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in archivio dal 03 apr 2008

Giovanni Salvatore Paddeu

13 settembre 1978, Nuoro
Mi descrivo così: Amo leggere, scrivere piccoli racconti e poesie ma non so metterle in ordine.

elementi per pagina
  • Calore vorte, basca in su chelu
    a colore 'e chisina,
    tuppas de chessa e mudrecu
    pranghen e chene lacrimas,
    berbeches sementosas,
    vuvulos imbolaos a terra
    prenos de sudore,
    sirbones disisperaos,chercos
    sididos, leppereddos in chirca
    'e sa mama,
    campos de granu brujau dae
    sa siccagna,
    pethi sa gana ridende pro sa
    disgrascia!
    Sa mama 'e su voccu es che
    su diavulu bellu e sonat sas
    concas vinzas a l'arrughinare.
    Sa mama 'e su voccu b'apporrit
    su luminu pro bettare voccu dae
    su benenu a sa mama 'e sa siccagna.
    Ma Deus meu,poite as dassau cuddos
    bellos campos 'e Campidanu?
    Poite nde li sas vurau sos vrores de veranu?
    Poite as iscuriu su chelu 'e chizina?
    Vache torrare su sole claru,
    vache torrare sas rundines vughias,
    daeli su toccu a sa mama 'e su voccu.
    Sas arbules de su monte de burcei
    non tenet prus vozzas pro muccadore,
    paren mossos de preda e sa preda
    paret vizza tua, mama mala e su voccu.
    Sas nues ana mudau e como sun nighedas
    comente su coro meu,
    valat dae su chelu abba maseda,chietta..
    deo la pompio ispantau tottu su notte,
    la vaso comente s'isposa in sa die 'e sa vesta,
    tanco sos ocros e pesso a su manzanu...
    a sa morte de sa mama 'e su voccu,
    a sos milli colores de su chelu
    che unu mazzulu de vrores arcubalenu,
    a sa domo de campidanu
    e sa vemina chin disizzu....
    e a sas a rundines i su chelu 'e veranu...


    Uras-Cagliari

     
  • Sos sessant'annos sunu comente
    s'ora de s'iscuricada de una
    vort'e die,
    cando su sole nde es valau,
    nos batit a pessare.
    A mie, chissà poite,
    a sa valada de sa notte,
    mi venit su disizzu chi
    mi juechet a s'amore,
    a esser peccadore.
    Forzis chi pro custu,
    arribau a sos sessanta,
    bi pesso meda a su
    recattu e
    a su cuntattu amorosu,
    a sas debilesas de sa petza,
    chi mi tentana che su diavulu,
    vinzas pessandevila vene,
    non appo prus fattu.....


    A sos fedales de sos 60 annos

     
  • Chissà dove sei in questo attimo sfuggente?
    Corro a perdifiato,
    sotto il sole caldo,
    stritolo i mei giorni per dimenticarli,
    aspetto il momento in cui ti sentirò dentro.
    Amarti senza poterti amare,
    amarti senza sapere a cosa tu pensi,
    amarti pensando che soffri atrocemente,
    ogni libro letto soffre per le mie lacrime.
    Lacrime dolci e volute.
    Piango perché ti amo,
    non come quelli che piangono
    perché non si amano.
    Sono ebbro e forse sogno.
    Vedo la guglia del monte,
    bello, alto, maestoso.
    Vorrei la sua forza per regalartela,
    per lasciarmi guardare,
    scacciare la bestia feroce,
    senza più preoccuparmi di nulla.
    Mi piacerebbe librare nel cielo
    come le rondini per raggiungerlo,
    udire le sue parole fantastiche,
    romantiche o pericolose.
    Lo guardo da lontano, dalla finestra,
    e da sotto gli chiedo come fa.
    In che modo fai a sopportare
    una vita così lunga,
    gli oltraggi della gente che ti ferisce,
    e gli sfregi di non ti aprezza?
    Poi mi sento stupido.
    Lui non ha cuore e sopporta tutto.
    Ma chi è Dio che ha diviso i monti
    senza cuore e quelle con il cuore malato?
    Non è lui che governa l'eternità?
    Non è lui che l'ha voluta? Chissà se gli pesa!
    Anche Dio avrà un cuore o è come quel monte
    che guardo dal basso della mia finestra?
    Lui non ci ha fatto a sua immagine e somiglianza?
    Se questo Dio ha un cuore, di sicuro soffre come
    le sue creature a sua immagine e somiglianza!
    Molti lo tradiscono e rifiutano il suo amore.
    Sarò anche egoista ma se Dio è senza cuore,
    non si offenda se si sente dire porco come un
    monte e la roccia che non pensa,
    che si lascia calpestare chè non ha cuore.
    Se così ci ha creato un motivo ci dovrà pur esserci.
    Chissà se ne avrò il tempo.
    Dio, dio, dio della terra e del prossimo,
    lasciami consolare un cuore che soffre struggentemente!
    Concedigli la chance per ritrovare il suo 50%!
    Lascia che si amino e si ritrovino nel sentiero...
    Non senti ancora le labbra della maria maddalena
    cingere il tuo corpo con dell'olio di rose e di petali?
    Dimentichi i baci della tua signore madre del cuore?
    Lascia che tom e danielita si possano amare
    nella loro scogliera e salva loro il cuore dai pensieri foschi...

