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Autore

Gianfranco Pacco

in archivio dal 22 set 2009

04 ottobre 1963, Trieste - Italia

segni particolari:
Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.

mi descrivo così:
Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...

16 ottobre 2012 alle ore 9:50

A bordo!

Intro: Stavolta non si va ne con l'aereo, ne con la nave e tanto meno in automobile...il treno? nemmeno!
Si parte a cavallo di un arcobaleno...poi si vedrà...Se credete nelle favole seguitemi! ...Se invece non ci credete, provateci ugualmente: ogni tanto non fa male ritornare bambini...

Il racconto

E’ da un po’ che non prendo in mano il mio pennello.
No, un attimo, aspettate, non devo dipingere nessuna parete, devo solo tentare di colorare una storia con il pennello della mia fantasia.
Vediamo: inizio con l’intingerlo in un bel vaso di colori, per l’esattezza quelli dell’arcobaleno; poi a mezzaria una bella pennellata et voilà: il gioco è fatto.
Un arcobaleno sospeso nell’aria: che sia un segno del destino?
Sembra invitarmi a salirci sopra: che bello, a cavallo di un arcobaleno magari è un cavallo che corre pure, fatto apposta per intraprendere un viaggio ed in questo momento ho voglia di viaggiare.
Penso e ripenso: assomiglia a qualcosa che ancora non riesco a raffigurarmi.
Ma si, ho trovato: è un tappeto volante, si va.
Appoggio ordinatamente vaso e pennello e rientro in casa in velocità solo per raccogliere alcune cose che potrebbero servire a bordo.
Le inserisco ordinatamente nello zaino: una torcia, un blok notes, una penna ed un pizzico di follia, qualche ricambio, il cellulare, anzi no il cellulare no.
Esco, raccolgo il pennello e lo metto nel mascone dello zaino, saluto il cane che scodinzola e che mi segue sino al tappeto.
Il cielo è terso, solo qualchen uvola bianca in lontananza.
Mi accomodo sul mio nuovo mezzo di trasporto multicolore, metto in moto…
No, un attimo: non ho la chiave, e poi chi l’ha detto che il tappeto ha il motorino d’avviamento.
Chissà se nel cruscotto c’è un libretto di istruzioni?
Controllo e vi trovo un libretto con la copertina luccicante, lo sfoglio ed è tutto bianco, solo in fondo c’è un messaggio: è l’ultima pagina, il tuo libro finisce qua…mancano le altre, riempirle è compito tuo…
Una sfida? Forse…ma avvincente.
Si comincia.
Proviamo a cercare una parola magica…si, ecco, è molto probabile che vi sia una semplice parola che può sbloccare l’avvio del mezzo: mi viene da sorridere…e nel preciso istante in cui sorrido si decolla…il gioco è fatto…basta ridere si parte, ok.
E per fermarmi?
Ci penserò più avanti, oramai sono già in volo…
Paesaggi stupendi, voci che svaniscono, solo il silenzio delle nuvole.
Stormi di uccelli salutano battendo le mani, ops volevo dire le ali.
“Ehi voi, sentite, come faccio per fermarmi con sto trabiccolo?”
Nessuna risposta, del resto gli uccelli non parlano…ma ne siamo certi?

--continua--

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