username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Giulio Nicolai

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Giulio Nicolai

  • 17 marzo 2011 alle ore 2:12
    L'urlo.

    Martella incessante durante la sera,
    quel sentimento di vuoto
    che perdura da sempre,
    ricerca interiore
    di un valido liquido
    che riempia fino all'orlo
    questo cuore cavo.
    Come un piccolo sasso
    in riva al fiume,
    perdo ogni giorno
    l'antico splendore,
    con l'acqua gentile
    che mi scorre addosso
    ma che negli anni
    scava la mia forma,
    arrotondando i miei sogni.
    Urlo, sotto una campana di vetro,
    il mio dissenso a questa ruota
    ingiusta, in mezzo alla gente
    che si discosta, sorda
    a tale lamento,
    e passa il tempo incoscente,
    mentre bruciano le mie corde vocali,
    anch'esse stanche di urlare
    il mio tormento.

  • 12 marzo 2011 alle ore 4:23
    Il cavallo dal nero manto.

    Fatale è il giudizio sul proprio senso,
    difficile realtà da esplicare,
    dura lezione senza maestri.
    Vorrei convincere un altro cuore
    che vincente sia il mio cavallo,
    che il suo mantello nero e lucente,
    sia segno di forza e di successo,
    ma son io il primo a non scommetere,
    perché il giudizio su questo
    cangiante manto è labile
    quanto una foglia autunnale,
    vacillante su secchi rami,
    arsi dal gelo e dalla bianca neve.
    Ma niente di speciale offre la vita
    a chi segue i binari del quotidiano,
    la luce non arriva a chi si ripara
    dietro un muro per timore del nuovo.
    Vorrei che l'arte della follia
    prendesse il sopravvento
    di questo insperato cuore,
    che la scommessa, per una volta,
    fosse il regalo per un cavallo incerto,
    così che il premio, unico e raro,
    possa valere il prezzo di questo rischio. 

  • 08 marzo 2011 alle ore 23:53
    Anime grigie.

    Al centro di un punto immaginario
    che sa di reale, mi trovo in questo istante,
    e il mondo ruota tutt'intorno,
    a ritmo frenetico e senza soste.
    Osservo le facce di milioni di persone,
    coi loro paraocchi avvitati alle tempie,
    mentre continuano a girare,
    seguendo un percorso disegnato
    dal dolore, straziante artefice di questo mondo.
    Corrono, veloci, impegnati a non sbagliare,
    puniti dai propri compagni di strada
    quando osano oltrepassare
    la linea dell'immaginazione.
    Io guardo, attonito, questa mandria
    indaffarata, così attenta alle regole,
    che gli sguardi si perdono nel vuoto
    di questo caos interiore.
    Girano, girano, milioni di persone,
    come inchiodate a grigi binari senza stazione,
    mentre sfamano l'indifferenza
    con brandelli delle loro carni,
    inutili pezzi d'anima offerti
    ad un mostro vorace.
    Vorrei incrociare gli occhi
    d'uno di loro, per leggere
    un secondo delle loro vite,
    ma refrattario è il mondo
    a chi cerca di oltrepassare
    il limite che si è imposto.
    Triste più della solitudine
    è la compagnia di anime grigie. 

  • 06 marzo 2011 alle ore 1:59
    Il sogno.

    Piano, piccola sfumatura di uno sguardo,
    non andar via di fretta, goditi un momento,
    un attimo d'infinito piacere,
    che dia senso ai nostri sensi.
    Ho trascorso una vita ad aspettarti,
    e non un secondo del mio passato
    può valere la dolcezza dei tuoi occhi,
    la profondità delle tue nere pupille,
    la lieve flessione delle tue labbra sulle mie.
    Aspetta, non hai che un appuntamento,
    quello col mio respiro,
    che danza al ritmo del tuo,
    in un'amalgama di sogni e di pensieri.
    Rimani qui, accanto a me,
    figlia come sei d'un attimo di follia,
    prima che la luce del giorno,
    come un'enorme mano paterna,
    scopra il mio sogno e ti porti via.
     

  • 05 marzo 2011 alle ore 4:37
    Rimpianto.

