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Autore

Guido Cavalcanti

in archivio dal 03 mag 2006

1248, Firenze

29 agosto 1300, Firenze

segni particolari:
Fui grande amico di Dante.

mi descrivo così:
Sono stato un rappresentante del Dolce stil novo. Nella mie opere la morte e la paura furono uno dei temi fondamentali. Concepii l'amore come "sbigottimento".

06 giugno 2011 alle ore 18:39

Dante, un sospiro messagger del core

Dante, un sospiro messagger del core
subitamente m'assalì dormendo,
ed io mi disvegliai allor, temendo
ched e' non fosse in compagnia d'Amore.

Po' mi girai, e vidi 'l servitore
di monna Lagia che venìa dicendo:
«Aiutami, Pietà!», sì che piangendo
i' presi di merzé tanto valore,

ch'i' giunsi Amore ch'affilava i dardi.
Allor l'adomandai del su' tormento,
ed elli mi rispuose in questa guisa:

«Di' al servente che la donna è prisa,
e tengola per far su' piacimento;
e se no 'l crede, di' ch'a li occhi guardi».

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