     
  • La felicità è la farfalla dai mille colori
    che si posa sulle azalee e sui petali
    delle peonie come un sorriso smagliante.
    La felicità è l'acqua che sgorga nel deserto
    dell'anima vuota e fragile,
    libera come il grecale il mare dalle paure.
    La felicità è sublime e inebriante come
    un calice di bourbon di rose...
    la felicità è anche un sms di notte,
    una mail inaspettata colma di pathos.
    La felicità è salvare un uomo alla deriva,
    scacciare le ansie della compagna
    dalle paure, dalle angosce, dai dubbi
    che la tormentano, donare il proprio cuore.
    La felicità è anche un'alba radiosa senza
    le spine e i grovigli dei sentimenti tristi,
    silenzi in alternanza con risate a crepapelle.
    La felicità è essere vivi e amare i colori
    del cielo, prendere il treno di buon umore.
    Si può essere felici con niente,
    si può soffrire per tutto,
    si può ridere gratis e piangere per tutto.
    Chi sei tu felicità?
    Sei una donna o una sirena ammaliante?
    Sei una creatura divina con le sembianze
    della dea fortuna?
    Come hai fatto a rendere felice quest'uomo
    dal cuore triste e i pensieri neri come la notte buia?
    Non sarà che hai preso le sembianze di un avatar?
    Sei entrata in un server e ti sei insinuata con sms,
    con wireless e adsl, dribblando la trappola dell'outlook
    e della norton che vigila onnipresente...
    Felicità ora ti chiedo forte forte:
    vuoi regalarmi la felicità senza flat tax e
    concedermela per sempre?
    Andrò a fare l'amore con la felicità...
    Andrò a vivere con la felicità...
    Rideremo come cretini... felici...

     
  • Cando di muttit s'amore,
    andali issecus, vinzas i
    sos istrampulos de su caminu,
    e des sas malas valadas.
    Cando issu ti fachet presoneri,
    di deppes arrendere ca di vinchet.
    Cando di vaveddat, ascurtalu vorte,
    vinzas si chin cussa voche,
    fachet fughire sos sognos comente
    cando su ventu molinat su jardinu.
    Issu di ispozzat nudu comente
    ammaniande sas ballas de venu.
    Ti serathata pro isprugare sa pua.
    Di molet pro di vacher a poddine biancu.
    D'impastata vinzas a'mmodiccare,
    pro dinde dassare in su voccu sacru,
    comente su pane cussacrau de su Sennore.
    S'amore dat pethi a issu e piccat solu dae su suo.
    S'amore non cheret possessu
    e mancu essere comporau o tzeraccu,
    ca s'amore bastat a s'amore...

     
  • Nubi nere e fosche sfidano
    la forza del sole splendente,
    il cielo blu sfodera i suoi verdi artigli,
    le azalee e le peonie del prato
    tubano con le rose e i ciclamini.
    Sono come i nostri cuori oltraggiati,
    sentimenti frantumati come uno scoppio
    devastante come i fulmini delle nubi
    fosche, minacciose nel cielo.
    Una lotta impari, senza la difesa del
    sole, senza la magia del cielo blu come
    i tuoi occhi piangenti senza il verde
    come il colore del tuo mare...
    Il mare è nero come quelle nubi,
    i nostri cuori sono foschi come
    la notte in agguato nell'attesa della
    sconfitta del cielo blu e il sole dorato.
    Perché, perché le nubi fosche si insinuano
    anche nei nostri cuori senza difese?
    Perché l'amore è un'incubo senza anticorpi?
    Gli alberi piangono, sentono i battiti
    delle anime in pena e soffrono come
    gli innamorati versano lacrime calde come
    un richiamo al caldo del sole,
    lacrime fredde sui petali delle azalee,
    lacrime amare sul giardino di peonie
    e di rose di mille colori, scacciano via
    le nubi fosche come quel mare nero.
    I nostri sguardi s'incontrano,
    i tuoi occhi verdi e blu smeraldi
    convergono sui miei neri-chiaro-scuri,
    il nero delle nubi si scontra con il
    blu del cielo e il verde del prato...
    I miei occhi sgorgano lacrime come
    quelle delle nubi nere fosche,
    bagnano gli alberi e i fiori del prato...
    I tuoi occhi sono come il cielo blu
    e il verde del mare amico del sole
    amico del cielo fino a scacciare la
    notte dai miei occhi e le nubi fosche...
    torna il colore verde blu chiaro del mare
    e del cielo ai tuoi occhioni che sorridono
    come le onde e la sabbia...
    come l'amore che c'invita a sperare...

     
  • Io ti amo, anche così, senza di più, perché
    Dio è testimone che il mio amore
    è sincero...
    Il tempo ha seguito il suo corso
    e il mio cuore segue intatto
    fin dalla prima volta che ti ho detto TI AMO...
    Niente ha potuto annullare di esistere
    questo sentire, il tempo, né la distanza,
    né il dolore che mi causa la tua assenza.
    Come guerriero sono stato forte
    sopportando i brutti tempi
    afferrandomi a questo sentimento..
    Svegliandomi tutte le mattine con il ricordo
    delle cose linde tra noi due...
    Io ti amo, perché desidero essere felice
    con te a voler imparare molte cose,
    imparare che l'amore vero
    si vive solo una volta
    come quello che ti ho descritto...
    Io che per la prima volta
    so che tu sei felice, di amare
    di sentirmi amato...
    Io ti amo, molto a pesare
    di quando mi faccio male alcune volte
    con le mie paure e i timori
    che tu mi lasci, che tu mi dimentichi
    che il tuo amore per me si dissolva.
    Io ti amo, per questo sono molto sicuro
    che niente e nessuno ci dividerà
    da questo amore che solo io ti ho donato
    con tutto il sentir della mia anima,
    della mia vita,del mio cuore,
    IO TI AMO...