    Ripiangerò il sorriso di quella foto,
    quando il mare era il problema,
    quando il mare era la soluzione,
    rimpiango lo sguardo innocente,
    figlio di una situazione nuova,
    di un nuovo colore,
    del vento che portava il profumo
    di un fiore sconosciuto.
    Rimpiango la pelle liscia
    che incorniciava il mio viso,
    leggero come uno schizzo d'acqua.
    Ma ringrazio la vita,
    che mi da la possibilità
    di rimpangere un momento,
    impresso sulla pellicola
    di una vecchia foto. 

  • 05 marzo 2011 alle ore 3:15
    Il germoglio.

    Cosa sarà, tra un altro passo,
    cosa sarà, di noi, passato l'angolo,
    cosa sarà, di noi, dopo l'ennesimo schiaffo,
    cosa sarà, di noi, alla fine di un sogno?
    Forse rimarrà ciò che il passato ha costruito,
    ciò che il presente sta forgiando,
    e che con cinico umorismo
    ci porta al domani con strumenti fallati,
    i cui pezzi di ricambio son forniti dalla vita,
    quella dietro l'angolo, che andiamo rincorrendo,
    passo dopo passo, col fiatone di chi sta sempre dietro,
    perchè davanti ha il domani,
    instancabile maratoneta che mai ci porge
    l'acqua con cui rinfrescarsi il viso,
    viso arso dalla fatica,
    che giorno dopo giorno vien solcato
    da profonde rughe,
    quasi a farci credere
    che correre non serva.
    Ma un'arma abbiamo noi,
    affilata e senza pari,
    è la memoria di ieri,
    che prima era domani,
    coltiviamo ogni giorno
    il terreno dell'oggi,
    così che i germi del futuro
    possan crescere rigogliosi,
    e nella corsa ci sia facile
    guardare indietro,
    e osservar chi corre
    mentre raccoglie i nostri frutti. 
    Si vive per l'altro,
    non scordarlo mai,
    così che ognuno
    possa seminar
    per chi vien dopo di lui. 

  • 02 marzo 2011 alle ore 2:38
    Il filo del nostro destino.

    Il mondo m'attraversa
    come lama bollente
    mentre ascolto la musica
    del mio destino,
    e ne vedo le note
    scorrere di fronte
    ai miei occhi inermi.
    Non so quale sia
    l'idea di questa
    oscura melodia,
    non potrò sentirne
    la fine prima che
    essa non sia arrivata,
    così come una
    goccia di pioggia
    sulle nostre teste.
    Aspetterò,
    com'è giusto che sia,
    che questo gomitolo
    si svolga lentamente
    ed inesorabile,
    senza opporre resistenza,
    senza cedere
    alla tentazione
    di fermarlo
    con un deciso
    colpo di forbice.
    Aspetterò che un altro filo,
    di diverso colore,
    si leghi al mio,
    in attesa di un comune destino,
    che dell'attesa faccia virtù,
    e nuove sfumature
    leghi alla mia vita,
    così che l'oscura melodia
    diventi un violino
    in riva al mare,
    rosso come il tramonto
    che l'attraversa,
    infinito come il genio
    che in noi germoglia. 

  • 26 febbraio 2011 alle ore 2:18
    Stella cadente.

    Ti avevo nelle trame della vita,
    disponibile allo sguardo intenso,
    ti avevo intorno a me
    col tuo fare malizioso,
    ma non era quello il tempo,
    non era la stagione,
    eri tu come neve d'agosto,
    rarità incomprensibile
    ed incompresa,
    gesto macchiato
    dalla mancata intesa.
    Non capivo il tuo fervore,
    nell'incontrare me,
    per passar giornate
    piene d'invisibile colore,
    non capivo ogni tuo gesto,
    grigio come il temporale,
    non capivo che d'intorno
    c'eri tu, a me uguale.
    E come una stella cadente,
    sei passata, così veloce,
    e il ricordo del tuo sguardo,
    fa piangere il mio cuore,
    non capivo il tuo valore,
    ed ora è tardi, non v'è più amore. 

  • 21 febbraio 2011 alle ore 22:59
    Giocare coi sogni.

    S'io fossi in grado di vederti
    non celerei il desiderio
    di sfiorare il tuo corpo,
    e per ogni dettaglio
    farei lungo studio,
    così d'assaporarti in pieno,
    e incantato dai tuoi
    occhi potrei anche morire,
    per riassaporare il piacere
    di una nuova rinascita,
    che sento dentro me
    ogni volta che il
    pensiero tuo m'appare.
    Son'io lucente
    come una giornata d'agosto,
    al sol sentore della tua esistenza,
    e ciò riempie il mio cor
    di speranza, che un giorno
    il mio animo s'unica al tuo,
    ovunque tu sia,
    nello spazio e nel tempo,
    nel quale io vivo,
    nel quale io sento.

  • 20 febbraio 2011 alle ore 21:46
    Un momento d'amore.

    Cerco voglioso
    un momento d'amore
    nel tetro bosco della vita,
    e come un segugio ricerca
    la preda tra i ciuffi,
    così io ricerco l'anima altrui,
    seguendo le tracce
    ch'essa rilascia tra coni d'ombra
    e accesi fasci di luce
    che fanno capolino
    dalle alte fronde.
    So che lei è lì che m'aspetta,
    e tale certezza vien
    dritta dal corso della vita,
    che unico senso trova
    nell'amor, linfa
    per ogni Essere che
    tale s'appelli.
    Ricerco bramoso,
    tra vivide spine,
    il calore d'uno sguardo
    che Messo sia d'una carezza,
    leggera nel suo corso
    quanto importante
    certezza, che allunga
    il secondo e lo dipinge
    d'eternità,
    così ch'ogni momento
    sia una vita intera,
    degna d'esser vissuta
    in ogni istante.
    E con me porto la promessa
    che dei giorni insieme a te
    farò tesoro, perchè
    tu meriti, insieme a me,
    d'aver quel che cerchi,
    l'intensa passione
    che alla vita da giusto senso. 

  • 18 febbraio 2011 alle ore 20:07
    Abbandonato nell'oceano.

    Cado nel profondo blu
    di questo vasto mare,
    come un sasso lanciato
    da un giovane pensieroso
    seduto su uno scoglio solitario,
    e scivolo nell'ignoto ballando
    come una foglia autunnale,
    senza cognizione alcuna
    di quanto l'attesa sarà duratura.
    E' cotonato silenzio attorno a me,
    mentre scorgo sulla mia testa
    piccole bolle che abbandonano
    il mio viaggio con delicata sinfonia,
    che più di un addio pare un gioco
    fatto di forme e di luci
    e di liberi pensieri.
    Mi chiudo nell'ascoltare l'ignoto,
    generatore d'idee e gran informatore,
    dato che tutto ciò che non sappiamo
    è lì dentro, nel suo contenitore,
    e il mio corpo prende vita,
    di momento in momento,
    come rianimato dal sapere
    che ciò che cerco è dentro di me,
    oceano ancora più grande
    di quel che si vede, perchè
    agl'occhi è precluso ciò
    ch'è essenziale.
    Forza sublime cresce dentro di me,
    che con le braccia spingo il mio animo
    fuori dall'acqua, pronto per altre
    domande e in attesa di nuove risposte. 

  • 18 febbraio 2011 alle ore 13:02
    La spiaggia dorata.

    Corri sulla dorata spiaggia,
    senza una meta che non sia
    il mondo in ogni singolo dettaglio,
    assaporando a pieni polmoni
    il profumo dell'acqua che
    repente corre sulla sabbia,
    e sorridi al vento che bacia
    il tuo corpo mentre giochi
    con l'aria che scivola delicata
    sulle tue gracili mani, e
    chiudi gli occhi al sole,
    avvertendone il tenue calore.
    Son lì io che ti guardo,
    con socchiuse palpebre
    di gaudente sguardo,
    cosciente che la tua
    innocente corsa porterà
    il tuo corpo tra le mie
    dolci braccia accoglienti,
    pronto come sono a regalarti
    un mondo, il mondo
    ch'è tra le mie mani e dentro
    al mio cuore, poichè
    più di me stesso non ti potrò dare.
    Ammiro la tua chioma che
    al sol si confonde,
    profumato crine
    che d'amor m'infonde,
    e vagar nel futuro
    incerto mi fa con la mente,
    tra sogni d'altre spiagge dorate
    e privati momenti per teneri amanti. 

  • 17 febbraio 2011 alle ore 20:34
    Spicca il volo e guarda per me.

    Vorrei viaggiare per il mondo dell'essere
    come un uccello sul cielo sereno,
    che leggiadro volteggia sicuro di sé,
    rincuorato dall'aver tutto visibile agli occhi,
    e mentre nutro questo pensiero,
    con ansie, patemi e tenui speranze,
    guardo il pennuto allontanarsi ingenuo,
    inconsapevole del mio sordo richiamo.
    Guarda tu per me, bianco rapace,
    osserva tra le terre ed i mari lontani,
    e scova delle fragili mani che nel mio sguardo
    leggano la bramosa voglia di una carezza,
    tenero gesto che solleva il cuore
    e fa spiccare il volo a chi non ha ali.
    Troppo stanca è la mia persona,
    veloce penna lucente, per seguirti con gl'occhi
    stanchi del viandante, ché dopo un lungo
    viaggio ho bisogno di rimembrarmi,
    sciacquando via la polvere che la vita
    ha depositato sulle mie carni;
    torna da me quando avrai trovato
    ciò che cerco, e mia premura sarà
    di ringraziarti con la carezza
    di chi ha l'amor dalla sua parte. 

  • 16 febbraio 2011 alle ore 0:10
    Notte.

    Solo, come un fiore nel deserto notturno,
    attendo impaurito che il sole torni prepotente,
    mentre il vento freddo e sibilante m'avvolge
    come una mano violenta e senza pietà alcuna.
    Non ho compagni d'intorno a me, solo come sono,
    privo del piacere che gli occhi danno al cuore
    nello scorgere altrui pensieri, espressioni
    che parlano di altre emozioni, sicurezza
    nell'avere le stesse paure di fronte alla notte.
    Profuma questa notte, e m'inquieta lo stesso,
    dolce aroma che m'attrae verso l'ignoto,
    tra suadenti richiami da oscuri cespugli
    e tremendi versi d'ancestrale ricordo
    ch'io non rammento ma rifuggo,
    piccolo come sono di fronte a questo mondo.
    Vana speranza m'arriva dalla flebile luce
    di quest'orizzonte appena nato,
    pronto a generare un nuovo giorno,
    in cui niente v'è di certo,
    se non l'arrivo imminente di una nuova notte
    che è madre del mio pensiero, senza la quale
    mai avrei amato della vita ogni momento. 

  • 14 febbraio 2011 alle ore 22:51
    Amore ad orologeria.

    Nulla avremo amato
    se speciale sarà questo momento,
    giorno di grigia abitudine,
    che del nostro amor fa triste solitudine,
    nulla avremo amato
    s'oggi m'ami più di ieri,
    se sbiadito oggetto
    son'io dei tuoi pensieri,
    perchè qualcun , dietro a noi,
    ha deciso che così
    s'ama d'ora in poi.
    Amami oggi
    come avresti amato ieri,
    priva di inutili discorsi,
    colma di lucidi pensieri.

  • 11 febbraio 2011 alle ore 21:14
    L'oceano nei miei occhi.

    Guardami, senza timore,
    e osserva il mio sguardo
    pieno d'ardore,
    scrigno segreto dei
    miei trascorsi e
    serratura del mio cuore.
    Osserva i miei occhi,
    non aver paura,
    perditi nell'oceano
    che s'intravede,
    ricordo di un passato
    lontano ma vivido
    come un momento
    appena trascorso,
    guarda la luce delle
    mie stelle, e ascolta
    il rumore delle onde
    che s'infrangono
    sullo scafo audace.
    Non perdere l'occasione
    di visitare altri mondi,
    che dentro gli occhi miei
    si confondono come
    schiaffi di marea
    su duri scogli,
    visita la mia anima,
    imbarcazione sperduta
    nell'oceano della vita,
    pronta a condividere
    con te l'acre sapore
    di questo mare.
    Visita ciò che più
    è profondo, lo sguardo
    di un uomo che niente
    ti ha chiesto se non
    il tuo mondo.
     

  • 10 febbraio 2011 alle ore 20:26
    Brevi momenti, come coltelli.

