username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Gabriella Strada

in archivio dal 31 dic 2007

30 agosto 1966, Marostica

mi descrivo così:
Meglio essere lo scricchiolio di un pavimento che una perfezione spaventosamente diafana.

09 maggio 2008

Viola se ne è andata

Intro: Giulia e Viola, la storia intensa, che parla dritto al cuore, di due donne forti e coraggiose. Questa è Amicizia, questo è Amore. Puro.

Il racconto

Ho intrapreso una nuova via.
La bambina zoppa
che porto sulle spalle
pesa un pò,
ma sento che ce la posso fare.

Giulia leggeva parole e sentiva le lacrime bruciare la pelle delle guance arrossate dal sole. La sua dolce amica Viola le aveva scritte una notte, dopo una lunga conversazione con lei. Diceva che le aveva infuso coraggio e forza. Di nuovo, ancora, coraggio e forza. A lei, che era la donna più coraggiosa del mondo.


 Il mio specchio
ha lasciato un segno indelebile
ma la mia nuova amica
mi racconta
le storie di Sonja.
E ciò risolve piano
i miei nodi.

Matteo, il ragazzo di Viola, quando l’aveva saputo aveva avuto una reazione strana. Dapprima le aveva dichiarato garanzia di costante presenza. Viola, seppur provata, era rifiorita godendo delle sue attenzioni spropositate e stucchevoli. Solo dopo tre settimane, però, Matteo già veniva solamente dopo cena, per una breve e imbarazzata ora. Poi, infine, non venne più.

Giulia, invece, le restava accanto, passando ore a leggerle un libro di brevi ma intensi racconti, che poi discutevano a lungo ed appassionatamente. Era quella la passione che le accomunava, la letteratura, l‘arte, il senso del bello.

Non è più incubo
di dipendenza
ma un tranquillo
parlare,
del più
e del meno.

Giulia ogni mattina lavava Viola con una grande spugna rosa. Il sapone odorava di zenzero e papavero. Quelle povere membra, martoriate e bluastre, sembravano rami contorti d’ulivo e il groppo alla gola era sempre più grande. Ma Viola rideva del leggero solletico, con quella sua risata del colore del cielo, e così anche Giulia si convinceva che qualcosa sarebbe cambiato, che infine tutto si sarebbe risolto.

E’ bastato poco:
prologo,
esordio,
mutamento,
acme,
scioglimento.
Tutto come da manuale.
Ma troppo breve.

Faceva caldo e spesso, alla sera, prendevano il fresco in veranda, contemplando quel mare tanto amato, ascoltando musiche dolci e lontane, parlando di viaggi e luoghi mai visti, uomini molto amati, verità mai conosciute, libri mai scritti. Una sera si sono assopite, ascoltando la risacca e guardando le luci della baia. Stese sulle sdraio, una accanto all’altra, mano nella mano. 

Torno alla mia
ipotassi quotidiana,
ai miei diversi livelli
di subordinazione.
Calma piatta,
assenza di vento.

 Ecco. Viola se ne è andata così. Con calma piatta, in assenza di vento. 
21/04/2007

NdA: Ieri ho visto Giulia. Altri pezzi del mio cuore sono caduti a terra, sopra al mucchio. Ho pensato che era necessario finalmente pulire prima che qualcuno scivolasse calpestandoli.



Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento