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in archivio dal 23 nov 2005

Gerardo Di Filippo

09 marzo 1978, Benevento
Segni particolari: Il poeta degli angeli. Pubblicato in varie antologie, premiato in svariati concorsi letterari. Il mio contatto MSN è ilpoetadegliangeli@hotmail.it
Mi descrivo così: Sono il poeta degli angeli, cerco di vivere con ciò che so fare meglio: scrivere e amare.

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  • 20 settembre 2010
    Tempesta

    Il vento che intreccia i nostri respiri,
    non è lo stesso che muove i lunghi capelli,
    o trascina le piume lontano dall’inchiostro.

    Non è lo stesso vento che spettina le conifere,
    o asciuga le lacrime dei salici.

    Il nostro è un vento di pensieri,
    che ruba il sale dagli oceani,
    e ne fa statue di rimpianto.

    Tu, col volto coperto dai miei sogni,
    accompagni la mia lingua straniera,
    in un bacio che fa delle nostre labbra,
    due pezzi di cielo che si specchiano nell’eterno.

    Chiedilo.
    E le mie stelle fermeranno il loro moto.
    Dillo.
    E la mia immagine scomparirà dalle gocce di pioggia.

    Il tuo nome,
    lo gridano i lampi,
    per questo nell’anima mia,
    è sempre tempesta.

    01/02/2009

     
  • 13 dicembre 2007
    Impeto

    C’è una frattura,
    tra la rabbia e me,
    che mi rende insonne.
    Forse i miei occhi son troppo bassi,
    o davanti a me c’è sempre
    troppo spazio per i passi d’un altro.
    Non saprei dire nulla,
    se non che sento bollire ai polsi,
    alle caviglie, allo stomaco, al cervello,
    un cruento incontro con il prossimo.
    Per ora tendo la mano,
    porgo l’altra guancia,
    ma solo per ora, solo fino a quando
    il brivido continuerà.
    È risaputo: le tempeste più impetuose,
    sono accompagnate dalla quiete,
    e quando non sentirò più quel brivido,
    scatenerò furore anonimo e cieco,
    su coloro che m’intralceranno.

     

    03/09/2007

     
  • 28 aprile 2007
    A Vanessa Russo

    Oh fiore,
    te ne sei andata,
    e prima che di te conoscessi il profumo.
    Su di te un angelo,
    ha posato le ali,
    e nell’ascesa, ha poi
    rubato la tua anima.
    “Sei troppo bella per questa vita”
    ha detto
    “Sei troppo sola.”
    Ora sai, dov’è che andremo,
    quando non ci saranno più alberi,
    né colori.
    Ora sai che valore non ha,
    la mano che si ritrae,
    il viso che si volta dall’altra parte.
    Oh fiore,
    aiutami a non odiare chi t’ha colta,
    così che il seme delle mie preghiere,
    possa germogliare,
    e dar vita alla tua nuova stella.

     

    27/04/2007

     
  • 12 gennaio 2007
    Sei tutto quel che ho

    Amo la poesia dei tuoi silenzi,
    Amore sei tu.
    e il bisogno di baci che riversi,
    Ora lo so.
    Sulle mie labbra
    Sei aria che respiro.
    e sul mio cuore.
    Sei acqua che bevo
    Amore sei tu.
    E mi disseta.
    Insieme abbiamo accompagnato nuvole,
    senza guardarci indietro,
    noi ci siamo scelti.
    Nessun nome da dimenticare,
    nessun dolore da superare,
    niente scarabocchi da cancellare.
    Noi ci siamo scelti,
    e qualcosa più grande di noi,
    ci ha uniti.


    03/01/2007

     
  • 11 ottobre 2006
    Lascia che io ti guardi

    Che io possa morire,


    il giorno in cui,


    smetterò d’amarti.


    Ma fino ad allora,


    da' un senso a questi occhi:


    lascia che io ti guardi.


     


    09/10/2006

     
  • 03 luglio 2006
    Amore rideva

    L’eco era lontano,

    ma chiaro: Amore rideva.

     

    Pensai:

    Chi ora sarà stato colpito dal suo dardo?

     

    Poi ti vidi.

     

    Bella, Bella, Bella.

     

    E compresi perché

    mi sanguinava il petto.

