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Autore

Gian Genta

in archivio dal 13 dic 2005

15 marzo 1944, Savona

segni particolari:
Non so di tappo.

mi descrivo così:
Sono ostile fin dalla più tenera età non so se questo è un bene ma ne vado orgoglioso.

28 dicembre 2005

Nucetto Villa

Tepore sulle persiane dimenticate

lacci d’aria mozzano l’affanno delle sere in collina.

Sono andato per acqua ad una fontana

chiamata col nome di un vecchio del borgo

tra cascine stranamente intatte

dove la chiesa è spenta tra i ruderi del castello.

Sono andato a consumare il vuoto

dove la sorgente respira trasparenza

a bere la vita come un cucciolo al seno

quasi a sorprendere il tempo nel tempo.

Sono andato alla fine del giorno

nella parte più alta del paese

dove la strada si perde a raccogliere erba

lasciandomi dietro il tratto abitato

alla vasca dei senza premura.

La mano tesa a raccogliere il nulla che cade

dove i passi marcano terra coltivata ad orto

per la storia lontana di un anima sconosciuta.

Tepore nel dialogo con me stesso

istanti d’acqua a cancellare tracce d’intolleranza.

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