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in archivio dal 16 apr 2007

Giulia Repetto

28 luglio 1989, Genova

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  • 02 maggio 2007
    Amore

    Mille tigri
    dilaniano
    ciò che resta
    del mio cuore
    un dolore acuto
    accecante
    che a volte
    fa sorridere.

     
  • 16 aprile 2007
    Dedicata a lui

    Solitudine, rabbia, rancore,
    ecco ciò che mi hai lasciato.
    Dentro di me è il deserto:
    arido e soffocante di giorno,
    buio e congelante di notte.
    Nessun attimo di quiete,
    solamente tormente di sabbia
    dove chiunque si perderebbe,
    smarrendo per sempre la propria via.
    Con il trascorrere del tempo nulla muta,
    l'anima si lacera e sanguina,
    geme, si lamenta, si contorce.
    Nell'infinito dolore sono destinata a restare,
    scottata da quel sole
    che tentai di raggiungere
    con le mie fragili ali di cera.

     
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  • 24 aprile 2007
    Il vuoto

    Come comincia:

    La pioggia, triste e grigia, scivola sul mio viso, chinato a guardare la strada affollata di una lugubre città, osservata del ventesimo piano di un edificio.


    Una lacrima si confonde in quel caos di gocce e ghiaccio, gelido come il mio spirito, e cade sempre più giù, fino a sfiorare il viso di una donna felice che passeggia mano a mano con l'amore della sua vita, e che mai si renderà conto che quella lacrima era il segno di una vita passata ad aspettare quello che lei già possiede, e con un lieve gesto si asciuga la fronte umida.


    La pioggia non cessa di cadere e l'animo non placa la sua ira, ormai scambiata per sconforto e disagio. Nella mente la confusione è regina, che,come una vecchia scorbutica, dà solo fastidio e deve essere allontanata.


    Io ora ho preso la mia decisione, cadrò al suolo assieme a questo triste diluvio e non ci sarà più modo di convertire la mia mente ad una decisione più ottimistica.


    Allora mi alzo, e senza pensare, salto.


    I piedi sono ormai sempre più lontani dal cornicione e mentre il vento mi sfiora i capelli, in quegli ultimi attimi, trovo il tempo per pensare al mio corpo immobile ed intriso di sangue, statico su quella strada dove caddero le mie ultime lacrime. Il mio cammino è giunto alla fine, e fortunatamente anche le mie sofferenze.


    Il mio ultimo ricordo è solo un forte odore acre e metallico.


    Dopo, il buio.