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in archivio dal 08 ott 2010

Hugo von Hofmannsthal

01 febbraio 1874, Vienna - Austria
15 luglio 1929, Vienna - Austria
Segni particolari: L'incontro più proficuo della mia vita, fu quello con il musicista Richard Strauss, con il quale collaborai per oltre vent'anni.
Mi descrivo così: Scrittore, drammaturgo e librettista. La mia predilezione fu il teatro. Le mie opere di maggior rilievo sono: "Elettra", "Ariadne auf Naxos", "Il cavaliere della rosa".

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  • 05 ottobre 2011 alle ore 17:33
    Tre piccole canzoni - III

    L'amata disse: "Io non ti tengo,
    Nulla tu mi hai giurato,
    Gli uomini non bisogna trattenerli,
    Non sono nati per la fedeltà.
    Per le tue strade va, amico mio,
    Vediti paese su paese,
    In molti letti riposati,
    Molte donne prendi per mano.
    Dove il vino ti è troppo agro,
    Tu bevi malvasia,
    E se la mia bocca ti è più dolce
    Ritorna allora da me!"

     
  • 05 ottobre 2011 alle ore 17:28
    Tre piccole canzoni - II: Da cantarsi nel verde

    Era torbido e greve il cielo,
    Noi tanto solitari eravamo,
    E l'un l'altro distaccati!
    Ma ora non più così:
    In qua e in là circola l'aria;
    E in mezzo il mondo intero
    Risplende come se fosse di vetro.
    Stelle vennero a dischiudersi,
    Luccicano le guance mie e tue,
    E ne sono anche consce:
    Più forte e più forte si fa il loro fulgore;
    E noi respiriamo con desiderio,
    Distesi coattamente come prigionieri,
    Avvertiamo l'un dell'altro il respiro.

     
  • 05 ottobre 2011 alle ore 17:27
    Tre piccole canzoni - I

    Tu dunque non lo sentivi,
    Che musica aggirava la casa di soppiatto:
    Notte era greve e senza splendore,
    Ma chi su duro sasso dolcemente
    Si adagiava e suonava, ero io.
    Ciò che potevo dire, lo dicevo:
    "Tu mia amata, tu mio Tutto!"
    Da oriente si partì una luce,
    Greve giorno mi ricacci a casa,
    E la mia bocca di nuovo chiusa.

     
  • 05 ottobre 2011 alle ore 17:23
    Ad un passante

    Tu mi hai svelato cose
    che in me tenevo segrete,
    sei stato per le corde dell’anima
    il sussurro notturno del vento.

     
  • 05 ottobre 2011 alle ore 17:20
    La Ballata della Vita Apparente

    Con sguardo puro cresce ogni bambino,
    cresce, e la morte mai lo lascia solo,
    ed ogni uomo segue il suo cammino.
    In poche ore cade marcio al suolo
    il frutto che maturo si colora.
    Cade morto dal ramo l'usignolo.
    E sempre soffia il vento e sempre ancora
    molte parole ascoltiamo e diciamo
    e gioia e noia sovente ci sfiora.
    In mezzo all'erba strade percorriamo
    ove sono stagni, lumi, alberi spersi.
    Luoghi deserti talvolta incontriamo.
    Perchè ci sono luoghi? E son diversi?
    Chi potrà il loro numero contare?
    Han senso i giorni foschi e quelli tersi?
    Che vale il nostro vivere e giocare
    se siamo grandi e soli eternamente
    e non poniamo meta al nostro andare?
    Aver veduto tanto giova a niente?
    Ma dice molto colui che dice "sera",
    parola da cui goccia greve il lutto,
    come dal favo il miele: lentamente.