    Come una lama rovente
    attraversa il mio corpo
    un vivido vuoto interiore,
    trema il mio stanco cuore
    al pensiero di quei piacevoli
    attimi tanto intensi quanto brevi,
    che come uno specchio
    mi obbligano a guardarmi
    dritto negli occhi,
    ricordandomi quanto vani
    essi siano per la mia ricerca.
    Quelle carezze alla mia mano
    curiosa, quello stringere
    innocente il mio braccio
    sicuro, quel profumo
    di intriganti capelli,
    hanno aperto la diga
    dei miei bisogni,
    dei miei perpetui sogni,
    e come un brusco risveglio
    mi trovo a capire che
    ciò che cerco è ancora lontano,
    aldilà di un rosso orizzonte.
    Non c'è niente di più
    avvilente dell'avere ciò
    che si cerca per brevi momenti,
    sicuri del fatto
    che presto passeranno,
    e solo una più grande
    voglia d'amore a noi lasceranno.
    Ho amato i tuoi gesti,
    trasmessi da un altro corpo,
    perchè io non so chi sei,
    perchè io non ti ho ancora trovato.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:32
    Anime straniere.

    Temporanei momenti
    di tenerezza sotto
    le lenzuola, di anime
    sconosciute che si
    sfiorano leggere
    con la sensazione
    di conoscersi da una vita,
    consapevole inganno
    fugace, di momenti
    che come granelli
    di sabbia in un pugno
    sono destinati a finire,
    terminando in leggeri
    sguardi di quotidiana
    mediocrità.
    Per un attimo il mio cuore
    ha osato tremare,
    illudendo se stesso
    che quei momenti
    durassero più di una notte,
    compagna che scopre
    i sentimenti dell'Uomo,
    che come neve si perdono
    all'arrivo del giorno.
    Le mie mani scorrevano
    leggere sulla tua bianca pelle,
    mentre i tuoi pensieri,
    alla ricerca di un altro,
    ti portavano ad accettare
    brevi momenti d'amore,
    che tra le mie dita
    straniere prendevano forma.
    Domani non ci sarà ricordo,
    ma solo rimpianto,
    perchè in fondo abbiamo
    ottenuto ciò che ci era caro,
    senza badare a chi ce l'ha donato.

  • 07 febbraio 2011 alle ore 18:15
    Cometa.

    Attendo in silenzio la mia luce,
    fredda cometa invisibile
    che compare all'improvviso
    senza inutili preamboli.
    Giorno dopo giorno,
    tempo trascorso tra
    vani vaneggi di felicità
    e oscuri momenti di prigionia,
    pago a caro prezzo
    ciò che non è tra le mie mani.
    Dove sei tu, luce in potenza,
    acqua nel deserto della solitudine,
    dove sei tu, speranza mia,
    quanto il mio cor deve attendere
    per vederti apparire nel cielo
    notturno della passione?

  • 05 febbraio 2011 alle ore 19:10
    Maschere.

    Sei tu di fronte a me,
    maschera vuota,
    priva di voce e di pensiero,
    spettro di un defunto
    animo, di malconcia dignità.
    Mi pari innanzi con
    inaudita tracotanza,
    spirito cavo e immune
    alla decenza,
    assimilando ciò che
    attorno ti è uguale,
    portando avanti
    nulli contenuti.
    Guardati dentro,
    oscuro fantoccio,
    e raccogli i piccoli
    dettagli, che possano
    riempire la tua anima
    di colore e di luce
    e di straniere esperienze,
    assimila ciò che il
    mondo semina per te,
    l'identità è un lusso
    della quale non si può
    fare a meno.
    Persone noi siamo,
    quando gli occhi altrui
    ci parlano, raccontando,
    muti, vicende a noi lontane,
    nel tempo e nello spazio,
    sempre donatrici
    di essenziale nutrimento.
    La vita esiste quando
    esiste il pensiero. 

  • 04 febbraio 2011 alle ore 11:50
    Stella Madre.

    Diverso sei tu da me,
    nel pensiero e nei momenti,
    nel giudizio degli eventi,
    nell'amor di altre genti.
    Diverso sei tu da me,
    nel colore della pelle,
    nel tuo cielo e nelle stelle,
    nelle cose per te belle.
    Ma uguali siamo noi,
    caro amico, nell'essenza,
    ogni atomo, tu sai,
    è il figlio di una stella,
    grande, rossa, sempre quella,
    e qualsiasi differenza,
    non esiste se non vuoi,
    siamo figli della scienza,
    siamo uguali, siamo noi.