     
  • Tutto è bello con te, anche quegli alberi
    neroscuri soffocati di quel triste giardino
    con ghirlande di rumori di motori
    quando me li descrivi come i gerani
    e i girasoli disperati dal rimbombio
    delle sirene dei soccorsi che sfrecciano
    come saette attorno a quel prato triste.
    Tutto è bello quando mi parli, tutto è
    bello quando ti arrabbi, anche gli alberi
    ippocastani sorridono con le betulle.
    Tutto è gioia anche quando bagni
    di lacrime per la tristezza per una
    notizia fosca come le siepi di quel giardino.
    Tutto è bello quando mi parli delle zanzare,
    della macchina strana che canta con il din din,
    tutto è bello come le bande nere dei quattro mori!
    Tutto è bello quando ti complichi la vita,
    quando amplifico le tue ansie di fanciulla,
    quando suona il big bang dell'ora del rientro.
    Tutto è bello quando ti penso, quando volo
    nel sogno di planare come un airone nel
    giardino d Juanne come le bianche betulle,
    come la notte nera della povera gente che
    vaga allo sbando nella metropoli insonne,
    chiudere in un recinto i serpenti minacciosi
    delle arterie nere come le mie vene malate.
    Tutto è bello quando tu pensi che tutto è bello,
    tutto è bello pensare al nostro amore
    tutto è bello poterlo desiderare come l'acqua
    della sorgente, con tutta la passione rossa
    come quei fiori timidi che accompagnano
    la tua di timidezza...
    Tutto è bello quando ti sussurro TI AMO...
    tutto è bello quando bevo nettare dalle tue labbra,
    quando mi rifugio nel tuo seno accogliente..
    tutto è bello quando stiamo a parlare per ore,
    tutto è bello anche sentirti di fretta,
    tutto è bello quando sei irretita e poi ti passa,
    tutto è bello quando soffro le pene dell'inferno,
    tutto è bello quando lenisci le mie ferite aperte,
    tutto è bello quando mi consigli spontaneamente,
    tutto è bello della tua non giovinezza,
    tutto è bello della mia senilità ,
    tutto è bello con la signora padrona della bontà,
    della tua UMANITA',
    della tua grande sensibilità,
    del tuo essere donna...
    mio grande amore del giardino prigioniero...
    dei grovigli di ferro, del fumo nero, degli alberi belli...

     
  • Ti amavo con la forza del primo amore
    con follia e timidezza allo stesso tempo
    ti amavo, ti adoravo,
    ci amavano come bambini,come nuovi dei,
    come angeli azzurri, ci davamo l'uno all'altro
    ci amavamo, ci adoravamo,
    ora tutto è finito.
    Chi si è interposto nel nostro cammino
    soavemente come la nebbia?
    Chi è quel lupo che ha studiato attentamente
    la sua preda risvegliando passioni
    oscure nel cuore di te?
    Chi seminò il sospetto nel mio cuore,
    devastò il mio corpo, si bevve la mia bocca?
    Chi è che adesso, acceso già il fuoco,
    si perde come le onde?
    E ci amavamo, ci amavamo, ci adoravamo
    ci amavamo come bambini, come nuovi dei
    come angeli azzurri, ci davamo l'uno all'altro
    ci amavamo, ci adoravamo...

     
  • Sos ocros tuos sunu claros comente
    su chelu 'e su sole, virdes che a su mare,
    azzurros che sos vrores de su jardinu.
    Sos meos sunu nighedos che s'ifferru,
    paren nues malas e picchidas che su coro
    vattu a cantos dae sa disisperada anima
    chi volat chircande sas nuas nighedas
    a cumpanzia.
    Iffattu de sa temporada mala de cussas
    chi d'an fattu prangher nighedu dae su
    colore verdu e azzurru ch'est offesu e
    disisperau che sos ocros e nues malas.
    Pranghen sas arbules de su jardinu.
    pranghen pro sos ocros bellos che sos
    vrores chi l'accumpanzana a sa disisperada.
    Poite tue sole di ses fughiu e su chelu e nighedu
    che sa malasorte e sa mala mama?
    Poite su mare es picchidu che a custu coro?
    Poite sa zovana cumpanza non tenet prus
    sa cuntentesa in sos ocros virdes e bellos
    comente sa luna lucente e su mare cando
    vachet s'amore chi su chelu splendente?
    Poite colat semper sa malasorte a nos
    iscudere e nos prenner de dispiachere?
    Poite sas animas pranghen che sas arbulas
    e sos vlores si cuvana dae su lamentu?
    Illeverande sa protta nue mala,
    istrampala a terra e dassa sos coros
    liberos dae s'iscuridade...
    dassa chi sos ocros virdes claros ammorent
    chin sos ocros meos a colore 'e nuzzola
    de mont'ispada e pone sas paches in su
    mare e s'arena de s'ispiaggia de sa salina..
    dassanos in pache facher s'amore
    in su cajentu 'e su sole e s'arena bianca
    in su mare verde comente sos ocros de
    sa cumpanza e su colore de s'isperanza..
    chin sos ghinerapos e sos vrores a nos
    vacher sa serenada chi sa cathone 'e su coro...

