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in archivio dal 19 mag 2007

Giusy Anna Di Criscio

25 febbraio 1986, Atessa (CH)

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  • 19 maggio 2007
    Ti penso

    Ti penso fra le ciglia della notte
    Afferro instabile porpora argentata tra le carni,
    caldi respiri fra le dita.
    Manchi
    dolce miele tra le labbra
    Manchi…
    resti vento che taglia il viso,
    fiato che smorza la candela.

     
  • Seduta sul ciglio di un corpo spento d’armonia,
    guardo infrangersi le ali in un batacchio
    guardo infiggersi aghi rotti fra le dita.
    Polvere sbiadita tra le ciglia
    pesa indomabile sulla luce di questo giorno,
    vuole che questi occhi si spengano sulle labbra di un tramonto.
    La strada sbiadisce sotto i passi pesanti di un uomo…
    la rondine perde il suo volo,
    cade rapida tra fronde indolenti,
    tacita
    muore una vita.
    È il sole che perde il suo giorno
    il male che brucia il cappello,
    il vento che sfronda le menti…
    spine legate chiudono le bocche di una vita,
    strappano roventi le carni che le appartengono…
    niente dolore
    non è lecito parlare…
    la mano cade lecita in quell’inchiostro che dà vita...
    niente carta da imbrattare,
    niente muro da consumare…
    solo l’occhio
    che perde stanco
    la voglia di scrutare un nuovo giorno.

     
  • 19 maggio 2007
    Vestito dell'inverno

    Gli occhi si chiudono tra questi fogli stanchi,
    mani consumano carta straccia,
    i pensieri si perdono stanchi…
    non hanno più vita.
    Tu,
    dolce vestito dell’inverno,
    mi sfiori
    scappi
    svanisci.
    Ti perdo.
    Tra le ciglia del mio libro,
    riaffiori…
    tra strampalati nomi,
    ripenso.
    Riascolto quei venti dell’estate,
    riassaporo
    i passi della vita di cinque giorni fa.
    Mi manchi
    tra i respiri del mio inverno
    Mi stanchi
    affili la tua lama
    distruggi il mio pensiero.
    Ora sento lacerare queste mani,
    adesso che l’inchiostro imbratta la mia mente
    adesso che tu torni…
    Ti sento.
    Respiri dolcemente.
    Sento le tue mani
    percorrere i miei fianchi.
    Sento quei tuoi occhi
    chiudersi nei miei.

     

    Ti raccolgo
    mio pensiero.

     

    Avvolgo queste carni tra le braccia della notte,
    anelito respiro
    voglio entrarti nel profondo.
    Sola
    ora lascio il mio tramonto
    e aspetto d’incontrarti
    corpi nudi…
    sottile metamorfosi.

     
  • 19 maggio 2007
    Natale

    Sola
    tra le voci della gente,
    cambio aspetto
    ma sei sempre qua.
    Fai male
    dolce lama dei pensieri,
    Fa male non saperti qua.
    Perché ci sei…
    solo nei miei pensieri
    E non ci sei
    nelle mani di questa terra.
    Sei lontano,
    ami il vento delle stagioni,
    sfiori caldo il corpo delle occasioni.

     

    Come un pacco
    arrivi nel mio Natale…
    che bello scartarlo ancora
    con la gioia di un bambino
    che affonda il suo spirito
    tra i nastri rotti dei suoi regali.
    È la sorpresa che mi accoglie
    che tiene immobile la mia anima così,
    è l’impercettibile lontananza
    il dolce veleno che mi culla nella notte.

     
  • 19 maggio 2007
    Ultima luce del giorno

    Cala sugli occhi l’ultima luce del giorno…
    Lama invisibile scorri lenta sul fianco,
    accarezzi brezza lucida tra le menti.
    Manca il fiato del mattino,
    manca l’affabile sorpresa dei miei sonni.

     

    Ora che il tempo scorre nelle vene
    Vendo scene di vita nel buio dell’inferno
    Regalo queste dita a nuove vecchie anime.
    Ghiaccio che spacca la mente
    Questo rimani
    ora che il vento cancella quel volto
    ora che la notte ci vuole lontani.
    Sparisci
    Corri via dai miei pensieri…
    Fosse vero
    Sarebbe un’illusione.

     
  • 19 maggio 2007
    Sospesa sui miei passi

    Gocce di pioggia sospese sui miei passi.
    L’infinito
    il male che brucia questo cielo di carta.
    L’infinita voglia di averti…
    Specchi rotti
    la mia terra…
    Carboni ardenti
    i vicoli dell’anima.
    Foglie stanche cadono giù
    non sanno più volare
    Si staccano all’equilibrio…
    la fine di un trapezista.

     

    È mia
    la goccia che cade sul vetro,
    la falce di luna sul viso
    che falcia indomabile gli occhi.

     

    Tagli…
    Si straccia la veste di donna,
    sfianca la voce di un pomeriggio…
    tra spine roventi di serpi,
    nello stridore di denti decisi,
    si spegne la luce…
    ascolto impassibile i silenzi della notte.