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Poesie di Giovanna Nigris

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  • 05 dicembre 2005
    Un Angelo un sogno: Caribù

    Questa mattina annunci e
    sogni, immagini
    di bimba e di folletti
    mi hanno invaso l’anima
    di una presenza misteriosa
    e unica:
    la tua, Angelo.
    Una lacrima è scesa
    dal mio viso.

    Il tuo nome è Caribù,
    piccola indiana di sogni e
    di realtà sognate,
    bimba forte e allegra,
    bimba che invita
    a sorridere
    anche nei momenti
    bui della mia triste vita.

    Bimba con in braccio
    un folletto, un folletto birichino,
    capace anche di amore
    verso chi lo necessita.
    Il silenzio parla di te.

    Bimba forte, decisa,
    tramite di spirito infinito,
    bimba che aleggia intorno
    alla mia esistenza
    scarna e cruda,
    portando quel dolce
    sorriso che solo un
    Angelo può dare.

    Bimba dolce e amabile
    bimba che a volte canti e balli
    intorno alla mia vita,
    mi abbracci,
    di un abbraccio
    misterioso e forte,
    portando via con te
    ogni ansia, ogni dolore
    e la tua luce
    mi illumina la mente.

    Bimba che mi racconti
    in un orecchio
    storie di folletti
    e di boschi incantati,
    di immense praterie,
    di luci e ombre,
    di nuvole azzurre,
    di infinite libertà,
    di creatività e illusione.

    A volte birichina
    ti nascondi, forse
    è il folletto dispettoso
    che gioca con noi
    a nascondino.

    Ma oggi ad un tratto
    hai voluto prepotentemente
    farmi ricordare
    la tua presenza gioiosa,
    il tuo allegro danzare,
    la tua voglia di aiutare,
    tramite il tuo prediletto.

    E io accetto il tuo dono,
    quello che tu mi vuoi dare,
    con cuore leggero,
    con cuore pieno
    d’amore per te e
    amore per la vita,
    grazie a te, Caribù.

    Ottobre 2004, dedicata al mio Angelo Custode

  • 05 dicembre 2005
    Guerriero Bianco

    E’ partito, investito di luce,
    il Guerriero Bianco,
    è partito per la guerra.
    La guerra per la giustizia,
    la guerra per l’onestà,
    per la lealtà, con la sua brillante
    armatura, vestito di tutto punto.
    Il suo scudo dorato
    lo protegge da frecce, strali e colpi di
    spada alle spalle.
    E’ partito il Guerriero Bianco
    E chi mai lo potrà fermare?
    E’ partito con la sua forza
    e la sua tenacia
    con la sua potenza.
    Sembra quasi invincibile
    alla vista di chi lo incontra.
    Gli brillano gli occhi
    nella lotta
    e il sudore gli cola
    dalle tempie.
    Non cede al nemico.
    Con imponenza
    procede in avanti,
    difendendo i diritti
    del debole, dell’indifeso.
    La sua volontà è instancabile
    e la sua forza si trasmette
    con la sua lotta
    per i valori umani, per l’ amore,
    per la lealtà, per la sincerità.
    E’ un guerriero, ma lo chiamano
    Guerriero Bianco.
    Infatti non farebbe male
    ad una mosca e a nessun
    essere del creato.
    Da solo, difende chi subisce
    soprusi, lotta per la libertà,
    per la dignità umana,
    per la vita.
    Accorre ove c’è bisogno.
    E non cede il Guerriero,

    E’ un Guerriero Bianco,
    meriterebbe
    la medaglia al valore.