     
  • Pranghen sas istiddas de sos vrores
    dae su vritu 'e s'impuddilada chi los
    umpret de biancura mattutina
    cando sas primas luches 'e sa die
    jocan i sas piccias 'e s'ischidada
    Intendo sa voche tua.
    Isortzo chircande de m'ischidare,
    chircande de bessire dae sa morsa
    de una bella cosa chi b'ippo sognande
    e puru si v'it 'e bellesa rara non si podet
    paragonare a tie chi ses milli vortas prus
    durche.
    De zaffu apergio sos ocros dae sa drummida
    e b'accatto sa menzus prenda 'e su mundu
    semper accurzu meu in sa realtade 'e cada die.
    Mi piachet su chi pessas de su chi sognas,
    los intender comente nues i supra meu
    dandedilos in sas lavras.
    Mi prachet chi sos corpos nostros sian tott'unu,
    mi prachet 'e di pessare i sutta 'e sa luna a s'iscurada.
    Mi prachet d'inde ischidare sas moinas cando
    sa luche intrat in su portellu.
    Mi prachet s'abbrazzu vorte prima chi thucches a ziru,
    Mi prachet d'issettare a sa ghirada pro d'astringher
    in unu abbrazzu galu prus vorte de prima.
    Appo vinzas pessau sa vida ech'ene tene.
    B'appo timiu meda pro sa prima vorta.
    In cussu mamentu su cherveddu meu es ruttu a una vossa
    comente unu puthu tudu de malos pessamentos
    mai connottos prima.
    B'appo pessau a su notte e sa die no s'attoppana mai,
    si chircan a pare echene mai arribare a s'impostu;
    appo vinzas pessau a su mare chi toccat s'arena
    'e s'ispiaggia echene mai la poder piccare ammorare;
    e vinzas a su sole e sa luna in artu 'e su chelu
    chi non si basan mai petzi cando s'attoppan
    a s'eclissi pro fagher s'amore impresse.
    A s'agabbu b'appo tirau unu respiru 'e cossolu
    e sa prima cosa c'appo pessau est chi DI AMO !!
    In chimbe litteras d'appo narau sa cosa prus manna
    'e su mundu.
    D'appo a contare sas cosas coladas dae medas annos,
    de sas dies nighedas ech'ene amore dae nemos.
    D'appo a contare de sa solitudine manna c'appo passau,
    de sa disperazione solu che fera
    Sas oras bodias c'appo colau,coladas sempere a lettu,
    pompiande sa boveda de s'istanza,
    muros bodios e chene istoria e vritos che nive e nen coro.
    Soe accorrau in custa arula astrinta a mannaria 'e barracca,
    chin sa mente in viazu a uve ses arribada pro non bier.
    Tottu custas cosas d'appo a contare,si a sa esser vona a
    m'ascurtare,a sa cumprendere,sinde ses capassa,
    chi vaches parte de mene,amore meu.
    Appo tancau sos ocros,b'appo respirau s'aghera
    livera chin durchesa,b'appo intesu su to toc de su coro
    B'appo issorzau a dassare isciappa sa mente,
    b'appo provau ma b'aviat petzi pessamentos.
    Los appo isciappados liberos de volare che sos affurargios,
    appo vidu chi sun thuccaos e curtos a di chircare.
    D'appo dare s'amore cando non tin as'abbizare,
    d'app'a fagher de capitzale e su cantergiu i su notte,
    b'appo a ballare chi su chi as a sognare, di chistiono
    comente sa luna vaveddat chi sas istellas,d'appo a
    vasare comente su bentu vasata sas undas de su mare,
    ma non b'asa mai a mi vier: s'amore veru est comente
    s'eclissi cand'arribat su sole.
    Lepias, in sas pallas de sapone b'appo postu su vrisciu
    a prus de milli illusiones.
    B'appo dassau chi seren andadas in artu 'e su chelu e
    di las appo dedicadas comente sas prus bellas cathones...
    Non b'asa a ischire mai,forzis,cantu su coro meu es sognadore...
    Unu sognu! B'appo petzi sognau a longu comente seret beru!
    A colare una vida prena de vantasia,chircada,crettia,
    immazinada e disizzada, chin s'isperanza.
    Eia, isperada chin su disizzu de chie non bi cumprendet
    proite un'attera vorta non b'a cherfiu credere.
    Sognu meravigliosu de medas nottes non ti servini
    prus paragulas, bastat sa realidade a narrer galu una vorta
    torrat s'iscuriore e in cue est su postu chi di toccat!
    Non chirches sa luche si non podes o non cheres
    essere inghiriada dae s'immaginazione, niunu viet su coro,
    viet s'anima, nd'arreat petzi sa realidade ranchida
    chi non b'accattat prus mancu sas lacrimas pro pranghere!
    Torra in artu 'e su chelu, zovana prena de tristura
    in cuss'assamuda e chene realtade e prenu 'e vantasia,
    in uve niune d'at a poder facher male, in uve b'asa a poder
    sicchire galu a sognare vinzas pro tottu sa vida e s'eternidade.
    Deo isco che ses vera, cas ses in s'aghera e d'intendo...
    isco ch'esistisi... chi ses a s'utta 'e s'abba ca
    so intendende sas lacrimas tuas falande a supra meu.
    Ses a ziru i su notte, isco chi vi sese, vinzas ca vio un'istedda
    in prus i supra che su chelu ch'est prus luchente de sas atteras
    Cando survat su ventu, isco chi vi sese, intendo sas carignas
    dae su suspiru tuo e mi dasso trazzare pro dinde sicchire
    Isco chi vi ses ca intendo sa voche tua tzoccandemi in intro...
    Si solu varet appiu una istedda rughende pro cada vorta
    chi pesso a tie una luna ruja chi colorat su mese 'e Lampadas
    e chi vachet naschire su jardinu 'e su coro meu...... 

    A tutte le donne che soffrono di melanconia...
    Un Grazie particolare a Cristina

     
  • 19 maggio 2008
    Ti amo, amore...

    Su ogni mail che t'invio
    su tutti gli sms che partono
    sul monitor del mio computer
    sul libro nel comodino
    io scrivo il tuo nome
    Su tutti i commenti del forum
    su tutti i tuoi viaggi
    su tutti i baci ricevuti
    su tutte le pagine lette
    ci scrivo TI AMO...
    Su tutte le tue foto
    su tutte le tue spiagge
    su tutti i tramonti e le albe
    su tutte le pagine bianche
    ci scrivo TI AMO...
    Sulle strade della mia città
    sulle strade della tua metropoli
    nei miei boschi e nella metro
    nelle piazze e i tuoi giardini
    io ci scrivo TI AMO...
    Su tutte le tue carezze
    su tutti i tuoi baci
    su tutto il tuo petto
    sui tuoi biondi capelli
    io ci scrivo TI AMO...
    Su tutti gli squarci d'azzurro
    su tutta la tua scogliera
    sull'isola bella e la figlioletta
    sulla tua fresca dimora
    io ci scrivo TI AMO...
    Sulle ali degli aironi
    su ogni soffio d'aurora
    su ogni tuo pensiero
    sul mare sulle barche
    io ci scrivo TI AMO...
    Sulla montagna che mi sovrasta
    sul cristo del redentore
    sulla vetta del Bruncu 'e ispina
    sulle guglie della mia cala
    io ci scrivo TI AMO...
    Sui tuoi occhi chiaro azzurri
    sulle tue ansie
    sull'essere madre
    sull'essere donna
    io ci scrivo AMORE..
    Sulla tua concretezza
    sulla verità fisica
    sulle tue mani bianche
    sui tuoi sogni felici
    io ci scrivo TI AMO....
    Sui sentieri polverosi
    sulle strade aperte
    sulle strade chiuse
    sulle piazze dilaganti
    io ci scrivo AMORE..
    Sul mio letto di noce
    sulla notte compagna
    sugli oggetti di famiglia
    su ogni frutto che spacco
    io ci scrivo TI AMO...
    Sui muri della mia noia
    sulle scatole dei farmaci
    sulla casetta postale
    sulla mia fronte
    ci scrivo AMORE...
    Sull'assenza e nell'attesa
    sulla nave che ti trasporta
    sull'aereo che ti porta
    su tutto quello che sei
    io ci scrivo TI AMO PER SEMPRE...

     
  • Die mala de mala gana
    die de chelu arrenegau
    gruspit ludu a sa terra
    comente siat prenu 'e benenu.
    Sas cheresias sunu a colore
    'e coa 'e matzone,sos vrores
    mannos pranghene pro sos
    fizzoleddos affocaos dae su ludu 'e su chelu
    malu arrenegau.
    Sas nues sunu crudas che su malu sambene,
    giallas e virdes dae su colore 'e su sole
    chi non b'arribat a vinchere su chelu malu.
    Sos traghinos asciuttos pranghene
    pro s'abba mala che ludu chi fachet male
    a sa zente sidida,a sos chervos in amore,
    a s'anzone verrile iffattu 'e sa mama...
    Maleitu chelu,ma ite d'at piccau pro cherrer
    su male a custu mundu chi d'a semper
    connotu serenu e bellu che a su mare?
    S'erva 'e sos campos es che viuda e chene
    su bellu virde 'e su pradu,sa suberjera
    guttiat sa madriche 'e su ludu ca l'as gruspiu.
    Sos caminos paren un'impastu 'e terra luzana,
    sos brincis e sos canarjos sunu in su nidu
    mudos comente su chi los est illudriande.
    Mama 'e sos ventos curres in azzudu,
    vache sa caricade 'ende mandare saes nues
    a colore 'e costumene porporinu che su boe!
    Sos ammoraos sunu comente unu piantu
    i su desertu,su coro i su disisperu,muttos
    de cantores vachent a cuncordu i sa garrela
    vinzas pro los cossolare dae sas penas chi
    benin dae s'aba 'e ludu e chene colore 'e chelu,
    sos vasos sun ammisciu 'e lacrimas ranchidas
    che su chelu malu e sa nue istranza..
    Dae innedda accudini sos alarpos in chirca
    de s'alluppare inghiarande sos poveros chervos
    chi su vasu mortore..
    Arribat forte su ventu dae su mare 'e campidanu,
    minethat sas nues survande che a su odde
    in su vravile, l'acchirrat una survada pro nde
    lar mandare a s'ifferru...
    E li s'andat iffattu comente unu varu e puru
    issu s'acchiettat e ponet sa pache.
    Comente es bellu como su chelu e sos isteddos!
    Ite bellas cuddas cathones de sos tenores a muttos!
    Cuddas musicas durches de sas gardulinas,
    sos brincis e sos canarjos ammorande,
    sos corvos e alarpos vughinde dae s'amore de
    sa natura vinchente,dae s'erva virde de sos
    campos, dae sos suberjos fachende s'amore..
    E sos coros ammoriaiolos sunu rujos
    che su vocu de sa passione 'e s'amore
    ascurtan sa serenada de sos puzzones,
    sos accordos de sa chiterra chin sas cathones
    de sos tenores e si corcan in terra,
    in s'arena bianca che su candore...
    chin su mare luchente...
    e fachen s'amore
    tottu a inghiriu de s'iscogliera e
    de sos vrores de cada colore...

     
  • Si cheres, dogaminde su pane dae vucca,
    dogande s'aghera chi respiro, ma
    codiami su saludu sintzeru
    chin d'unu sorrisu
    Dassami sa melagranada,
    dassamila isgranare,
    dassami s'abba pro la buffare
    cando iscoppias de cuntentesa,
    cando s'unda a s'improvisu,
    ti vachet luchente che a sa luna.
    Deo torro chi sos ocros istraccos
    dae custa porca vida schifosa,
    ca v'appo vidu chi est semper
    su propriu.
    Forzis, intrande sa cara tua serena
    pesandesi a su chelu chircandemi,
    pro m'apperrer tottus sas jennas
    de sa vida.
    Coro meu,in su pejus mamentu,
    cuddu de sas nues nighedas in su chelu,
    apperidi chi su sorrisu,
    e si d'abbizas chi so prenende
    de sambene s'impredau,
    vache contu chi es su colore
    ruju pro cussas manos biancas
    che su telu e sa boera 'e su manzanu.
    Cando venit s'attonzu,
    su mamentu de di thuccare,
    sa cara tua cuntenta appat sa vorza
    de pilisare su mare a cantare,
    e in veranu, cando b'as a ghirare,
    amore meu, amore bellu,
    avio cheridu cares risiu comente
    cussu matzulu de viores
    chi d'appo guddiu dae su pradu,
    rosas rujas e celestes,
    sa trumba de s'anghèlu,
    sos coros nostros chi sian paris.
    Piccala a brulla su de notte,
    ridedila pro cussas istradas astrintas,
    ridedila vinzas pro su de die,
    ridedila pro custos caminos tortos,
    picca a risu vinzas custu piccioccu
    chi di amat forte,
    ma cando appergio sos ocros,
    e cando los torro a serrare,
    cando mi tzucco pro non torrare,
    cando torro isseccus ca di disizo,
    non mi dias prus su pane,
    non mi vacas prus respirare,
    dogande sa luche pro non viere,
    dogande s'aghera dae su chelu,
    ma dassami su sorrisu tuo,
    pro arreare galu vivu...

    Dedicata a C.V...

