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in archivio dal 10 ott 2009

Giuseppe Comparetto

29 aprile 1988, Alessandria Della Rocca
Mi descrivo così: Riservato, autoironico, pacatamente solare. Sempre pronto a offrire un sostegno; nella vita due cose sono importanti: Meggy (mia musa, e indubbia detentrice del mio cuore), i miei amici (solo quelli veri, purtroppo i più rari).

elementi per pagina
  • Lunga era la strada per il decoro,
    tanto da farmi aborrire su casa e lavoro.
    Fuggivo da ventenne così in una notte,
    l'unico sorriso sincero;
    quello delle mie suole disfatte.

    E quando le strade divennero torrente,
    mi preparai per la più ardua dette lotte;
    cercare d'esser io il più resistente.

    Sperando che finisse prontamente
    e senza lapidi quella notte,
    ma nel fango, la mia vita è ricorrente
    e l'acqua è più fredda se hai le scarpe rotte.

    Un cartone coperta,
    un telo trasparente lucernario;
    sperando che non piova tanto ancora
    per non finir come il vecchio Mario.

    Arroccato nel suo castello
    di rifiuti e letame sotto il ponte,
    ma la montagna distese il suo mantello;
    fu traghettato vivo dal quel vascello di Caronte.

    Finiva in quella notte
    anche la sfilata di Maria cuore,
    poco prima intrecciavamo lotte;
    non per danaro ma per disinteressato amore.

    O come la cantina di Salvatore,
    un dio Bacco per chi non sol per fede vacilla,
    si dissolse in nebbia come il suo liquore
    lo videro galleggiare aggrappato alla bottiglia.

    Perché qui tra gli annegati
    non v'è solo la gente che brilla,
    vi siam anche noi "relitti" emarginati,
    siamo proprio noi in primis i dimenticati.

    Noi per primi siam crollati,
    stremati dal freddo,
    come "invisibili" mucchi di stracci inzuppati.

    Ma in fondo a nessuno è mai importato,
    si dice che vorremmo non esser mai nati;
    ma allora d'esser morti siam "fortunati"!

    Grazie mille a chi ci ha venduti
    per il sangue di cui vi siete macchiati,
    per tutta l'acqua che ci ha purificati.

    Firmato: straccioni, puttane e ubriachi.

    Ma la notte ormai passata
    qualche vita l'ha salvata,
    c'è chi dice quella sbagliata
    di chi ha la villa ben parata;
    con arazzi di origine autenticata.

    Provenienza: "tragedia annunciata".

     
  • 23 ottobre 2009
    Fiore di neve

    Per Meggy

    Urla il vento
    oltre la finestra,
    non lo sentivo prima
    quel grido di tempesta.

    Ritrovo il deserto
    un deserto interiore,
    perché tu sei svanito nel vento
    tu di primavera il più bel fiore.

    E rantolante valicherò
    questo lungo e arido sentiero,
    poiché noi siamo più forti
    poiché noi ci amiamo davvero.

    Salterò in groppa ad un uccello
    tra i geli d' un manto bianco,
    poiché con te vivo davvero
    e non temo mai d' esser stanco.

    E con i miei occhi fissi
    a perdersi nella tua luce,
    ci rapiremo tra i baci
    e mi scalderò con la tua voce.

    Fino a che le mani
    non avranno più un controllo,
    fino a scalare i monti
    e a lambire il tuo collo.

    Ci sveglieremo abbracciati
    quasi a non volerci più lasciare,
    mi specchierò nei tuoi più begl' occhi
    quelli che posson rapire
    e farmi sognare.

    Quelli della donna
    che mi ha rubato il cuore,
    Colei che sa e mi ha insegnato
    cos'è l' amore.

    Ti sei guardata intorno sempre
    ora ammira te stessa
    porti dell' ambra il colore
    e indossi la grazia d' una principessa.

    E guarda le tue mani
    sembran intessute
    con minuzia nel velluto.

    E tocca il tuo bel corpo
    sembri in terra un angelo
    Il più bello per me venuto.

    E sussurami nell' orecchio
    che sai rendermi speciale,
    e sussurrami nelle labbra
    parole che mi donin le tue ali.

    E detta alla mia mano
    come si descrive il paradiso,
    e detta alla mia mano
    il calore d' un tuo sorriso.

     
  • 23 ottobre 2009
    Buona notte stellina

    (ninna nanna delle stelle)

    Dolce notte stellina
    che il domani s'avvicina,
    sia nuvola il tuo cuscino;
    Affinché le altre stelle del cielo
    ti stian vicino.

    Fai che la notte
    culli dolcemente i tuoi sogni,
    per trasportare veloce
    in mondi fantastici
    tutto ciò che ti bisogni.

    E "tra cielo e terra"
    volteggi il tuo corpo,
    affinché vi sia attorno a te
    un silenzio raccolto.

