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Autore

Giuseppe Pipino

in archivio dal 09 giu 2011

22 luglio 1949, Palmi (RC) - Italia

mi descrivo così:
Sono un sognatore. Sogno un mondo dove si possa essere buoni senza essere considerati fessi. Dove si costruiscano impianti solari a concentrazione (quelli progettati da Carlo Rubbia) che dissalino l'acqua del mare e con tale acqua si fecondino i deserti, e si produca idrogeno per muovere il mondo

09 giugno 2011 alle ore 19:39

Corpo di donna

Per una volta
lascia che il mio canto non voli
ma si fermi.
Non aquila o farfalla
ma senz'ali.
Per una volta
lascia che non parli
di stelle
o di rugiada,
lascia l'universo
si perda nella notte
e non mi curi.

Per una volta
io canterò di te:
corpo di donna,
bianca collina
dolce terra
dove infinitamente rinasci
e muori.

Per una volta
io canterò di te
mia prateria
mio campo di granturco
mio pane e miele.

Ma lascia ch'io ne canti
non poeta
ma pittore.
Non poeta lo rivesta
di perle e seta
ma pittore lo renda
alla sua luce.
Fabbro lo forgi
alla mia fiamma.
Contadino
lo solchi
col mio aratro.
Montagna
lo disseti
alla mia fonte.
Per una volta
lascia che io canti
il tuo corpo
donna,
dolce e rude
io lo sfiori
nella mente
e i suoi misteri
ne assapori,
mi nutra
dei suoi umori,
io beva
la rugiada e il miele
dei suoi pori
e dolcemente mi perda
nei suoi antri scuri.

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