     
  • 19 maggio 2008
    Incompiuta n. 3

    Ti telefono e non rispondi
    quel tu... tu... tu... tu... lacera la mia mente stanca,
    richiamo al tuo portatile
    l'utente chiamato non è disponibile
    provi più tardi,tardi come e perché?
    Cosa ti ha preso? Che hai, cosa ti accade?
    Immagino quel vialetto con le siepi
    tristi dalla fuliggine della nebbia,
    uno squarcio di sole e la mano sulla tua spalla,
    una fila di case bianche e rosse
    il lungo bacio dopo l'incontro.
    Ricordi quella canzone romantica?
    Imagine... pensieri e parole...
    Soffri,dimmelo!L'amore ti tortura senza
    amore con amore che si scatena?
    Ahi il nostro amore. E' una lotta continua,
    una corda stretta che ci ferisce e ci lega...
    Separare l'amore recidendo la corda
    per lenire le ferite, ci stringe un nuovo nodo
    che ci stringe più forte...
    Suono il din dan della campanella
    della porta della tua casa cinta dalle
    geronzie e dai mazzolini di paquerettes
    e tu mi guardi con occhi diversi
    Che hai? Ti guardo e nulla trovo in te
    se non due occhi come tutti gli occhi,
    una bocca perduta tra mille bocche
    che baciai, un corpo uguale a quelli
    che scivolarono sotto il mio corpo,
    sepolti nell'oblio.
    Dove sono nascosti gli occhi chiaro blu
    come quel cielo e il verde del mare?
    Dove sono partite le labbra ardenti
    rosse come quel sole che ci sovrasta?
    Dove si cela il tuo corpo roseo
    come le rose purpuree?
    Sciogliti come quei biondi capelli,
    apri il cuore alle mie suppliche,
    togliti quella maschera triste
    te lo supplico come un urlo forte
    nel vento di sera che si rabbuia...
    Non importa se hai donato amore
    ai sogni dell'amore perduto,
    non soffro perché tu soffri sul sogno
    che rapisce i tuoi occhi, le labbra
    il tuo corpo che desidero come
    le rose rosa che profumano...
    Soffro alla ricerca di te e telefono
    tu... tu... tu...
    Vodafone recall 42020 componi...
    compongo il mio requiem
    e mi lascio andare come le onde
    seguendo la tua scia...

     
  • 09 maggio 2008
    Andare via per sempre...

    Lascio tutto alle mie spalle stanche,
    mando in logout la mia mente,
    lontano dai brutti pensieri,
    da quelle parole folli, da questa
    angoscia opprimente.
    Vado via da questa vita amara,
    lascio la mia dimora
    per esser senza tetto e senza mura.
    Scappo via dalla mia donna
    che oltraggiò la mia pelle
    e spense la mia voce.
    Scappo via da questa terra straniera,
    straniera per il mio cuore disintegrato,
    prima di diventare schiavo della
    condanna definitiva del 41 bis
    della tortura mentale, del ricatto morale.
    Torno alla mia grotta segreta,
    alla spelonca del monte a punta,
    bramo le sue ricche fontane,
    la sempiterna solitudine amica.
    Amo quella terra senza padroni,
    senza compromessi di bassa tacca,
    amo quel deserto pieno di ombre,
    fatto di vento e di foglie di mille colori,
    di alberi felici, di querce innamorate,
    di tigli che tubano con le magnolie,
    Amo le sue albe buie
    con l' unica preziosa ricchezza
    del suo silenzio
    del suo infinito
    del nulla.
    Ma non più schiavo con la palla al piede,
    mai più forestiero a casa sua

     
  • 09 maggio 2008
    Incompiuta...

    Sabato sera di una primavera
    che volta le spalle,
    di un verano falso e traditore.
    Oggi è uno di quei maledetti giorni
    che mi sento l'anima in pena,
    sono triste e completamente vuoto...
    cerco alla disperata i miei pensieri
    in quel letto di sabbia,
    in quel materasso di foglie e di fiori...
    ma non riesco a ritrovarli...
    continuo impietrito a fissare la
    pioggia di lacrime che copiosamente
    tintinnano sulla mia veste...
    e l'unica cosa che passa in questa
    mente in black-out,
    è che la mia vita si sta consumando
    lentamente senza amore,
    senza un briciolo di passione,
    come una sigaretta fumata troppo in fretta...
    Chi mai potrà lenire questo dolore
    devastante come una bomba esplodente?
    Forse l'estate calda che scaccia il tradimento
    della double face di questa maledetta
    stagione anarchica e ostile?
    Sogno l'amica che mi protegge con le sue
    albe e i tramonti di sera,con il canto delle
    chitarre delle giovani coppie in amore,
    stella la più alta nel cielo, ascolta questo mio
    desiderio e riporta a me la signora vestita
    di bianco, la bella immagine sensibile e
    caritatevole, il volto della umanità...
    e mi cullo nella speranza...

     
  • 09 maggio 2008
    Incompiuta n. 2

    Cuore d'inverno
    nella giornata rovente
    con aironi e gabbiani che librano
    nell'azzurro del cielo e
    planano sul verde del mare come
    compagni di viaggio sazi d'amore,
    solo io sono alla ricerca di calore,
    ma cosa cerca un cuore algido
    se non crede realmente all'amore?
    Illusione e delusione
    come un'altalena la sensazione
    e poi la malinconia
    per una vita che non è più mia.
    Un finto sorriso basterà a celare
    i sentimenti,per non mostrare i
    miei tormenti?
    Triste è il mio cuore
    che vive senza amore...

