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Racconti di Gerardo Di Filippo

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  • Come comincia: Al primo strappò i muscoli del petto con tenaglie arroventate prima di stritolargli il cuore a mani nude. Mastectomia.
    Il secondo fu atrocemente ingoiato da fiamme incandescenti che sorgevano dal suo corpo, tra gli sguardi esterrefatti degli amici con cui era uscito a far baldoria. Forno.
    Una donna fu la terza. Si svegliò nel cuore della notte, legata al letto da catene nate dal nulla. Un’ombra le introdusse tra le gambe qualcosa di freddo e massiccio che lentamente cresceva all’interno della sua vagina fino al punto in cui il dolore non fu più sopportabile. Sentiva le sue intime carni dilaniarsi e il sangue caldo scorrerle sulle cosce. Quando lo stesso strumento le fu spinto con violenza anche nella gola, capì che non avrebbe visto l’alba. Pera.
    Lo avevano avvisato con una circolare: Oggetto: derattizzazione. Nel suo cimitero? Impossibile! Com’erano finiti i topi lì? In ogni caso gli ordini non si discutevano se voleva continuare a lavorare come becchino. Derattizzazione. Il mattino seguente avrebbe risolto personalmente il problema, non doveva far altro che mettere trappole un po’ qui e un po’ là e poi affogare i topi in un secchio d’acqua come aveva visto fare a suo nonno anni addietro. Si coricò nel proprio letto quando: "Squit!" - aprì gli occhi. "Squit!" - Si alzò dal letto. Squit! Fu una sentenza di morte. Lo aveva dentro... il topo. Lo sentiva dimenarsi all’interno del sedere. Si toccò e non trovò alcun orifizio: l’ano gli era stato cucito. Il dolore straziante ebbe fine solo quando l’animaletto, aprendosi un varco tra le viscere, trovò una diversa via d’uscita: la bocca. Topo.
    Bellezza stava completando la propria vendetta dopo un’attesa di ottocento anni. Stava uccidendo i discendenti dei suoi inquisitori, quegli “uomini di Dio” che le urlavano Strega! mentre bruciava sul rogo dopo aver subito indicibili torture.

     

    4° Posto Concorso "300 Parole Per Un Incubo", 2007 - edizione VI