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Autore

Gianfranco Pacco

in archivio dal 22 set 2009

04 ottobre 1963, Trieste - Italia

segni particolari:
Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.

mi descrivo così:
Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...

29 novembre 2011 alle ore 13:25

Quà la mano amico mio...

Il pensiero sorridente, fugge via con i colori
dal mio tronco si trasmette, tra cespugli con gli odori

Parlo molto in mezzo ai boschi, meglio ancora nei giardini
anche in mezzo a una foresta, tutti assieme facciam festa

E gli amici animali, loro son davvero tanti
con un cenno dei miei, rami accarezzo tutti quanti

Resto li a guardare il cielo, le radici a mio sostegno
la corteccia il mio scudo, un fantastico disegno

Su più in alto che si può, con la punta fino al sole
i riflessi e un luccichio, non ci sono le parole

Se c’è vento io mi sveglio, sempre di mattina presto
una bella pettinata, e via avanti tutto il resto

Che sian foglie oppure aghi, son pennelli colorati
e tra fronde qualche raggio,luce su due innamorati

E l’inverno mi fa bianco, una sposa molto dolce
tutto candido e ovattato, un paesaggio incantato

Quando arriva primavera,metto abiti frizzanti
spicco il volo con le rondini,i rumori sono tanti

Tutti al mare un po’ di fresco, è l’estate ci riscalda
accogliamo chi lo vuole, solo per la nostra ombra

E in autunno un po’ svestito, sento freddo anche al cuore
e magari l’atmosfera, ci regala un nuovo amore

Poi finisce tutto quanto, assordante  è il rumore
quando arriva il boscaiolo, mi vien voglia di scappare

Principesse e giganti, nelle fiabe mi ritrovo
orchi e grossi malefici, proprio lì mi sento vivo

Storie draghi e megere, i ranocchi sul pisello
e c’è anche una canzone, forse ho fatto confusione…

Filastrocca del Natale, quando tutti son vicini
e mi addobbano per bene, famigliole con bambini

E se io produco frutta, vengo meglio custodito
sono fonte di guadagno, ben servito e riverito

Imparate il mio linguaggio, tanti ci hanno provato
molti poi si son stufati, che sia troppo complicato?

In un bosco ad occhi chiusi, sarà l’albero a guidarti
tra cespugli e sentieri, saprà anche ascoltarti

Salutiamo gli alberelli, sono piccoli e indifesi
proteggiamo i più piccini, come fossero bambini

E se i rami per magia, io potessi adoperare
forse qualche desiderio, riuscirei ad esaudire

Che la fame se ne vada, non le voglio più le guerre
con tutte le malattie, proprio da tutte le terre

sono vecchio e molto alto, vedo il mondo e le stagioni
grazie alle mie radici, della terra le emozioni

Ascoltatemi ogni volta, non racconto le bugie
la mia storia si ripete, così pure le magie

Finalmente so parlare, ma non sono un burattino
Guardo fisso il mio amico
“qua la mano piano, piano” sussurrando io gli dico
…anzi meglio…“qua il ramo…”

Commenti
  • Simona Di Marco ma che sorpresa ritrovarti in home!!!! non che la cosa mi meravigli per dirla tutta, bravi come te ne ho letti pochi!!!!

    02 dicembre 2011 alle ore 14:20


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