lucente e gli occhi pieni di lacrime antiche iniziano a sorridere perchè scoprono una sorgente nuova! Tutto ti attrae e sembri un idiota mentre il cielo vuole farti credere al fango e ti schiaccia con la sua aria pesante e indifferente. Le bocche crespe dal freddo fumano di gelo e vorresti sfiorarle tutte con le dita, con gli occhi. Ma resti in silenzio violentato dalla bellezza, immobile, mentre tutto il mondo con le sue urla ti chiama… ma tu hai solo due mani e due occhi e non puoi rispondere, non è nelle tue forze, nelle tue possibilità. Esausto e stanco, preso in giro e incantato da un mistero che non vuole risposte, ritorni ricco di ciò che non riesci neanche a pronunciare. Dopo questo viaggio non ti resta che cercare nuove braccia in cui sprofondare, nuovo occhi immensi e desiderosi dove versare tutta quella luce troppo sporca e banale per non essere ignorata da tutti e che… ti ha accecato d’infinito

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento