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Poesie di Irene Pizzimenti

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  • 10 novembre 2009
    I silenzi di una donna

    I silenzi di una donna
    sono case in riva al mare
    che nessuno apre nell'inverno
    dimore solitarie che solo il tempo vive
    senza più rumore tuffi o commensali a cena.
    Ascolto muto di sentimenti mai scoperti al sole
    Percorsi lenti maturati che non sconvolgono il dolore
    Stanchezze che ritornano sempre alla fine nella propria casa
    dove ogni cosa ha un suo posto dove ogni oggetto ha un suo nome.

    Bisogni e storie mai rivelate in pieno che le proprie mani sanno consolare
    i silenzi di una donna si allargano piano piano come ragnatele agli angoli.

    Vivono nelle stanze vuote dove pure il mare lascia la sua tristezza
    dove le conchiglie abbandonate sulla sabbia ritrovano i cassetti.
    I silenzi di una donna. Ci passa di soppiatto sempre il vento...
    filano i pensieri con la pazienza di chi deve dipanare nodi.
    Angoli di vita sconosciuti che solo il tempo scopre
    antichi ceppi pronti nelle ceste per riscaldare
    case per rivedere il cielo a modo tuo.
    Sfumature calde dell'inverno

    i silenzi di una donna... 

  • 10 novembre 2009
    Poi

    E scopri Poi
    Soltanto Poi
    Quanto sia stato breve
    ogni tuo Ieri.

  • 10 novembre 2009
    Mi piace l'alba

    Mi piace l'alba
    per quel suo viversi silenzioso
    fredda fuori
    calda nell'anima

    Mi piace l'alba
    per l’infinito immenso
    per quei muri con accanto
    appena appena
    leggere ombre

    Mi piace l'alba
    per il lento tremolio delle foglie
    sonnolenti ancora
    infreddolite di rugiada
    attaccate le une alle altre
    per coprirsi insieme
    per riscaldarsi un pò

    Mi piace l'alba
    per il suo parlare al cuore
    per quel suo modo unico
    di svestirmi l'anima
    per quel suo intenso
    coccolarmi che ristora
    quando gioia mi affoga dentro

    Mi piace l’alba
    per le risposte
    per i suoi sguardi seri
    contro le mie tristezze
    per il mutismo dei suoi occhi stanchi
    quando il mio cuore
    dimentica il suo canto libero

    Mi piace l'alba
    per l'aria fredda
    che mi invade tutta
    che mi fa tremare
    mentre il pensiero vola
    abbracciando il mondo
    e chi non ha più voce

    Mi piace l'alba
    perchè pantofolaia
    per piedi stanchi

    Mi piace l’alba perché è l’alba!

  • 10 novembre 2009
    I sorrisi di una donna

    I sorrisi di una donna
    sono perle gettate al mare
    Colori che donano sfumature al cielo
    Coperte calde per le notti fredde

    I sorrisi di una donna
    sono il seme della terra
    germogli prima
    maturi frutti dopo

    Gioia e follia insieme
    Ansie di bugie sotto le ciglia
    Sgorgano senza parole
    Spruzzi d’acqua gelida negli addii
    Brividi nelle attesa incerte
    quando impigliata la malizia
    ruba profonda arte il desiderio

    I sorrisi di una donna…

  • 10 novembre 2009
    Al caldo del camino

    M'allungava il vivere quel tuo sguardo
    e la tua mano che ripassava dopo
    rigustando negli sguardi lenti
    sapori intensi e ritrovati

    Erano i giorni in cui tirava forte il vento alla scogliera

    Sbatteva alta l'onda
    inondava senza respiro il molo
    era bello restare dentro sdraiati al caldo del camino
    bagliori rossi di fuoco addosso

    S'allungava il vivere
    ridevano in silenzio gli occhi
    complici.

    Avevano lasciato fuori il Tempo.

  • 10 novembre 2009
    Passaggi del Tempo

    Scivola lenta la mano sugli occhi
    nel rivedere incroci e passaggi

    Età e percorsi iniziati e finiti
    ripassano piano
    Riflettere e tirare le somme

    Accettare l'amaro
    nell'ombra che passa serena.

    Camminano insieme
    assenze che hanno segnato
    presenze costruite dal tempo sull'ieri

    Ritrovarli entrambi essenziali
    lancette indivisibili d'un orologio
    che gira continuo perché corda dell'anima

    Passaggi che il Tempo ritorna in silenzio a riscrivere.

  • 03 gennaio 2006
    Seila

    Il tuo viso è muto
    le tue labbra mordono finalmente il pane
    Mangi mentre osservi
    luoghi sconosciuti, gente sconosciuta
    sei sola...


    I tuoi occhi scuri e gonfi
    chiedono perché
    in un silenzio pieno di paure.
    Alle spalle senti ancora
    il rumoreggiare del mare
    i suoi mormorii cupi imbronciati
    e quel barcone triste
    pieno di gente in lacrime

    Mordi il pane finalmente

    Il tuo vestito strappato grida dolore
    bisogni ricatti atrocità
    Nel tuo cuore
    il mondo resta lontano
    legato ad un'isola, a dei sorrisi
    a delle mani ancora troppo care

    Ma tu
    non sai dire...

    Mangi il pane finalmente
    in una terra sconosciuta straniera vuota

    E il tramonto scende
    e il tramonto invade ora il tuo cuore
    ma tu non sai dire...

    E le manine sole
    silenziose adesso

    si stringono ferite
    attorno a quell'unico sicuro mondo tuo...


    Il pane.

  • 03 gennaio 2006
    Ed io che t'amo

    E’ quell’andare lento
    dei ricordi che mi riveste l’anima
    e’ quel sentirti a me vicino sempre
    che rafforza ogni mia  attesa
    è quel sentirti vivo accanto
    che fa vissuto ogni mio rigo
    E le tue mani che parlano nel buio
    a vincere ogni scommessa dura
    tenerezza memore di giorni mai finiti
    carezza senza fine del tuo riserbo caro
    - unione - senso ed essenza
    di quel che si chiama vivere
    E nel silenzio scorrono i miei giorni
    tocco di vita è ogni oggetto che mi circonda
    e questa casa vissuta sempre
    con quel tuo unico  sapore addosso

    Ed io che t’amo.

  • 03 gennaio 2006
    Presenze e Lontananze

    Ascolto…

    asciugando pioggia
    respiro corto delle nuvole

    Silenzio le parole parlano
    momenti aperti al mare
    distese venate da ricordi amari

    Ed orme mie
    tra le case opache
    dei pensieri tuoi
    ad impigliare
    vicoli stretti
    tra le dita

    Colore ai muri d’aria
    indietro il grigio

    Presenze e Lontananze.

  • 03 gennaio 2006
    Sospese parole

    Parole al ruscello…

    Ritorni
    raccontano di giorni ingialliti dal tempo
    passi nel bosco ritrovano tracce nascoste
    passaggi segreti della memoria

    Cadente il cascinale
    ti vede ti riconosce t’abbraccia
    riflessi di sole riportano voci lontane

    emozioni che il tempo d’infanzia ha  ricamato preziose

    Sconnesse le travi di  legno  del  ballatoio
    riprendono vita
    riflettono al sole

    Risuonano quei mille discorsi fatti nell’ombra
    segreti piccini tesori nascosti promesse severe
    fruscio amico di ciliegi selvatici

    e risa fatte di sogni e di terra

    T’invadono forte familiari nei loro profumi
    antichi sapori lavoro di mani e sudore di fronti
    ed è il pane di casa appena sfornato che senti

    il burro col latte caldo  munto al mattino

    E tu con il secchio a prendere acqua alla fontana
    schizzandoti gocce  sui piedi d’estate
    stringendoti addosso la giacca d’inverno

    Segnava duro il lavoro
    coi tempi scanditi solo dalle stagioni
    E sempre la sera attorno al braciere

    donne bambini e rosari col sonno

    Ora è silenzio che porta presenti quei volti.
    Coperta di ruggine la vecchia fontana
    è pianto che gocciola lento


    Sospese parole
    diari segreti dell’anima-----------------------------------ritorni

  • 03 gennaio 2006
    La chemisette

    Passi lenti sulla scogliera
    Pensieri nudi i piedi
    aguzzi nel riparlare
    Tempo ripassato
    rifinito piano
    nelle sere
    quando
    l’ora
    tace.
    Gusto
    nuovo
    dell’essere
    pagina del tempo
    che maestro insegna.
    Limpida nell’aria sbatte
    aperta  al vento del tramonto
    bianco desiderio la chemisette.

  • 03 gennaio 2006
    Pensiero libero

    Ricontare al mare le sue gocce
    ritrovarne sempre qualcuna in meno
    Gocce di pensieri liberi nudi nell’aria della sera
    combattuti da ire umane illuse di poter fermare il non gradito
    vento dell’egoismo cieco che vuole uccidere calpestandolo chi è diverso
    Pensiero libero che tagliuzzato non si ferma mai, espressione di libertà nel divenire
    nel ricrearsi antico e nuovo contro ire venti e tempeste buie che ogni alba poi porterà a morire
    Memoria e danza per il dolore muto, pezzetto di cielo che ritornerà sempre goccia serena al mare

    Pensiero
    libero incanto
    d’emozione pura
    filo che raccorda nel presente
    passioni andate
    e fantasie
    curiose

    Potenza dell’andare umano
    che diventa storia con i suoi passi fermi
    Riserva che fuori da povertà intellettuali e da ignoranze
    è Futuro prossimo che bussa già alla porta
    Libera bandiera al vento.

  • 03 gennaio 2006
    Serenità

    Avvolta nel soffio leggero di una musica
    sento impalpabile galleggiare attorno
    l’essenza lieve di una vita che scopre
    poco per volta il gusto pieno della serenità.

    Sensazione difficile da incontrare
    nei marosi spesso alti della vita,
    non s’avverte subito.

    Osservi prima un rallentare di ritmi nelle ore
    un assaporare diverso ogni cosa.
    Rivedi lento il filmato della tua vita
    senza fragore d’anima,
    accetti quello che non capivi prima,
    quel bene e male
    facce entrambe dell’esistenza.

    Sorridi piano pensando ai tanti tuoi vissuti
    tra pianti e incomprensioni
    ai momenti scritti solo nell’abbandono,
    chiusura d’egoismo che non dava le stesse carte
    a chi sull’altro lato duro ti fronteggiava.

    Scompare quasi la stessa fretta
    e ti muovi nei tuoi giorni con la rilassatezza
    che dona all’ora un bagno caldo alla vaniglia.

    Resti tra la gente
    ma osservi attorno con diverso sguardo.
    Ti veste la pazienza
    si affaccia calmo ogni sorriso
    e scopri altro in ogni cosa che le mani toccano.

    Serenità del vivere diversi i sentimenti
    scelta silenziosa che poggia fondamenta nuove
    nel costruire i giorni .

    E ritrovi pace nel sentire forti dentro le tue radici
    albero della vita che riflette il dare e prendere.
    Umiltà che riconosce grande il dono dell’accettare
    quando mani silenziose porgono un ascolto muto
    empatia d’un ritrovarsi insieme e cari.

    Serenità.

  • 03 gennaio 2006
    Tra una finestra e il tempo

    Sono poche le parole
    quelle che contano
    per una vita intera

     

    Capita un giorno quasi per caso…

     

    Diventi inquieta
    ti giri per le stanze
    ti ripassi il volto nello specchio
    senti svanire il vuoto
    senti calore l’ora
    senti capito il tuo essere non semplice

     

    Ed apri la finestra
    nella notte che ti viene addosso
    ed offri all’aria fresca i tuoi pensieri
    biglietti appesi all’anima
    pagine fissate con lo sguardo dritto al cuore

     

    Diventano persi gli occhi
    che sconfinano negli occhi
    carezze al tuo colletto
    le mani che salgono leggere
    Sospiri a stento
    cercano le sillabe per formare le parole
    immobilità di un attimo
    che lascia fuori porta il Tempo

     

    Sono abbracci per una vita intera
    quelli che vestono nella penombra l’abbandono
    racconto di vissuti che combaciano perfetti
    intensità profonda del vivere l’amore
    Ombreggiature a specchio tra una finestra e il Tempo

     

    E poi…

     

    E poi continui nel tuo andare
    solida tra le tue stesse cose
    farfalla che nel suo volare d’attimo
    ha colto l’essenza stessa al vivere

     

    Ricordo che nel ricordare
    nulla toglierà mai al suo vissuto
    Consapevolezza di aver fermato
    un attimo
    al tuo comando
    il Tempo

     

    E vivi
    goccia di una pioggia
    che non si perderà mai

     

    per amore
    per amore…

  • 03 gennaio 2006
    Ed io taccio

    Sentirsi tornare la vita dentro
    guardare fuori
    chiudere gli occhi
    avvertire allargarsi dentro il respirare

    bianche nuvole
    s’espandono sul mare
    gocce di silenziose luce
    gessetti chiari a ridare
    colorate fantasie al giorno

    sentirti tornare la vita dentro

    ascoltare un vocìo antico ed amico
    che l’aria  ti porta tra la tenda dentro casa
    voci di conosciuti venditori di frutta e pesci
    gente che si guadagna il pane
    col quotidiano andare per  paesini
    sotto l’acqua e il sole

    allentarsi di un tempo che riveste ad ogni istante le lancette

    fermarti silenziosa a guardare il mare
    immobile liquidità  senza più onde
    ritrovarlo amico nel suo riposo senza alcun rumore
    lontana la confusione in un  settembre arrivato piano
    che muto, t’entra accarezzandoti dentro il cuore

    sentirsi tornare la vita dentro

    nei gesti quotidiani della gente
    sacchetti della spesa in mano
    che ferma ai crocicchi delle strade
    si racconta di tutto e di niente
    scambio d’umanità che fila lento il filo
    del sentirsi parte d’esserci
    in questo mondo indaffarato
    dove a volte l’ansia e le ferite
    bendano stretti corpo ed anima

    abbassare sorridendo gli occhi
    sui portoncini delle  case dei pescatori
    dove le donne tre volte al giorno lavano
    pezzi di marciapiedi dinanzi all’uscio
    un modo antico per passare il tempo
    per parlare di piatti da cucinare e di mariti in mare

    e scope all’aria ad ascoltare….

    Sovrano il silenzio riunisce in questo vivere
    l’uomo ai suoi vissuti

    In fondo al mare
    una torretta araba
    estremo baluardo di terra
    difesa nei secoli dall’invasore
    raccoglie come sempre i miei pensieri
    nella tempesta e nel silenzio quando la tregua
    finalmente mi ridona pace tra l’antico e il nuovo

    La saluto silenziosa
    mura d’empatia ai travagli umani

    Sigillo solitario 
    scivola sulla mia guancia una sola lacrima

    Ed io taccio

  • 03 gennaio 2006
    Malinconia

    Malinconia...

    La mancanza
    di un sorriso
    che mi copra.
    La mia libertà
    priva
    della bandiera
    scelta.
    Un´ala spezzata
    da far sanare.
    Un sasso arido
    bruciato dal sole.

    Combatterla?

    Illusione forse
    ma ti vorrei accanto
    per dirti
    per darti
    forza tu
    della mia fragilità
    piuma invisibile,io
    per regalarti
    quella carezza
    che ti manca
    nel dolore
    che silenzioso
    ti copre l´anima.

    E pagine scritte in due
    la Vita le sospende

    e singoli fogli
    attraversano
    le ore
    lampi improvvisi nella notte
    che svegliano
    che portano lontano...

    e si ferma il Tempo
    ancora.

  • 03 gennaio 2006
    Amici noi

    Sentire passare tra i tuoi occhi parole chiuse
    saperle leggere da tempo tra le labbra
    intuirne silenziosa il senso
    venirti accanto nell’ormeggiare tu questa tua ora

    Stanchezza e sollievo  d’un camminare
    quell’attraversare l’anima
    con la sacca in spalla,lisa e cara, dei ricordi
    essenza tu della tua stessa storia

    Capire dal lento andare delle dita sulle gambe
    quel ripensarti muto che ha fatto nodi al tuo stesso vivere
    Carezze lontane che il tempo ha trasformato in sogno
    calore addosso da risentire quando malinconia
    arriva ad appannare gli occhi nell’osservare il mare

    Attimi che il cuore ha chiuso in una boccia
    trasparenze e luci note solo agli occhi tuoi
    rifugio capace di abbracciare solitudini
    che nel  coprire d’ora  diventano a volte amiche

    E quest’incontrarci noi sulla banchina
    ha il sapore unico di quel sentire senza parole
    silenzio che condivide pagine al passato
    presenti oggi col desiderio d’avere accanto
    una voce amica ad ascoltare

    Serena compagnia
    t’accarezzo con lo sguardo gli occhi
    complice tenerezza un piccolo sorriso
    per quel saperci vivere ancora insieme… oltre

    Amici noi.