    Per allietare i tuoi sogni
    anche le notti più smorte,
    possa tu trovare chi ti ama;
    e rallegri ancorpiù la tua "sorte".

    Perché infondo tu meriti
    dei destini il migliore,
    affinché tu possa condividere
    con chi ti apprezza davvero
    il frutto raro del tuo cuore.

    Ovvero ciò che rinsanisce
    anche l'uomo peggiore,
    Ciò che io chiamo
    "smisuratoamore".

     
  • Cerco il sole dentro di te...
    Sei solo tu
    che me lo puoi donare...

    Quel che disse il sole alla luna
    quest'oggi voglio narrare.

    Io son all'alba,
    e di divertirmi
    non so stancare.

    Tu per me della notte sei faro,
    ma in me da togliere
    rimane un cruccio "amaro".

    Tu non basti mai,
    non per me;
    mi sussurro sotto voce.

    E nella mia mente s'insinua
    il mio io più atroce,
    prima pacato,
    Poi sempre più imperante;
    e la ragione cede
    all'oblio senziente.

    (mi sento in croce)

    Un ibrido di tentazioni
    questo è il risultato,
    ci proverà con le stelle
    se allevierà  il mio stato.

    Ma tu sei la mia luna
    tu dai ascolto alle mie pretese,
    e con un po' di fortuna
    sopporterà le più lunghe attese.

    Questa di "sole" e "luna"
    è la vera storia,
    che si inseguon per amore
    da tempo immemorabile;
    da che c'è memoria.

    Si incontran raramente,
    per qualche eclissi palpitante.

    Ma questa,
    è soprattutto una storia esistente,
    e per chi sa e riflette un poco
    il "quadro" è evidente.

    Forse o confuso
    il racconto alla vita,
    ma questa è una storia parallela;
    ahimé più attuale
    e meno "antica".

     
  • 10 ottobre 2009
    Gli occhi di chiara

    Profondi i tuoi occhi,
    rare perle da rubare
    da catturare;
    da immortalare.

    E se un giorno da lontano,
    lo sguardo mio
    dovesse incrociare il tuo;
    perche il caso è assai strano.

    Non passeranno inosservati a me
    i tuoi occhi,
    tesoro raro.

    Niente di te conosco:
    ne le abitudini,
    ne la tua stretta di mano.

    Ma i tuoi occhi quelli si
    li riconoscerei da lontano.

     
  • i tuoi figli son ormai grandi
    ma il più piccolo è un dolore
    il frutto raro
    mai colto
    è stato taciuto al cuore

    Te lo porti dentro
    il suo pianto muto
    Che venne represso
    Affinché i vostri tuoi
    Vi desser uguale saluto

    La scelta di non poter scegliere
    è stata non giusta
    Lui dice la migliore
    Ma il sol pensiero lo frustra

    Ma tu non lo credi
    Perché lui era tutto
    e quel frutto era quel che di voi
    C'era di migliore e giusto

    Ma non c'era scelta
    non una migliore
    Per ridare la giusta via
    Ad un sé singolare amore

    E piangerai sangue
    Ad ogni pensiero
    Perché quella era magia
    E lo volevate davvero

    Ma ciò che è giusto
    A volte non è 
    ciò che è migliore
    Ma nel tuo cuore
    Piccola farfalla
    Mai soccomberà quel dolore.

    Vuoto nel anima
    Il perso è un dolore
    Il marcio lo porto dentro
    Ma non nello stomaco
    Dentro al cuore

    La scintilla era scoccata
    E ti è stata defraudata
    Tu avresti voluto diversamente
    Ma la scelta è stata ponderata

    Tu coraggiosa
    io incapace di reagire
    Qui scrivo le parole
    Che so di non saperti dire

    Affinché un giorno
    Il giorno mai abbastanza giusto
    Per mettere alla vita un interruttore
    Tu possa capire
    che ho ucciso il mio cuore

    Ma non volevo ancor più
    d'esser guida per chissà 
    Che in qualche modo
    Fosse ferita  la sua felicità

    Noi sappiamo cosa significhi
    Non voler esser mai nato
    E non volevo che lo stesso sbaglio
    Portasse il notro amore
    A ugual risultato

    Voglio che quel fior di campo
    Cresca felice,
    in un futuro prossimo
    Per noi meno truce

    Nessun rimpianto
    Non ne voglio avere
    Perché questa scelta
    L'ho fatta col cuore

    Non il mio però
    Sennò avrei scelto diversamente
    Ma con occhio obbiettivo
    Fintamente indifferente

    Questa è l'unica soluzione logica
    La meno dolorosa
    Per entrambi e per esso
    Che è divenuto per me
    Sogno su ogni cosa

    Non odiarmi se sarò freddo
    Su questo argomento
    Ma il mio cuore piange
    E quel che abbiam fatto
    Col senno di poi
    Rimarrà per me un tormento.