     
  • 18 giugno 2006
    Datemi una “moneta”

    La vera solitudine la scopri,

    aprendoti all’amore.

     

    Posso sentirti ancora,

    mentre il vento d’altura,

    affonda le sue mani in me,

    e stanche le mie palpebre s’accasciano,

    simili a quelle di un cieco,

    che ha perso il desiderio nel suo ultimo ricordo.

     

    Senza il tuo fianco,

    al mio fianco,

    sono come il cielo quando tacciono,

    le ali degli stormi.

     

    Tendo la mano,

    alle mille te che passano,

    e mendico l’unica cosa che non si può comprare:

    l’amore.


    14/06/2006

     
  • Respiro l’aria che muovi,

    sperando di coglierne profumi e pensieri,

    come quando recisi i miei polsi tra i rovi,

    delle rose in cui pensavo eri.

     

    Affacciato al tuo sguardo sereno,

    il desiderio scivola senza indugiare,

    sui tuoi capelli, sulle tue spalle, sul tuo seno,

    indosso tutto ciò che di te può amare.

     

    Chiamami, col nome che più ti fa sentire amata,

    perché se non è con voce tua che s’esprime l’emozione,

    l’armonia della mia anima è violata.

     

    Faccio trecce dei nostri momenti di passione,

    cancello la tua ombra dai bianchi muri dov’è disegnata,

    per ridipingerla sulla mia bocca e dar vita a una canzone.

     

    Io sono il silenzio che ti guarda sorpreso,

    mentre cammini leggera,

    sotto le stelle a schiera,

    di questo cielo incompreso.

     


    14/02/2006, poesia pubblicata nel volume “Sensazione d’autore” edito da Kimerik

     

     

     
  • 26 aprile 2006
    La bellezza di una donna

     Se fossi un filo d'erba,
    avvolgerei i tuoi capelli fino a confondermi con essi,
    di edera li profumerei,
    e dalle punte risalirei fino al dove in cui s'addormentano,
    dietro il rosa con cui ascolti il mio amore.
    Scopri il collo,
    sii poesia per i miei occhi,
    tu,
    foresta vergine che sorride a chi pensa di nascondersi,
    dietro le tue stesse fronde,
    senza essere visto mentre piange.
    Creatura mia,
    che mia dentro e solo dentro sei,
    legami i polsi,
    e flagellami coi tuoi sorrisi.
    Perché?
    Perché la tua bellezza mi ha fatto innamorare,
    ha disorientato le mie stelle,
    e ora non so più come ritrovarmi.

    31/07/2005

     
  • 26 aprile 2006
    Mio Angelo

    Specchiati. Nel mio amore.

    Posa il tuo sguardo in questi occhi,

    oh alata creatura tra l'oro e l'azzurro,

    e fa che m'innamori della vita.

    Avvicinati. Al mio amore.

    Vesti le mie labbra coi tuoi baci, così che io

    comprenda il primaverile dolore del desio,

    prima che si realizzi.

    Fidati. Del mio amore.

    Prendi per mano le mie paure,

    accompagnale lungo i battiti del cuore,

    ché io affronti con coraggio

    i dubbi e le delusioni,

    le ansie e le solitudini.

    25/12/2005

    POESIA PREMIATA COL FRANCOBOLLO D'ARGENTO AL 24 PREMIO DI POESIA FRANCO BARGAGNA (DOMENICA 23 APRILE 2006)

     
  • 14 aprile 2006
    ... A San Lorenzo

    T’ho veduta sorridere,

    più bella della notte a San Lorenzo,

    e per la semplicità che t’appartiene,

    ora dolce è il mio sgomento.

     

    La tua bocca,

    è come il raro fiore che cresce sulla cima,

    inarrivabile, quasi leggenda.

     

    S’agita una bufera,

    nel mio petto,

    è un desiderio che s’avvera,

    tienimi stretto.

     

    Chiama i tuoi occhi Oriente,

    e illumina l’antico legno,

    dove incisi i nostri nomi.

     

    Sei tu che muovi i soli.

     

    13/04/2006

     
  • Nei pomeriggi trascorsi,

    nel giardino di ghirlande,

    che profumano del tuo sesso,

    ho riscoperto il fascino,

    del respiro.

    Ogni volta che t’amo,

    diventi più bella.

