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Autore

Irene Tripodi

in archivio dal 17 feb 2009

12 novembre 1984, Milano

mi descrivo così:
"Tutte le nostre parole non sono che briciole cadute dal banchetto dello spirito" Kahlil Gibran

17 settembre 2010

Agosto

La mente si fa candida, bianca come la sabbia.


I pensieri rarefatti, sottili, sfuggenti, guizzano da un angolo remoto della memoria.


Provo ad afferrarli ma scivolano via, non si fanno catturare: come l'acqua, come il vento, come il silenzio che non si può fotografare, non si lascia immobilizzare in un attimo, in una parola, in un suono.


Torna. E torna come torna il vento ad increspare la superficie del mare.


Se mi immergo ritrovo almeno il suo odore, se mi immergo ritrovo almeno la pelle, la mia, ritrovo le mani, le sue,


se mi immergo mi inonda, se mi immergo mi copre, mi beve, mi succhia il respiro, mi asciuga le labbra del fiato che soffia parole mai dette


ma solo sentite, sparate a bruciare la pelle.


Annego, ma è fuoco. Annego e lo voglio, lo sento.


Ti sento vicino, sei dentro.


Sei sangue che bussa, sei vita che torna.


Rivuoi la tua parte di me.


 

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