  • 01 febbraio 2011 alle ore 17:59
    Elogio al seno.

    Fremente il desiderio mi coglie
    di fronte a tale visione,
    e perfetto nelle sue forme,
    il suo seno sfiora la mia pelle,
    riscaldandola, in silenzio.
    E' dolce il suo calore su di me,
    questo frutto di vita e passioni
    e notti insonni, leva il freno
    alla mia anima, trasformando
    in desiderio la mia dolcezza,
    e cede con naturale sensualità
    mentre lo sfioro con delicatezza,
    e irrompe in me innata passione,
    colmo contenitore dei miei
    desideri, ormai pronto a
    concedersi a lei, nella pienezza
    del mio animo.
    Adoro sfiorarne i contorni
    con tremolanti baci notturni,
    dolci premesse ad un inevitavibe
    evento, voluto da me, voluto da lei.
    Adoro assaporarne la pelle,
    increspata dai brividi
    che indolenti l'attraversano,
    come messaggeri delle mie intenzioni.
    Adoro affondarci il mio viso,
    con lenti movimenti ed occhi chiusi,
    per godere della sicurezza che esso
    porta con sé.
    Adoro sapere che tale bellezza
    è parte di te, donna il cui
    cuore trema insieme al mio.
     

  • 31 gennaio 2011 alle ore 21:22
    La tenerezza di una foglia al vento.

    Sfiora il mio viso una tenera brezza
    mentre giovani amanti si scambiano
    dolci effusioni, con la leggerezza
    di un fiocco di neve sulla pelle bagnata.
    E l'aria profuma di piccoli fiori
    invernali, circondando gli occhi
    socchiusi in attesa di un bacio,
    promesso da uno sguardo vitale,
    giovane ardore di sconfinata passione.
    Amatevi, giovani anime,
    con la tenerezza di una foglia al vento,
    fate vostro ogni singolo attimo,
    giacché nessuno lo riporterà indietro,
    che come un fiore strappato da
    un prato è destinato a morire,
    in attesa di una nuova semina.
    Godetevi ogni bacio rubato,
    che nel ricordo vi porterà a gioire,
    illuminando il vostro sorriso
    in causali momenti d'amore. 

  • 30 gennaio 2011 alle ore 22:15
    Mordimi, baciami, sfiorami.

    Mordimi, baciami, sfiorami,
    assaggia il mio corpo
    con sensuale avidità,
    fai proprio il profumo
    della mia pelle,
    e stringimi con ardente
    passione.
    Mordimi, baciami, sfiorami,
    fai mie le tue labbra,
    strumento d'amore
    oggetto dei miei sogni
    più intimi.
    Mordimi, baciami, sfiorami,
    il mio corpo non opporrà
    resistenza, così come il
    mio cuore, che tanto
    ha atteso questo momento. 

  • 25 gennaio 2011 alle ore 16:41
    La compagnia della solitudine.

    Oscuro vortice sei tu,
    spietata compagna,
    silente mano che
    stringe il mio cuore
    all'improvviso,
    e lo attanaglia con
    possente vigore.
    Come una goccia
    di pioggia nata da
    una giornata serena,
    compari senza preavviso,
    senza annunciare la tua presenza,
    senza spiegarne il motivo.
    E così tutto sembra più grigio,
    privo di quel velo misterioso
    che circonda la vita,
    artefice di sfumature
    pastello e colori intensi
    che riempiono i nostri sensi
    di genuine forze.
    Compagna cara,
    arrivi senza invito,
    per ricordarmi ciò
    che manca accanto a me,
    e riesci nell'arduo
    compito di presenziare
    alla mia solitudine.
    E turbi la mia anima,
    che è combattuta
    a causa della tua presenza,
    ostile e amorevole allo
    stesso tempo.
    Aiutami, compagna severa,
    a capire il tuo dono,
    per non trovarmi incatenato
    ad uno scoglio lontano,
    aiutami, compagna inaspettata,
    a far sì che domani
    tu possa lasciarmi,
    in compagnia di un altro cuore.