    Ti cerco mirando gli spazi,

    tra una nuvola e l’altra,

    fin quando la natura,

    nel suo essere vento,

    non t’allontana in nuovi disegni.

    Essere unica,

    rende unico me,

    nell’infinito delle infinite volte,

    che ci siamo presi.

    Dai parola al mio silenzio,

    tu, mia ambrosia e mio assenzio,

    tu, traccia immortale del mio passaggio.

     

    Svanisco quando,

    sussurri il gemito.

    Siamo un tutto.

     

    13/03/2006

     
  • 06 marzo 2006
    A volo d’angelo

    Sei l’unico baratro in cui mi tufferei a volo d’angelo,

    sei l’unico viaggio dal quale non farei mai ritorno,

    e non riesco a fare a meno di pensare,

    che sei la creatura più assomigliante ai battiti del mio cuore.

    Quando ti vedo capisco il moto dei pianeti intorno al sole,

    pianeta vita nella mia vita,

    oro colato che sorseggio con gli sguardi,

    io t’amo, io t’amo, io t’amo.

     

    Sei lava che dipinge lingue di desiderio sulle mie carni,

    e dall’alto, solo dall’alto di un volo d’angelo,

    posso vedere come tu vedi e respirare come tu respiri.

    Tornerò da te prima che sia tardi,

    qualunque sia la distanza tra le tue paure

    e le certezze, i  punti fermi che miei t’appartengono.

    Non avrai modo d’invidiare gesti o ricchezze altrui,

    perché i miei gesti rivolti alla tua corona,

    sono la nostra ricchezza più grande.

     

    Io t’amo, io t’amo, io t’amo.

    Pronuncia il mio nome scandendo le sillabe,

    accarezza le singole lettere come fossero fiocchi di neve,

    e lega una volta e per sempre,

    l’esser mio al tuo esser presente.

    Pronuncia il mio nome e alla tua voce,

    io dimenticherò chi sono,

    non sarò più colui che sono stato,

    ma sarò sulle tue labbra e potrò dirti ancora:

    io t’amo, io t’amo, io t’amo.

    23/02/2006

     
  • 16 febbraio 2006
    Océane

    Discendesti dalle alture fiorite,
    attenta a non calpestare margherite.
    Avevi il bianco di una veste addosso,
    le tue spalle esaltava, un cielo rosso.
    Una donna che ti fa sentire,
    come una rapida senza fine,
    e che fa del tuo più intimo respiro,
    l’inaspettato zéfiro,
    è degna d’esser nominata: Dea.
    Océane, tu sei Dea dell’amore,
    che incanti ogni giorno,
    e ogni giorno, incanti.
    Sfrenate notti,
    non attendetevi riposo dai nostri baci,
    avremo il tempo che finora non abbiamo avuto,
    le ore più lunghe saranno per noi.
    M’incarnerò, nelle tue risate,
    come tu lo sei adesso,
    nelle note di speranza evocate,
    da un flebile pianto sommesso.
    Il mio punto più alto,
    raggiunto coi passi del destino,
    è stato quando hai detto:
    “Amore, aspettiamo un bambino”


    25/09/2005

     
  • 05 gennaio 2006
    Fiore di campo

    L’orizzonte verso cui cammino,

    è il sole rosso dietro le tue spalle,

    la tua felicità è un viaggio che non permette soste,

    un destino che non so fuggire.

    Per me sei come una di quelle luci azzurre,

    che colorano il mare nel tardo pomeriggio,

    è così che ti vedo: contemplata dai miei sogni.

    Mi chiami a te,

    come il fuoco alla farfalla,

    e prima che me ne accorga,

    sono tuo, al tuo sorriso incatenato.

    Fiore di campo,

    ti cercano in molti sai ?

    Tutti i cuori che vogliono battere più forte,

    tutte le mani che vogliono essere accarezzate,

    ti cercano perchè in te,

    c’è tutta l’emozione che un’emozione sa dare.

     

    Tratta dal libro "...di Te e di altri angeli"

     
  • 28 dicembre 2005
    Il nome celeste

    T’amai,

    prima d’esser tuo,

    fu quando vidi la paura,

    fuggire dentro una parola.

     

    Seguii i tuoi passi,

    orme già percorse,

    figlie d’un tempo mesto,

    trascorso nel vano dimenticare.

