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Autore

Guido Cavalcanti

in archivio dal 03 mag 2006

1248, Firenze

29 agosto 1300, Firenze

segni particolari:
Fui grande amico di Dante.

mi descrivo così:
Sono stato un rappresentante del Dolce stil novo. Nella mie opere la morte e la paura furono uno dei temi fondamentali. Concepii l'amore come "sbigottimento".

21 febbraio 2012 alle ore 17:51

Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira

Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira,
che fa tremar di chiaritate l'âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null'omo pote, ma ciascun sospira?
O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical'Amor, ch'i' nol savria contare:
cotanto d'umiltà donna mi pare,
ch'ogn'altra ver' di lei i' la chiam' ira.
Non si poria contar la sua piagenza,
ch'a le' s'inchin' ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.
Non fu sì alta già la mente nostra
e non si pose 'n noi tanta salute,
che propiamente n'aviàn conoscenza.

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