     
  • 09 maggio 2008
    Alba gelida in solitudine

    Alba fredda come la notte amara,
    la luce filtra sulla scuretta,
    guardandomi in faccia,tremo
    pensando al giorno ignoto,
    al giorno passato,
    alla calda giornata, all'ossessione
    canaglia e cattiva, perfida come
    la mela amara e una mala donna.
    Sento notizie ronzanti come le vespe,
    l'algido monitor come quest'alba,
    una sirena si sente lontana,
    altre che si avvicinano,
    un camion offusca la luce soffusa,
    rumori di auto in partenza.
    Ma perché sto a soffrire la pena dell'alba?
    Ma cosa mi porta all'attesa del'aurora?
    Perché mi lascio andare a una morte lenta
    come una autoflagellazione dell'anima?
    La gente dorme e si riposa,
    anche il cane non gioca e il gatto sonnecchia.
    Sono uno straccio alla deriva nell'alba eremita,
    sono un'anima in pena senza condanna,
    sono la disperazione vivente,
    sono al crollo totale dei nervi,
    ma quando torni a casa aurora dolce?
    A quando rivedere l'alba rosea di amore?
    A quando stoppare questo fremito amaro?
    A quando tornare a vivere nella calda
    sabbia con l'alba radiosa?
    Guardo la donna che dorme al mio fianco,
    sento il suo aroma come un ponch ardente,
    quel profumo inebriante che mi stordisce,
    vado a letto e sprofondo nel sonno.
    Bacio le sue spalle nel sogno e ne traccio
    un disegno di fuoco che scaccia l'algida alba,
    la bacio sul corpo ebbro di pace,
    e sogno di essere sveglio
    nella spiaggia deserta,
    a fare l'amore con l'alba radiosa,
    senza la donna al mio fianco...

     
  • Pioveva a dirotto quel giorno
    a Milano, ricordati Mara.
    E tu camminavi sorridente,
    sotto la pioggia,
    serena e felice quel giorno.
    Come pioveva su Milano
    ricordati Mara,
    e io ti ho incontrata in galleria Duomo
    tu sorridevi
    e anch'io sorridevo.
    Ricordi che io non ti conoscevo
    e tu non mi conoscevi
    ricordati ricordati quel giorno,
    non lo dimenticare.
    Un'uomo si era rifugiato sotto un portico,
    e ha gridato il tuo nome.
    MARA...
    e sei corsa da lui sotto la pioggia
    grondante, rapita e serena
    e ti sei gettata tra le sue braccia.
    Ricordi Mara,
    quanto te la prendevi nel darti del tu?
    Io do del tu a tutti quelli che amo.
    Anche se ti ho visto per la prima volta,
    perché anch'io ti amo, ricordatelo Mara.
    Non dimenticare
    questa pioggia buona e felice,
    sul tuo volto felice,
    su questa città felice.
    Ti amo anche se sei scappata,
    anche se quel grido mi ha ferito come una lama,
    ti amo adesso che sei ignuda,
    ti amo adesso che ti asciughi,
    ti amo come quella pioggia continua.
    Ricordatelo Mara sempre,
    ti amo perché amo Milano...


    A Mara, con gli occhi chiari di Juannesalvador

     
  • Poveri alberi nella città triste,
    affumicati dal serpentone della
    ferraglia rombante, velenosa,
    povere anime nere e non verdi
    come la loro primavera,
    oltraggiati dall'orda barbara,
    piangono lacrime nere sulle
    foglie caduche cadenti.
    A far loro da compagni,
    solo i palazzi tristi di sera.
    Giardini di fiori appassiti,
    rinchiusi in aiuole annerite,
    cani randagi li bagnano e
    coppie di gatti si stendono
    nell'attesa dell'orda padrona.
    Donne straniere sono le custodi
    dei fiori spenti dei nostri cari,
    donne strappate dalle loro terre,
    donne scappate dalle belve feroci,
    solo palazzi tristi a far da compagni.
    Chi piange per un povero albero nero?
    Chi piange per quei fiori appassiti?
    Chi piange sui nostri palazzi tristi?
    Chi piange per una vita scomparsa
    se non la signora indifferenza?
    Quanto squallore traspare dalle
    lacrime versate falsamente dentro
    una camera mortuaria con la pelle
    lucente di spiaggia e di sole!
    Quanta ipocrisia con gli abbracci
    a last minute come una fiction irreale!
    Quante volte avete tradito i moribondi,
    quante volte avete lasciato soffrire quei
    poveri corpi indifesi come neonati?
    Quante volte vi siete amati egoisticamente,
    come due amanti senza rimorsi?
    Gli alberi piangono anche per voi,
    le donne badanti piangono anche per loro,
    i palazzi vedono e soffrono, caldamente,
    e con freddezza come i vostri cuori malsani!
    Chi mai potrà assolvere i peccati dell'egoismo?
    Ma perché la vostra anima è come la moneta verde
    e le rose muoiono appassite con gli alberi neri?
    Ma è vivere questo vivere per vivere come
    non vivere senza essere vivi?
    La vita gira come la terra intorno al sole:
    anche voi sarete pianti falsamente nei
    cronicari o nelle camere ardenti.
    Anche voi sarete onorati di tanta ipocrisia.
    Anche voi piangerete con i palazzi tristi.
    Gli alberi saranno già morti
    senza essere vostri compagni...

     
  • 09 maggio 2008
    Se... se... se...

    Se potessi vivere un'altra volta
    come quegli anni più belli,
    cercherei di fare più errori
    non cercherei di essere perfetto,
    mi negherei di più,
    sarei meno serio di come sono stato,
    prenderei poco le cose sul serio.
    Correrei molti più rischi,
    farei molti più viaggi,
    guarderei più tramonti,
    andrei in posti dove non sono mai stato,
    cercherei una compagna molto più avanti
    negli anni,
    avrei più problemi reali e non immaginari.
    Sono di quelli che hanno vissuto sensatamente,
    e ho anche avuto momenti di gioia,
    ma potendo tornare indietro,
    cercherei di avere solo buoni momenti.
    La vita è fatta solo di momenti,
    e io cercherei solo quelli buoni ,
    senza perdere l'oggi.
    Io viaggiavo sempre con il termometro,
    la mia borsa con i farmaci, un ombrello
    e il cappotto e il cappello.
    Se potessi vivere di nuovo camminerei
    scalzo all'inizio della primavera,
    e così fino alla fine dell'autunno.
    Vivrei 24 ore con la mia compagna,
    la colmerei di amore notte e giorno,
    ci farei l'amore fino all'alba,
    segnerei il suo corpo come una
    brace ardente con le mie labbra,
    se... se... se...