    Novembre 2004, dedicata a Giacomo

  • 05 dicembre 2005
    Padre

    Quando si avvicina l’ora
    del crepuscolo, padre,
    mi pare ancora di sentire suonare
    alla mia porta.
    Sei tu, caro papà,
    come allora che
    ogni giorno, verso sera,
    vieni a trovarmi e
    mi chiedi della
    mia giornata, di quanto
    mi è accaduto, dei miei
    problemi di donna,
    di madre e del lavoro.
    Ascolti in silenzio,
    ma i tuoi occhi parlano,
    sono allegri e sorridenti
    se qualcosa di positivo mi è accaduto
    e tristi e seri se percepisci o sai di
    qualcosa che non va,
    di qualcosa che mi fa soffrire.
    Ecco il ricordo, il tuo ricordo
    divenuto realtà di tutti i giorni, padre,
    come tutti i giorni venivi a trovare
    tua figlia, madre già, ma
    sempre figlia.
    Era un sostegno per me
    la tua presenza.
    Tornavo a casa dal lavoro
    stanca
    e poco dopo arrivavi tu
    e con la tua presenza
    rendevi meno faticose
    le mie serate.
    Solo il sapere che
    avrei trovato anche te,
    padre,
    a casa al mio ritorno
    mi faceva sentire
    in pace con il mondo.
    Ti sedevi accanto alle
    mie bimbe e leggevi loro
    la storia di Heidi, del Nonno
    e di Nebbia.
    Raccontavi
    storie immaginarie,
    ascoltavi i loro discorsi,
    le facevi ridere, cantare, giocare.
    Eri loro nonno, una presenza sicura
    e il mio cuore era
    pieno di gioia per
    l’amore che riempiva
    tutta la mia casa.
    Hai recuperato in quei tempi
    tanti vuoti della mia infanzia
    e ho conosciuto veramente
    cosa voleva dire
    avere “un padre”.
    Ma poi, c’è anche
    un poi….
    Ci siamo persi per un po’, sì,
    ma anche ritrovati,
    ritrovati ancora come prima
    a parlare, cantare assieme,
    ridere, giocare e anche
    a piangere, papà.
    Papi, anche se ora non sei più
    su questa terra piena di dolori,
    ti sento vicino ed ogni sera
    vieni ancora a trovarmi
    ed io conto su di te come allora,
    sul tuo sostegno e sul tuo amore
    di padre
    nelle sofferenze della
    vita più grandi
    di me, sapessi papà.

    Natale 2004, dedicata al mio caro Papà

  • 05 dicembre 2005
    Tiglio (l'albero della vita)

    Tiglio, con i tuoi rami
    poderosi eri il re
    del nostro giardino.
    Bambini giocavamo alla
    tua ombra e una
    dolce frescura
    ritemprava le
    nostre calde giornate.
    Abbracciavo il tuo enorme tronco:
    avrei voluto trattenerti tutto
    per me, ma eri immenso,
    mi sembravi infinito,
    ma lo eri, tu, tiglio
    e la tua essenza
    pervade ancora la mia anima.
    Due grandi rami e le sue
    verdi fronde facevano da sostegno
    ad una altalena
    fatta con una tavola
    di legno e due corde.
    Quanti giochi sotto
    i tuoi rami!
    E tu sei ancora là,
    imperterrito.
    Noi no, tiglio.
    Ognuno di noi ha preso
    la sua strada, giusta
    o sbagliata, non so.
    Molti non ci sono già più,
    ma la tua vita continua
    oltre la vita.
    Rendi bello il giardino
    e dolce e rassicurante
    la tua presenza secolare.
    Quanto hai visto, tu,
    di un gioioso giardino incantato,
    di giochi, fiabe e risate!
    Quante lacrime ha asciugato
    la brezza delle tue foglie!
    Nulla ha potuto cambiare i tuoi
    rami potenti e le tue foglie
    frusciano ancora al vento.
    Eterno è il flusso della linfa che
    scorre in te, tiglio,
    eterno è il flusso
    dell’albero della vita.

    Febbraio 2005

  • 05 dicembre 2005
    Primavera

    Cieli azzurri e raggi
    di sole preannunciano
    la primavera.
    Le rondinelle
    tornano al loro nido.

    E voi, piccole mie,
    perché non tornate
    con voli di rondine
    leggeri
    e sussurrati silenzi?

    Marzo 2005

  • 05 dicembre 2005
    Ai miei nonni

    Nonni, dolci ricordi.
    Il vostro affetto
    ha scaldato i miei
    giovani giorni.
    Sicura fonte di saggezza
    e di umiltà,
    suggerimenti di vita.
    La vostra casa
    ritrovo di gioie, in
    ogni occasione.
    Giochi tra cuginetti,
    coccole a volontà.
    Vi ho sempre ammirati,
    cari nonni
    per l’amore che vi portaste.
    Speravo nel futuro
    avrei realizzato quel sogno,
    solo vostro.
    Una unione quasi perfetta,
    dovuta anche alla vostra
    capacità di donarvi,
    al reciproco rispetto, alla dolcezza.
    Nonni miei,
    siete alla radice
    del mio cuore.