     

    Palmo a palmo mi conducesti,

    tra ghiande e fili d’erba,

    imperscrutabile confine fra sogno e realtà,

    orizzonte che nel tuo nome s’abbandona.

     

    È nel chiamarti,

    mia dolce Miriam,

    che le montagne mi fanno passare,

    e le nuvole non coprono mai il sole.

     
  • 12 dicembre 2005
    Il valore della libertà

    Ho vinto un pesciolino rosso,

    alla festa di paese,

    ho centrato la boccetta di vetro dove nuotava,

    con una pallina di plastica bianca.

    Ora è qui, in una busta trasparente,

    lo guardo e non sembra felice,

    credo di sapere il perchè.

    Il custode ha aperto i cancelli,

    possiamo entrare,

    il laghetto non è il mare,

    ma lì ci sono tanti amici con cui potrai nuotare.

     
    Le rane saltano, le hai catturate anche tu vero?

    Si...quando scopri il mondo nelle sue meraviglie,

    privi della libertà chi ne ha diritto come te,

    ma di te è più debole.

    Tu che hai piume gialle,

    senti che sapore ha il volo,

    oltre quelle sbarre.

    Ho preferito barattare la tua libertà,

    con un pezzo di carta che di certo,

    vale meno del tuo canto libero.

     
    E tu, uomo,

    che attendi il giorno segnato su un muro,

    non sei diverso da me,

    se adesso hai capito dove hai sbagliato,

    e hai la forza di ritornare sui tuoi passi,

    guardare negli occhi chi hai ferito,

    e chiedere perdono.

    I giorni passano ma la tua vita è ancora lontana,

    dal consumarsi,

    solo tu puoi cambiare il tuo percorso.

     
    Chi nel bene,

    chi nel male,

    siamo tutti in prigione.

     

    06/07/2005

     

     
  • 29 novembre 2005
    Quella più bella

    Io ti amo,
    più di quanto la notte ami le stelle.
    Non ho bisogno di ali per volare,
    con te che mi stringi.
    La mia infelicità, per la tua felicità,
    per sempre e oltre… tu lo sai.

    Senza Tempo, tratta da "... di Te e di altri angeli"

     
  • 25 novembre 2005
    Morire dentro

    Lei ed io siamo come il deserto e la pioggia,
    siamo due baci che corrono l'uno verso l'altro, ma controvento,
    due mondi legati dal cielo infinito,
    siamo il sogno e la realtà.
    Mai avrei voluto abbandonare quello che provo,
    senti che semplice poesia,
    nelle mie carezze… carezze non trovo.
    Penso mille cose, mille girotondi nella pancia e nel cuore,
    a cosa ho fatto per essere un uomo a metà,
    a cosa ho fatto per non riuscire a farmi amare.
    Siamo il giorno e la notte,
    lo siamo l'uno per l'altro,
    e combatto l'impotenza di vedere il suo viso,
    morire dentro il mio amore.
    E Lei,
    è riuscita a cancellare il mio ieri,
    diventando il domani che non vedrò.
    Vieni qui, vieni da me,
    lascia che non senta più il bisogno di dire ti amo,
    vieni da me per rimanere e far l'amore.
    Ascolta, il mio silenzio,
    non vincerai neanche se te ne andrai,
    e non mi convincerai che l'amore è sofferenza e illusione,
    perché anche se non sono sicuro e maturo,
    so che ti vorrei anche se tu fossi senza parole,
    senza poesia, senza lo sporco denaro,
    senza luna, senza magia e senza sole.
    Non sarà una vita perfetta,
    ma sarà la nostra vita,
    ci saranno momenti da tremare,
    ma insieme ce la possiamo fare.
    Senza te,
    posso averti nella pazzia che già mi tiene la mano,
    perderò la libertà di sognare altre spiagge,
    per risentire la tua bocca che mi bacia piano.
    E che la gente mi creda pure malato,
    nessuno avrà i miei occhi pieni di te,
    e il mare mi creda pure naufragato,
    nessuno è più solo di un uomo innamorato.

    20/04/2002, tratta da "... di Te e di altri angeli"

     

     
  • 23 novembre 2005
    Liberi d'amarci

    La mia libertà sei tu quando cammini,

    o posi per una fotografia mentre dai le spalle al mare.


