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Autore

Gianluca Gualano

in archivio dal 09 dic 2005

13 agosto 1977, Milano - Italia

mi descrivo così:
Annoiato ma speranzoso

09 agosto 2012 alle ore 10:38

I borghesi del 2000

Il racconto

Per definizione un salto nel buio è appunto un salto senza la ben nota rete circense di protezione, è qualcosa che non porta con sé né garanzie né certezze. E nel momento in cui il motore di codesto salto è una spinta morale, etica o comunque proveniente direttamente dal proprio cuore poco conta la riuscita o il fallimento dello stesso in quanto la purezza della spinta garantisce la salvezza del soggetto. Ad oggi va molto di moda il cosiddetto “salto nel buio col trucco” ossia con rete di protezione, invisibile ai più e purtroppo anche a questi stessi intrepidi azzardatori dell’ignoto. Voler approdare verso lidi della mente e del corpo ma con delle garanzie e certezze: i confini, un territorio circoscritto, essere sempre tra “amici”. Bene questi signori sono i borghesi del 2000. Gente brava per amor del cielo, brave persone come spesso si dice e si sente dire e come del resto effettivamente sono. Come quando si va a quelle serate, feste, sagre di campagna politicizzate in cui trovi la bandiera della Palestina o la bancarella di Emergency, il messaggio è: “non ti preoccupare, questa sera puoi stare tranquillo fratello sei tra noi, la pensiamo tutti ugualmente, non devi temere idee fuori dal comune o personaggi fastidiosi, goditi il tuo sabato sera e se ogni tanto hai dei sussulti interni butta l’occhio in giro e la bandiera della Palestina dovrebbe farti riaddormentare. Nessuno ti racconterà che 2+2=5. Nessuno oserà dar fuoco alle tue tanto amate certezze!” (poi che la bandiera della Palestina sia confusa con quella delle isole Samoa è un particolare del tutto irrilevante). Il salto nel buio con rete di protezione è il movimento del 2000, oramai che da questa parte di mondo tutti possiamo godere delle minime garanzie di cibo, letto, lavoro, cesso privato in camera, ci si può permettere di buttare l’occhio più in la ma mai al di la della siepe e sempre col paracadute attaccato. Fondamentalmente gente che ha studiato, intellettuali; persone inquadrate (forzate?) in un contesto socio-culturale del buono, del bello e del bravo che hanno voglia di tentare, di dimostrare; ma lo stesso tessuto socio culturale, la famiglia e il senso d’individuazione in qualcosa, tengono loro stretto un guinzaglio oppiaceo più o meno lungo. Queste persone hanno un enorme bisogno di certezze, di risposte ma soprattutto di confini e garanzie di appartenenza a questo tessuto. Poi esiste il peggiore dei borghesi del 2000, quello in cui sono riassunte tutte le qualità: salto con paracadute, giudicatore e ipocrita. Questa nuova specie va dal fratello negro (non è un errore di battitura è proprio scritto negro) o indiano, e lo giudica inferiore perché magari mangia con le mani o caga per strada. Giudica e si sente superiore e magari salvatore. Il suo motto è veni vidi vinci! Non ha alcuna spinta interna, le sue motivazioni non nascono dal cuore, non ha idee proprie se non un senso di appartenenza a una cultura, la sua, a una famiglia, la sua, a un gruppo di amici, il suo, eppur professa in giro fratellanza e sostegno. Giudica continuamente e tutto quello che non è tra i suoi confini è merda, in realtà è solo estrema paura dell’incognito e di quanto ciò possa intaccare le piccole e limitate idee della sua comunità. Se annusa pericolo per le sue verità potrebbe esser disposto a vender la madre o tradire l’amico del suo stesso gruppo additandolo con frasi del tipo: “sei tu che hai smesso di pensarla come noi!”. Cambierà marciapiede pur di non affrontare il nemico - l’opposto - e non è chiaro se per pusillanimità o ignoranza. Dunque se ne deduce che il borghese del 2000, che fondamentalmente non uccide non stupra ne ruba le caramelle ai bimbi di strada, appartiene a una scuola religioso-filosofica con dei confini ben chiari, stessi confini che garantiscon lui sonni tranquilli e la certezza che il sole risorgerà puntualmente. I valori che professa sono confusi perché non ha alcuna presa di posizione personale se non appartenenza a un gruppo. Non esistono idee migliori delle altre, più all’avanguardia o più forti, più sane o più pure; esistono solo prese di posizioni, serie oneste coraggiose. Come si fa a capire? Ascoltando il proprio cuore, solo da quello provengono situazioni pure e dolci di Amore comune. Fallimento o riuscita dell’impresa è a quel punto un affare del tutto secondario. Il resto è assurdità.
Un grande disse: si ripaga male un maestro se si rimane sempre scolari…

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