     
  • Sole caldo nell'alto del cielo,
    palazzi lasciati soli, custodi
    del silenzio assordante nella
    città triste senza motori, senza
    le banche, senza mercanti nei
    templi come la Gerusalemme
    dopo la Crocefissione del Nazareno.
    Fisici ignudi nelle sabbie grigie,
    fisici scarni, seni gonfi e penzolanti,
    petti villosi e bambini gaudenti,
    dentro i palazzi la vita passata di
    poveri vecchi e malati, gente sola
    senza speranze, senza amore,
    senza gioia né compagnia.
    Come mai questi palazzi non
    gridano come la gente quando è sola?
    Perché sono tutti colorati e lindi,
    come per un cerimoniale senza
    gli sposi?
    Case rosse e verdi, case con vetri chiaro
    scuri come quei giovani con i loro cuori,
    come la nera signora solitudine,
    trasudano lacrime nella città triste.
    Le onde del mare festeggiano la
    nascita di nuovi amori
    e si infrangono nella sabbia come
    una coperta calda sul letto d'inverno.
    Ma che vita può essere questa trascorsa
    a vivere come quei palazzi?
    Perché convivere ancora con loro nella
    città triste con quella signora solitudine?
    Perché non amarci nella bella scogliera?
    Perché non prenderci in quella calda sabbia
    che attende senza paura della nera signora?
    Levati quelle vesti signora solitudine,
    lasciati corteggiare e accetta questa parure
    con girocollo e una ghirlanda di rose!
    Tuffiamoci in quelle acque e lasciamoci
    trasportare dal risveglio dei sensi,
    signora morte...

     
  • Puzones in volu, berbeches chi su piccarolu,
    innedda dae sas paesanas,
    buffende unu gucciu, corcau in s'erva arta 'e su pradu,
    inghiarau dae una subergera,
    in dies virdes de veranu, de vorta 'e die.
    Chi podio bibere in cussa zovana O...
    ulimos mudos, chelu nighedu, erva echene frores.
    Ma ite buffavo da cussu fiascu cuccuzau dae s'iscareja?
    Unu liccore dorau, meda traitore, chi vachet sudorare.
    Zertu chi non ipp'istettiu una bona insegna pro su tzilleri.
    Poi sa temporada a mudau su chelu, vinzas a s'iscuricada.
    E a sa protta derettu b'at sicchiu istrampos d'abba,
    verticas, arrimadas, unu caminu mai vidu de unu pradu
    istranzu, e i sa notte isteddache vit comente unu pilastru.
    S'abba de sas subergeras moriat in sas arenas sappunadas,
    e su bentu, dae su chelu, astragavat sos istrampos de s'abba
    'e sa temporada...
    Deo, piscadore dorau de carenas marinas, imbriagu tottu,
    b'appo negau de aere buffau, e bi la appo bettau dae palas a coddu meu...

     
  • 09 maggio 2008
    La compagna umanità

    Nessuno e tutti sono in vendita
    nella società organizzata come
    un meccanismo impazzito che
    scarta a priori la solidarietà
    delle brave persone.
    Nessuno vende questa primizia,
    calda d'inverno e fresca d'estate,
    nessuno quota nella borsa dei
    sentimenti e nei malcelati egoismi,
    la bellezza dell'umanità, sorella
    e madre del solidarismo, amante
    della tenerezza e della sensibilità.
    L'umanità della mia compagna,
    non è quotata al Dow Jones,
    non si vende al cash and carry
    come la mercanzia e prodotti
    di beauty and hair e rubinetti.
    Queste sorelle della mia compagna
    non passano alla pesa dell'esselunga,
    non sono una pass per accedere a ebay,
    esse vanno dal suo cuore come le frecce
    di Cupido a quello del suo principe azzurro,
    alle corsie dei terminali, alle cerimonie
    tristi degli addii, al soccorso di vite disperate.
    Loro non espongono la merce in saldo,
    nelle corsie dei lazzaretti, nel girone dei
    reparti degli ospedali.
    Sono come gli angeli del paradiso,
    sono l'oasi nel deserto infuocato,
    sono la faccia della bontà, della visione
    vera della non vita e della vita non vissuta
    come vita, con la malasorte e con la morte
    e la vita appesa a dei fili, ai tubi per respirare,
    sono onnipresenti più del Cristo che è morto,
    senza le due sorelle ad assisterlo, le due
    golden-share dell'umanità e della solidarietà.
    Per questo amo la mia compagna,
    per questo dedico tutto il mio amore,
    e la desidero sempre, desidero di stremarmi,
    di versarmi e sacrificarmi.
    Chiedemi quello che vuoi, compagnia mia,
    raccoglimi, contienimi, nascondimi.
    Voglio essere sempre tuo, è l'ora.
    Voglio essere qualcuno, voglio una dose
    del nettare raro che sgorga dal tuo immenso
    cuore, un brand ispirato alla generosità,
    alla solidarietà e alla parola dei libri smarriti,
    UMANITA'...
    Compagna mia, aiutami a rompere queste
    porte immense.
    Con le tue spalle lisce di seta disseppellisci
    queste ancore.
    Così una sera crocifissero il mio dolore.
    UMANITA'....
    Compagna dolce, sei la mia rotta.
    T'ho forgiata in lotta viva.
    Dalla mia lotta oscura contro me stesso, fosti.
    Hai da me quell'impronta di avidità non sazia.
    Da quando li guardo i tuoi occhi sono più belli.
    Andiamo insieme. Spezziamo questa strada
    per dividere i doni alle poveri menti delle
    misere genti e delle persone sole.
    Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
    Lasciami la password per accedere al tuo cuore,
    per conoscere i segreti più intimi,
    per rubare dalla tua mente il segreto
    della solidarietà, sensibilità, generosità,
    UMANITA'...
    E che io possa, infine, correre in fuga pazza,
    inondando le terre di questi semi,
    sciogliendo i terribili nodi dell'edonismo,
    del materialismo frenetico dei broker,
    spezzando, bruciando, distruggendo,
    come una lava irruente ciò che esiste,
    correre fuori di me stesso, perdutamente,
    spargendo ovunque petali e semi
    delle sorelle sensibili, generose, solidali,
    e faremo l'amore,
    in attesa del raccolto di UMANITA'...