  • E stai seduto al sole
    sulle corde vecchie come il tuo barcone

    Aggiusti reti stanche di stagioni antiche
    la  pelle scura sfida  ogni calore
    le rughe  profonde solcano il viso
    silenziose storie che parlano piano al cuore

    Aggiustano lente le tue mani
    stretti  gli occhi si perdono pensiero nell’infinito
    vestono i silenzi ogni tua ora
    è dimora per te  questo barcone antico

    Raro il tuo salire a casa
    rari i tuoi piedi sempre nudi
    per le stradine strette del paese
    Chiusa la casetta  bianca
    sulla scoglio che amavi tanto

    Lei non c’è più
    duro destino della vita che l’ha portata via
    contro la sua strenua lotta per rimanerti accanto
    E si è fermato allora il Tempo

    Si è chiusa quella porta sempre aperta
    Silenzio ora di risa e canti
    quando aperte le braccia
    accoglievano serene ogni tuo ritorno

    E resti lì 
    al sole e all’acqua
    corda lisa alla tua stessa vita
    in un’attesa che ormai chiede soltanto al sonno
    silenziosa tregua ad un dolore stanco.

  • 03 gennaio 2006
    Chiocciola di terra

    E nel dolore diventi chiocciola
    nuda ti raccogli
    ti riavvolgi.

    Attorno la tua storia

    ricomponi a piccoli frammenti i giorni
    risvegliati dall’ultimo vento
    che ha frantumato le tue difese.

    E girano i dolori
    girano.

    Lenti si fanno casa
    tu
    muta
    silenziosa
    e nuda dentro
    li osservi stanca
    consapevole
    che dopo il turbine che annienta
    ripulirà serena l’aria il vento
    e sbucherà  il sole in cielo

    per te, chiocciola di terra.

  • 03 gennaio 2006
    Rumoreggia forte il mare

    Mi copre fredda l'aria
    si scosta sul petto la maglietta
    ferma dinanzi al mare tempestoso
    osservo la sua furia
    lo sbattere di spuma alta e bianca
    sui grossi blocchi di cemento a ridosso il porto

    Acqua e faraglioni
    che m'hanno visto crescere
    tenendomi per mano
    coi miei pensieri
    allegri o tristi

    C'è freddo questa sera
    persiane chiuse per le strade
    solo qualche terrazza con la luce accesa
    per un'ultima cena all'aria in una estate ormai finita

    Ma è sempre canto il mare col suo rumoreggiare
    forza che si libera di pensieri storti
    sfogo di una natura che urla per poi placarsi

    Ed io mi guardo attorno
    immobile nel buio della terrazza
    infreddolita e ferma ad osservare un paese vuoto
    ed i lampioni antichi che
    silenziosi e stanchi danno calda luce ai vecchi muri

    Vivere ancora un mondo che sa riportarti indietro
    vivere ancora un mondo che in punta di piedi
    ti fa sedere accanto ai tuoi ricordi antichi
    quando persa e stanca vorresti oggi non andare avanti
    perché ti serpeggia dentro il dolore della resa

    E quelle mura stanche ti parlano di vite e di fatiche
    di sacrifici e di silenzi immensi
    di gente che ha resistito con nulla tra le mani
    andata poi via per sempre
    con la stanchezza addosso di una vita fatta di stenti
    e l'espressione serena di un viso segnato solo di rughe
    mentre nel tuo ricordo di bambina
    erano solo mani che ti porgevano caramelle nel darti amore

    E prende senso il mare
    E prende senso il tuo restare

    Sfida e storia umana
    piena di colori e strategie varie
    di diverse lingue e fatti
    ma che nasce e che finisce poi, allo stesso modo

    Ed accetti la tua sfida
    storia intrecciata a quella d'altri..

    E sempre canta il mare
    E sempre storia il mare.