    Ti guardo,

    scopro nuovi silenzi in me, nuove parole,

    mi avvicinerei ai tuoi capelli per contarli,

    per raccoglierli nelle mani,

    ma ora tra le dita ho solo frammenti di sogni che scivolano e fanno male.


    La mia libertà sei tu quando apri gli occhi,

    e sorridi per una smorfia o per l’imbarazzo di una carezza.
     

    Ti guardo,

    ed è l’assoluto sentimento che provo per te,

    a farmi paura,

    perchè non si può dominare

    ciò che è troppo grande e troppo forte.

     È quando ti guardo,

    che mi sorprendo di quanto poco conosca me stesso,

    perchè le stagioni mi passano dentro,

    perchè le lacrime danzano.


    La mia libertà sei tu quando mi chiudi in un abbraccio,

    e sai che non andrò mai lontano da te,

    perchè siamo liberi amore mio,

    liberi di amarci.

    Dal libro "...di Te e di altri angeli"

     

     
  • 23 novembre 2005
    Eternità

    I suoi abbracci sono così lontani,

    il suo viso annebbiato dal tempo.

    Vorrei aver scattato una foto ai suoi occhi,

    almeno l’avrei vista per sempre!

    Potrei scrivere che per ricordarla mi basta guardare il cielo,

    o chiudere le finestre e pensare al mare;

    ma non si può guardare il cielo in eterno,

    e le finestre bisogna aprirle, prima o poi.

    La paura di dimenticarla è così forte,

    che mi dà la certezza di non dimenticarla mai:

    le rondini non possono dimenticare il cielo,

    né il sole, gli angeli.

    Tu che leggi, regalami un sorriso

    e quando ripenserai a questa poesia,

    chiudi le finestre e guarda il mare.


    Dal libro "...di Te e di altri angeli"

     

     
  • 23 novembre 2005
    Il vento

    Lascia che sia il mio respiro

    A schiudere il cielo dentro te

    Lasciami entrare

    nella primavera degli occhi tuoi

    e come il fiume col mare,

    lascia che io diventi parte di te.

    Dal libro "... di Te e di altri angeli"

     
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  • Come comincia: Al primo strappò i muscoli del petto con tenaglie arroventate prima di stritolargli il cuore a mani nude. Mastectomia.
    Il secondo fu atrocemente ingoiato da fiamme incandescenti che sorgevano dal suo corpo, tra gli sguardi esterrefatti degli amici con cui era uscito a far baldoria. Forno.
    Una donna fu la terza. Si svegliò nel cuore della notte, legata al letto da catene nate dal nulla. Un’ombra le introdusse tra le gambe qualcosa di freddo e massiccio che lentamente cresceva all’interno della sua vagina fino al punto in cui il dolore non fu più sopportabile. Sentiva le sue intime carni dilaniarsi e il sangue caldo scorrerle sulle cosce. Quando lo stesso strumento le fu spinto con violenza anche nella gola, capì che non avrebbe visto l’alba. Pera.
    Lo avevano avvisato con una circolare: Oggetto: derattizzazione. Nel suo cimitero? Impossibile! Com’erano finiti i topi lì? In ogni caso gli ordini non si discutevano se voleva continuare a lavorare come becchino. Derattizzazione. Il mattino seguente avrebbe risolto personalmente il problema, non doveva far altro che mettere trappole un po’ qui e un po’ là e poi affogare i topi in un secchio d’acqua come aveva visto fare a suo nonno anni addietro. Si coricò nel proprio letto quando: "Squit!" - aprì gli occhi. "Squit!" - Si alzò dal letto. Squit! Fu una sentenza di morte. Lo aveva dentro... il topo. Lo sentiva dimenarsi all’interno del sedere. Si toccò e non trovò alcun orifizio: l’ano gli era stato cucito. Il dolore straziante ebbe fine solo quando l’animaletto, aprendosi un varco tra le viscere, trovò una diversa via d’uscita: la bocca. Topo.
    Bellezza stava completando la propria vendetta dopo un’attesa di ottocento anni. Stava uccidendo i discendenti dei suoi inquisitori, quegli “uomini di Dio” che le urlavano Strega! mentre bruciava sul rogo dopo aver subito indicibili torture.

     

    4° Posto Concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2007 - edizione VI

     
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