    Marzo 2005

  • 05 dicembre 2005
    Equilibri

    Laceranti silenzi
    nel nulla
    o troppe parole
    mi confondono.
    Non si trova mai il centro
    ove l’equilibrio
    è quasi un sogno
    e l’accordo si spezza
    quasi sempre.

    Marzo 2005

  • 05 dicembre 2005
    Un dono

    Vorrei regalarti un fiore.
    Il fiore della vita,
    della spiritualità,
    della Fede.
    Per ringraziare
    con la delicatezza
    dei suoi petali,
    per confortare
    con la sua fragranza,
    per accendere una luce
    nel cuore con i suoi colori
    e che possa
    metterti in comunicazione
    con il creato,
    che ti faccia riporre
    una grande fiducia
    nell’universo,
    riscoprendo l’essenza
    infinita del tuo essere.

    Aprile 2005

  • 05 dicembre 2005
    Il nostro giardino

    Ci ritroveremo ancora,
    là nel nostro giardino.
    Il sole scalderà
    i nostri visi e una
    brezza leggera accarezzerà
    i nostri capelli.
    Le rose fragranti entreranno
    a scaldare i nostri cuori,
    la camelia rigogliosa
    ci incontrerà con i suoi profumi,
    con i suoi fiori e i suoi petali delicati
    per non fare rumore e non
    rompere l’incantesimo.
    Mi fermerò estasiata
    ad ammirare i lillà,
    poetici fiori, espressione
    di dolcezze senza fine,
    ortensie azzurre
    sorrideranno con noi.
    Il biancospino si avvolgerà
    ancora intorno alle colonne
    dei balconi, emanando
    il suo incantevole aroma,
    estasiandoci e
    unendoci per l’eternità.

    Aprile 2005

  • 05 dicembre 2005
    Fiore di loto

    Profumo fragrante
    che inebria delicatamente
    di dolcezze non cantate,
    dono per chi amiamo
    e per la nostra anima.
    Sospeso nell'acqua,
    evanescente e caduco
    come la vita,
    meraviglioso,
    per un attimo,
    per sempre.

    Giugno 2005

  • 05 dicembre 2005
    Anima

    L'anima mia
    si perde
    in intricate strade.
    Pesi sulle spalle
    tentano di
    schiacciarmi ancora.
    Dove siete ora
    con i vostri sorrisi?
    Il mio sguardo
    attende ancora.

    Giugno 2005

  • 05 dicembre 2005
    Disprezzo e dolore

    Con coltello affilato
    hai trapassato
    le mie viscere,
    una parola di troppo
    o una in meno...
    L'eco riecheggia
    nella mente
    e il tono sprezzante
    di quella voce
    manterrà vivo
    in me per sempre
    il dolore.

  • 05 dicembre 2005
    Abbandono

    I giorni dell'abbandono
    ci pugnalano al cuore.
    Domande ci
    affollano la mente
    e non capiamo.
    Sappiamo di essere
    soli al mondo,
    come tutti quelli
    che vogliono
    essere sé stessi
    nello scorrere della
    breve vita.
    Alla nascita Qualcuno
    ci ha messo una scintilla
    nel cuore.
    Dovrebbe rimanere intatta
    per tutta la vita.
     Grande rispetto verso di Lui,
    che ci ha creati,
    anche a costo di
    innumerevoli ed infiniti
    giorni di abbandoni.

    Ottobre 2005

  • 05 dicembre 2005
    La mia estate

    Estate,
    vissuta come se fosse l'ultima,
    ogni suo attimo invece
    mi porta alla nascita.

    Allegri fiori ed erbe odorose,
    montagne così vicine
    che sembra di poterle toccare.

    Una brezza leggera e indefinibile
    racconta lunghe storie.
    Cieli azzurri e luce accecante
    di un sole caldo
    che ritempra anche il cuore.

    Notti zeppe di stelle
    e tu, luna, cosa racconti?
    Canzoni di festa lontane
    fuochi di artificio,
    ricordi e sogni.

    Attimi di eternità.
    La mia estate è piena di vita.

    Agosto 2005