  • 03 gennaio 2006
    Comprendere l'amore

    Comprendere l’amore
    è camminare a piedi nudi
    dentro all’anima.

    Comprendere se stessi...

    Libertà interiore
    che lega senza legacci
    essere all’essere,
    che chiude le porte
    all’impetuosità di un sentire
    che vuole solo possedere.

    Comprendere l’amore...

    Sentirsi dentro
    ascoltando l’altro.

    Pazienza di un dono
    che sa aspettare.

    E senti sbattere
    nel più profondo
    le pagine del cuore.
    Ti perdi cosciente
    nell’emozione
    d’esserci in quel non esserci.

    Attesa che matura il vento
    che respira il cielo.

    Foglie d’arancio i corpi
    sono passaggi d’infinito desiderio.

    Comprendere l’Amore…

    Spaziare il Tempo
    sciogliendone la tela
    per ricomporla ancora
    coi fili ritrovati dell’attesa.
    Conoscenza rara!.

    Comprendere l’amore
    che possiede l’essere
    prima del suo darsi dono
    senza nulla in cambio.

    Libertà d’ un volo
    che diventa gioia
    vita della stessa vita
    sorriso di corpi liberi
    solarità al buio
    notte e giorno senza più il tempo

    Comprendere l’Amore…

    Perdersi e ritrovarsi brace viva
    che ha già bruciato ogni fretta
    nel diventare essenza di calore pieno.

    Ed è sfiorare piano la sua pelle
    diventata tua,
    appagamento d’un desiderio
    che ha giocato a lungo
    con le sue stesse immagini.
    Incanto primordiale
    che s’offre all’altro
    senza nulla possedere,
    libertà assoluta che sa di poter volare
    negli accessi profondi e sconosciuti
    della stessa anima.

    E diventa luminosità
    linguaggio d’uno sguardo
    luce che senza più le sillabe
    s’espande nel perdersi
    dentro la parola… “t’amo”…

  • 03 gennaio 2006
    La vita?

    La vita?
    Un percorso.

    Una sfida…
    Poco importa
    se persa o vinta
    nelle sue tappe vive
    purchè affrontata ed accettata.

    Guardarla ad occhi fissi nelle curve
    inserire dentro ai giorni anche i suoi no
    è saggezza che pian piano  cresce dentro
    che  insegna senza parole a sentire l’altro accanto.

    Le trappole di sentimenti falsi che spesso offendono le ore
    sfilano a poco a poco le corde spesse che  nascondono le albe.
    Con il passar del Tempo maestro silenzioso che ci resta accanto
    s’avverte profondo quel saper riflettere,quell’accettare anche gli errori.

    Ed i fatti  vissuti con dolore per l’incaponirsi nelle idee che hanno le strade storte
    diventano passato, col sentire nuove le  piccole grandi cose che possediamo senza mai notarle.
    Piccole grandi cose dal sapore buono
    troppo scontate in un mondo
    che dà la caccia
    solamente
    ai vestiti
    nuovi.

    La vita?
    Una domanda sola.

    Una risposta ardita nella sfida
    che ricompone alla fine il puzzle
    solo quando non ci si aspetta nulla nel saper donare
    nell’incessante errare su questa terra
    coi pensieri spesso stanchi e lisi.

    E resti a guardare il mare…

    Maroso
    prima 
    placato
    dopo…

    Movimento senza soste...

    Vita
    Con il suo sapere andare avanti sempre!.

    E resti a sentirti mare…

  • 28 novembre 2005
    Poesia

    Sensazione lenta
    cade addosso attraverso gli occhi
    voluttà impalpabile sospende
    allarga i corridoi dell’anima.


    Emozione
    rallenta i ritmi
    ritrova piccolo il pensiero
    risente la meraviglia
    di vissuti, d’attimi.

     

    Poi…
    t’entra dentro...

     

    Tentazione
    t’avvolge.
    Malìa ed essenza
    ti sveste
    ti brucia
    è luce.

     

    Silenziosa e discreta
    apre e richiude leggera
    le porte alla tua storia
    passaggio di tenerezza
    ti culla l’anima.

     

    Sogno desto
    ridona coscienza all’uomo
    quando sciabola la vita
    gli ferisce troppo gli occhi e il cuore.